Agevolazioni fiscali per acquisto, ristrutturazione e affitto di immobili

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Stando ai dati diffusi dall’Istat e pubblicati nell’informativa ministeriale “Casa? Cosa è possibile”, l’immobile di proprietà resta una prerogativa degli italiani: l’81,5% dei nuclei familiari, infatti, possiede una casa nella quale risiede abitualmente. Certo, la crisi economica non ha affatto giovato ai mutui e in generale alle spese domestiche, ma sono stati in molti ad usufruire delle agevolazioni fiscali offerte dal Governo, che sono state rinnovate dalla Legge di Stabilità per tutto il 2016.

Oltre all’eliminazione della Tasi per i quasi 19.500 italiani proprietari della casa in cui vivono, sono previsti diversi benefici per chi volesse ristrutturare la propria abitazione, migliorarne l’efficienza energetica, affittarla oppure acquistarla. In questo articolo riassumeremo dunque le agevolazioni fiscali prima casa 2016, fornendo, ove possibile, la modulistica per richiedere l’accesso ai benefici statali.

Agevolazioni fiscali vendita e acquisto prima casa

Se possiedi già una casa, ma vuoi acquistarne un’altra (magari più grande o in un’altra zona) vendendo la prima, sappi che puoi beneficiare delle agevolazioni fiscali 2016 per l’acquisto dell’immobile, a patto però che tu riesca a vendere la precedente abitazione entro un anno. I benefici riguardano l’imposta di registro e l’imposta ipotecaria catastale e ti vengono concessi anche se hai usufruito di un bonus statale anche per l’acquisto della prima casa. Nello specifico, il vantaggio varia in relazione alla tipologia del venditore della nuova casa: se acquisti da un privato l’imposta di registro sarà pari al 2% mentre l’imposta ipotecaria catastale sarà di 50 euro, mentre se acquisti da un’impresa edile, la tassa di registrazione sarà pari al 4% mentre quella ipotecaria salirà a 200 euro.

Gli unici esclusi sono i proprietari delle abitazioni appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9. Leggi anche: “Agevolazioni prima casa: Tasi, Imu, affitti e bonus 2016”.

Agevolazioni fiscali acquisto prima casa con il leasing immobiliare

Le giovani coppie e i soggetti over 35 con reddito inferiore a 55.000 euro che hanno intenzione di acquistare una casa stipulando un contratto di leasing immobiliare possono avvalersi di importanti benefici, che variano in base all’età del soggetto che stipula il contratto. I soggetti con meno di 35 anni possono ottenere una detrazione pari al 19% dei canoni di affitto (fino ad un importo massimo di 8.000 euro l’anno) e un’ulteriore detrazione del 19% sul prezzo della rata finale (fino ad un massimo di 20.000 euro). Per i soggetti di età uguale o superiore a 35 anni, invece, è prevista una detrazione del 19% sui canoni di affitto (l’importo massimo scende però a 4.000 euro annui) e la detrazione del 19% sul prezzo della rata finale (fino ad un tetto massimo di 10.000 euro).

Per entrambe le categorie è prevista anche la riduzione dell’imposta di registro a 1,5%. Attenzione: nonostante i benefici siano rivolti ai giovani e agli over 35, acquistare casa mediante leasing immobiliare potrebbe convenire anche ai soggetti più maturi, dunque, qualora fossi interessato, ti consigliamo di leggere l’articolo che condizioni contrattuali nei particolari “Il leasing immobiliare: comprare casa a rate” e scaricare il contratto di leasing immobiliare.

Agevolazioni fiscali giovani coppie

Le giovani coppie sono quelle in cui almeno uno dei due componenti ha un’età inferiore a 35 anni. A loro sono dedicati ulteriori bonus per l’acquisto di mobili, elettrodomestici e complementi d’arredo destinati all’immobile acquistato. Il bonus mobili per giovani coppie altro non è che una detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di 16.000 euro, ripartita in 10 quote annuali. Ulteriori informazioni sono disponibili nell’articolo “Ecco il nuovo bonus mobili per le coppie under 35”.

Chi ha un’età superiore ai 35 anni ma vuole comunque risparmiare sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici, deve necessariamente eseguire dei lavori di ristrutturazione sull'immobile. Per fruire del beneficio fiscale su tutte le spese devono essere effettuate entro il 31 dicembre 2016. Leggi in cosa consiste il bonus e come ottenerlo in questo articolo “Bonus mobili: in cosa consiste e come beneficiarne”.

Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Fino al 31 dicembre 2016 è altresì possibile usufruire dell’agevolazione statale pensata per tutti gli italiani che svolgono lavori e migliorie alla propria abitazione con il fine ultimo di migliorarne la sostenibilità dal punto di vista energetico. Potenzialità e limiti di questo beneficio sono descritti nell’articolo “Le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica”. Se ti interessa questo argomento leggi anche: “Ecobonus caldaie: c’è tempo fino al 31 dicembre” e “Detrazione 65% infissi: ecco come beneficiarne”.

Agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni

Le agevolazioni fiscali riguardano anche i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati fino al 31 dicembre 2016 e si traducono in una detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per ristrutturare edifici residenziali situati In Italia, con un limite massimo di 96.000 euro. Moduli.it ha ampiamente trattato l’argomento, con un articolo dedicato al Bonus ristrutturazioni, una Faq dedicata all’argomento ed ulteriori approfondimenti dedicati in particolare alla ristrutturazione del bagno e all’acquisto di sistemi antifurto.

Agevolazioni fiscali mutuo prima casa

Restano le garanzie statali per facilitare l’accesso al mutuo finalizzato all’acquisto di un immobile destinato ad abitazione principale. Grazie al Fondo di garanzia per l'acquisto e la ristrutturazione della prima casa è possibile richiedere un mutuo dal valore massimo di 250.000 euro, usufruendo delle garanzie statali, che arrivano a coprire il 50% della quota capitale. Da ottobre 2014, mese in cui è stato attivato il Fondo di Garanzia, è stato registrato un costante aumento di ricorsi, ti consigliamo quindi di leggere “Fondo di garanzia mutui prima casa: chi può fruirne e come” per verificare il possesso dei requisiti di accesso al Fondo.

Se, invece, con un mutuo in corso ti trovassi in un momento di difficoltà finanziaria, potresti chiedere la sospensione del pagamento delle rate per un periodo di tempo determinato, grazie al Fondo di solidarietà. Per capire meglio di cosa si tratta, quali condizioni e quali requisiti occorre rispettare ti invitiamo a consultare le relative linee guida. Questo, invece, il modulo di richiesta accesso al fondo di solidarietà.

Agevolazioni fiscali per i contratti di locazione

Citando i benefici statali concessi dal Governo per il 2016 è doveroso aprire una piccola parentesi anche sui vantaggi che offre l’affitto di un immobile. Chi conclude un contratto di locazione a canone concordato, infatti, può ottenere uno sconto del 25% su Tasi e Imu oltre a poter scegliere il tipo di tassazione da corrispondere, ossia se in forma ordinaria o con cedolare secca. In entrambi i casi sono previste delle importanti detrazioni, sicché ti consigliamo di leggere l’articolo “Affitto a canone concordato: contratto e vantaggi fiscali”.

Per il proprietario, invece, che conclude un normale contratto di locazione c'è comunque la possibilità di beneficiare della cedolare secca, che si sostanzia nel pagamento di una imposta unica del 21% sul reddito da locazione in sostituzione di Irpef, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo. Si tratta di una agevolazione fiscale riservata unicamente alle persone fisiche che affittano un immobile ad uso abitativo, dunque restano esclusi tutti coloro che locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. Per sapere a chi esattamente conviene la cedolare secca, come si attiva l'opzione e come si paga, leggi “Cedolare secca sugli affitti: cos'è, come funziona e a chi conviene”.

Agevolazioni fiscali per i contratti di comodato d’uso

Se sei proprietario di un immobile e lo concedi in comodato d’uso ad un parente di primo grado, riceverai una riduzione del 50% su Tasi e Imu. Uniche restrizioni: l’immobile deve essere registrato come abitazione principale e il proprietario di casa deve risiedere nel medesimo Comune dell’immobile dato in comodato. Egli deve, inoltre, possedere solo un immobile ad uso abitativo sul suolo italiano o tutt'al più un altro immobile nel medesimo Comune, ed entrambi non devono essere abitazioni di lusso, ovvero appartenenti alle categorie catastali A1, A8, A9. Chiaramente, per poter ottenere le agevolazioni fiscali, il contratto di comodato d’uso deve essere registrato, così come prescrive la normativa vigente. Se ti interessa questo argomento, approfondiscilo leggendo "Il contratto di comodato di immobile ad uso abitativo".

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