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Acquisti a distanza: come e quando recedere
Per contratto a distanza si intende qualunque contratto avente ad oggetto beni e servizi, concluso tra un consumatore ed un fornitore, attraverso l’utilizzo di una o più tecniche di comunicazione a distanza (ad es. tramite Internet, telefono, fax, posta o televisione). Non rientrano in questa tipologia i contratti:
a) relativi ai servizi finanziari; b) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati; c) conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici; d) relativi alla costruzione e alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, con esclusione della locazione; e) conclusi in occasione di una vendita all’asta.
Per tale categoria di contratti il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (“Codice del Consumo”) riconosce una tutela più incisiva riguardo ai termini per il recesso.
In pratica se il consumatore è insoddisfatto del proprio acquisto, si è accorto di aver operato in maniera affrettata o senza averne un effettivo interesse, può esercitare il diritto di recesso senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, inviando al venditore una raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine di dieci giorni lavorativi. In alternativa, è possibile inviare entro lo stesso termine un telegramma od un fax, il quale acquisterà validità solo se confermato tramite raccomandata A/R entro le successive 48 ore.
Il termine di 10 giorni decorre (art. 65 comma 2 D.Lgs. 206/05):
- per un contratto di fornitura di beni dalla data del ricevimento degli stessi da parte del consumatore, nel caso in cui sia stato fornito da parte del venditore una completa informazione per un corretto esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore; ove questo non sia accaduto i 10 giorni decorrono dal giorno in cui il consumatore ne è venuto in possesso. In ogni caso il recesso va esercitato entro tre mesi dalla consegna.
- per un contratto che ha per oggetto la prestazione di servizi dalla data di conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti gli obblighi di informazione sul recesso, qualora ciò sia avvenuto dopo la conclusione del contratto, purché non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa.
Vi offriamo un fac simile per comunicare il recesso dall’acquisto entro 10 giorni.
Qualora, dunque, il fornitore abbia omesso di fornire al consumatore le informazioni richieste dalla legge oppure abbia fornito un’informazione incompleta o errata circa le modalità di esercizio del diritto di recesso, il termine per recedere è esteso a tre mesi, che nel caso di fornitura di beni, decorrono dal ricevimento della merce, mentre nel caso di prestazione di servizi decorrono dalla stipulazione del contratto.
Questo il fac simile per comunicare il recesso dall’acquisto entro 3 mesi.
Queste le informazioni che il consumatore deve ricevere prima della conclusione del contratto (art. 52 D.Lgs. 206/05): - identità del fornitore (e suo indirizzo nel caso sia previsto il pagamento anticipato); - le caratteristiche essenziali del bene, o del servizio; - il prezzo (compresa l'indicazione di tasse ed imposte); - eventuali spese di consegna; - modalità di pagamento e di consegna del bene; - esistenza od esclusione motivata del diritto di recesso; - modalità di restituzione e ritiro del bene in caso di recesso; - costi dell'utilizzo della tecnica di comunicazione; - durata della validità dell'offerta e del prezzo; - durata minima del contratto nel caso si tratti di fornitura di prodotti o servizi, ad esecuzione continuata o periodica.
Salvo diverso accordo tra le parti, il consumatore non può esercitare il diritto di recesso per i seguenti contratti: - di fornitura di servizi la cui esecuzione sia iniziata, con l’accordo del consumatore, prima della scadenza del termine previsto per esercitare il recesso; - di fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario che il fornitore non è in grado di controllare; - di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente; - di fornitura di prodotti audiovisivi o di software informatici sigillati, aperti dal consumatore; - di fornitura di giornali, periodici o riviste; - di servizi di scommesse e lotterie.
Se il consumatore ha già ricevuto la merce, deve restituirla, sostanzialmente integra, a proprie spese entro 10 giorni dalla data di ricevimento.
Il venditore ha l'obbligo di rimborsare le somme eventualmente anticipate dal consumatore (senza detrazione alcuna), gratuitamente e nel termine massimo di 30 giorni dalla data in cui il venditore è messo a conoscenza dell'avvenuto recesso (art. 67 comma 4 D.Lgs. 206/05).
Nell’ipotesi in cui il pagamento sia stato effettuato per mezzo di effetti cambiari, qualora questi non siano stati ancora presentati all’incasso, il venditore deve procedere alla loro restituzione. (art. 67 comma 5 D.Lgs. 206/05).
Nel caso in cui il pagamento del bene o del servizio sia avvenuto, interamente o parzialmente, tramite un credito concesso al consumatore, dal venditore ovvero da terzi in base ad un accordo tra questi e il venditore, il contratto di credito si intende risolto di diritto, senza alcuna penalità, nel caso in cui il consumatore abbia esercitato il diritto di recesso conformemente alle disposizioni normative (art. 67 comma 6 D.Lgs. 206/05). L'obbligo di informare il terzo soggetto che ha concesso il finanziamento è a carico del venditore.
In caso di controversie civili la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato.
Pubblicato il 09/05/2011Tags: acquisto a distanza recesso acquisto vendita su catalogo televendita tele acquisto restituzione merce shopping on-line acquisto su internet vendita per corrispondenza
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