Aiuti alle famiglie italiane: le agevolazioni del 2016

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Da diversi mesi, oramai, i più alti organi legislativi ed esecutivi dello Stato insistono nell’affermare che questo lungo periodo di crisi stia lentamente passando, riponendo molta speranza nei segnali di ripresa intercettati dai dati statistici.

L'anno passato è stato quello in cui si sono concentrati il maggior numero di interventi a sostegno della famiglia. In questo articolo faremo una panoramica degli aiuti alle famiglie italiane.

La Carta Acquisti (Social Card)

È una carta gratuita che si usa come una normale carta di credito, con l’unico particolare che le spese vengono addebitate e saldate dallo Stato. Da esso viene caricata bimestralmente di 80 euro, dando la possibilità di usufruire di 40 euro al mese al beneficiario che può usarla per acquisti alimentari, sanitari, e per pagare le bollette di luce e gas presso gli Uffici Postali.

Chi può richiederla

La Social Card può essere richiesta solo in presenza di particolari requisiti oggettivi da:
- Anziani con età non inferiore ai 65 anni
- Famiglie con bambini di età non superiore ai 3 anni

Come richiedere la Social Card

E’ possibile richiedere la Social Card recandosi in un Ufficio Postale e presentando:
- il modulo di richiesta;
- il documento d’identità originale e una fotocopia dello stesso;
- l'attestazione ISEE valida per l’anno in corso.

Se la richiesta per l’ottenimento della Social Card viene accettata, riceverete presso l’indirizzo di residenza una comunicazione scritta che vi inviterà a recarvi presso l’Ufficio Postale per il ritiro della carta. In una seconda comunicazione scritta, recapitata sempre presso l’indirizzo di residenza, riceverete anche il codice di sicurezza della Carta (PIN) da usare qualora effettuerete pagamenti attraverso i terminali POS degli Uffici Postali e negli ATM Postamat.

Per richiedere la Social Card è invece necessario consegnare all’ Ufficio Postale questo modulo se siete un cittadino di età superiore ai 65 anni e questo modulo se invece nel nucleo familiare c’è un bambino con età inferiore ai 3 anni.

Ulteriori informazioni sui requisiti necessari per richiedere la Carta, sulle modalità di rinnovo e di recupero a fronte di variazioni leggi “Carta Acquisti: chi ne ha diritto e come richiederla”.

Agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie

Se la casa ha bisogno di lavori di manutenzione o ristrutturazione, i cittadini privati hanno la possibilità di richiedere una detrazione dall'IRPEF del 50% sulle spese necessarie a tali migliorie domestiche fino ad un tetto massimo di 96.000,00 euro. Questa particolare agevolazione sarà in vigore fino al 31 dicembre 2016, mentre nel 2017 la detrazione probabilmente tornerà al 36% su un tetto di spesa massimo fissato a 48.000,00. Tale detrazione sarà suddivisa in 10 quote annuali ed è applicabile solo sulle abitazioni situate su suolo italiano.

Chi può richiedere la detrazione

Gli aventi diritto alla detrazione sono, ovviamente, i proprietari degli immobili ma non solo. Anche chi lo occupa a titolo di locazione o comodato può beneficiare delle agevolazioni, così come chi risulta titolare di un diritto reale godimento o un familiare convivente del possessore dell’immobile o ancora il detentore dell’immobile purché faccia fronte alle spese a lui intestate.

Per quali lavori è possibile avere le agevolazioni

Per quanto riguarda le unità immobiliari residenziali e gli edifici residenziali, l’agevolazione fiscale copre: interventi di manutenzione straordinaria, opere di restauro finalizzate al risanamento conservativo o postumo ad eventi calamitosi, lavori relativi alla realizzazione di posti auto o rimesse, interventi finalizzati ad eliminare le barriere architettoniche, interventi di bonifica dell’amianto, opere di messa in sicurezza degli ambienti al fine di evitare gli infortuni domestici, interventi finalizzati alla cablatura degli edifici interventi finalizzati alla riduzione dell’inquinamento acustico, interventi finalizzati al conseguimento del risparmio energetico, opere volte all'adozione di misure di sicurezza antisismica degli edifici, lavori finalizzati alla prevenzione di atti illeciti.

Per ulteriori informazioni sulle modalità di ottenimento e di perdita delle detrazioni IRPEF sulle ristrutturazioni edilizie potete leggere l'articolo “Ristrutturazioni edilizie: come fruire delle agevolazioni”.

Agevolazioni per il risparmio energetico

Come per i lavori di manutenzione e restauro delle abitazioni, anche i lavori finalizzati al miglioramento della classe energetica, nel 2016, sono agevolati dallo Stato. Si tratta di un'agevolazione che consente ai cittadini di usufruire di detrazioni fiscali dall'IRPEF o dall'IRES. Le detrazioni, ripartite in 10 rate annuali, sono accordate fino al 65% della spesa complessiva eseguita, spesa che dovrà consumarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2016. Dal 2017, infatti, la percentuale si abbasserà al 36%.

Chi può beneficiare delle detrazioni

Possono beneficiare delle detrazioni tutti i contribuenti che possiedono (a qualsiasi titolo) l’immobile, quindi persone fisiche come condomini e inquilini, professionisti e artigiani, società ed enti pubblici e privati a patto che non svolgano attività commerciali.

Per quali lavori si possono richiedere le detrazioni

È possibile richiedere le detrazioni sull’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, l’isolamento delle pareti, l’installazione impianti di climatizzazione invernale, la coibentazione di sottotetti, l’installazione di finestre e infissi che aumentano l’efficienza energetica dell’edificio, l’installazione di pellicole filtranti su infissi e finestre già esistenti. Il limite massimo delle detrazioni varia rispetto al tipo di lavoro che viene richiesto, per esempio ammonta a 100.000,00 euro per la riduzione del fabbisogno energetico del riscaldamento, mentre si limita a 60.000,00 euro per i lavori concernenti l’istallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e per le opere di miglioramento termico riguardante la sostituzione di finestre, infissi e pavimenti. Il limite massimo per i lavori che implicano la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale invece, ammonta a 30.000,00 euro.

Le spese coperte dalle detrazioni fiscali

Nonostante i limiti monetari ai quali bisogna attenersi durante la realizzazione dei lavori siano rappresentati da cifre molto alte, questo non garantisce che tutte le spese siano sostenibili e rientrino nelle prerogative delle agevolazioni statali. Le uniche tipologie di spese approvate ai fini della detrazione sono:
- quelle relative ai lavori edili connessi all’intervento;
- quelle relative al lavoro dei professionisti impiegati per la realizzazione e certificazione della miglioria apportata all’impianto energetico.

Per conoscere le modalità di fruizione di tali detrazioni e la modulistica da produrre e presentare per ottenerle leggi “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”.

Agevolazioni per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici

Un’altra importante detrazione dall’IRPEF in vigore fino al 31 dicembre 2016 riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe A+. Tale detrazione ammonta al 50% ed è fruibile su una spesa massima di 10.000,00 per ogni abitazione. Come nei casi precedenti la detrazione verrà divisa in 10 rate annue.

Le condizioni per ottenerla

Per ottenere questo importante aiuto da parte dello Stato sono richieste delle condizioni ben precise:
- mobili ed elettrodomestici devono arredare un immobile che è stato sottoposto a ristrutturazione, manutenzione o restauro e abbiano ottenuto l’agevolazione statale di cui abbiamo pocanzi elencato le caratteristiche;
- l’immobile deve aver subito un vero e proprio intervento di ristrutturazione, piccole modifiche non sono sufficienti all’ottenimento della detrazione;
- l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non è esclusivamente riservato a quegli ambienti domestici in cui è stata operata la ristrutturazione;
- la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella di acquisto dei nuovi mobili e/o elettrodomestici.

Quando non è ammessa

Per mobili ed elettrodomestici si intendono armadi, letti, tavoli, sedie, divani, frigoriferi, lavatrici e simili. I complementi d’arredo e gli infissi non sono considerati tali, per cui non è ammessa detrazione sulle spese riguardanti:
- l’acquisto di porte, finestre, tendaggi, pavimenti, parquet ed altri complementi d’arredo quali lampade, cuscini, ecc…
- l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di seconda mano, siano essi provenienti da mercatini, negozi o privati.

Le modalità per ottenere il bonus sono disponibili nell’articolo “Bonus mobili: tutto quello che c'è da sapere per averne diritto”.

Fondo di solidarietà e sospensione del mutuo

Con la Legge di Stabilità il Governo ha approvato il rifinanziamento del Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa. Questo strumento consente a famiglie e a giovani coppie di poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo sulla prima casa, per un periodo massimo di 18 mesi.

Chi può beneficiarne

Le condizioni per poter beneficiare di questo Fondo sono legate alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato (contratti a tempo indeterminato, determinato) o parasubordinato (di agenzia o rappresentanza commerciale); o riguardanti la morte o il riconoscimento di un grave handicap all’interno del nucleo familiare. Tali situazioni devono essere state verificate dopo la firma del contratto e nei tre anni che hanno preceduto la richiesta di accesso al Fondo.

In caso di mutuo cointestato è sufficiente che almeno uno dei due cointestatari abbia i requisiti sopra elencati.

I beneficiari del bonus devono dimostrare di essere in possesso dell’immobile che deve trovarsi obbligatoriamente in territorio italiano e deve costituire l'abitazione principale del soggetto richiedente. In caso di morte del mutuatario, la richiesta può essere presentata dal cointestatario del mutuo o dall’erede subentrato che presenta i medesimi requisiti di accesso.

Si può richiedere l’accesso al fondo per tutti gli immobili che non rientrano nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e che comunque non presentano le caratteristiche di un’abitazione di lusso. Sempre ai fini dell’accesso, il mutuo non deve essere superiore a 250.000,00 euro mentre l’ISEE dichiarato non deve superare i 30.000,00 euro.

Inoltre, il mutuo deve essere stato dichiarato “in corso di ammortamento” almeno un anno prima della presentazione della richiesta. Per sapere come fare richiesta leggi: “Fondo di Solidarietà: ecco come sospendere le rate del mutuo”.

Fondo di Garanzia Mutui "Prima Casa"

Istituito dalla Legge di Stabilità del 2015, il Fondo di Garanzia Mutui “Prima Casa” sostituisce il Fondo “Giovani Coppie” e concede alcune garanzie da parte dello Stato nella percentuale massima del 50% della quota finalizzata all’acquisto, ristrutturazione o manutenzione dell’abitazione principale del richiedente.

Chi ne ha diritto

- Giovani coppie (uno dei due componenti deve avere meno di 35 anni)
- Famiglie composte da un solo genitore con figli minorenni
- Giovani di età inferiore ai 35 anni con rapporto di lavoro atipico
- Conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari

Requisiti per avere accesso al Fondo

Per presentare domanda di accesso al fondo è obbligatorio che il mutuo sia inferiore a 250.000,00 euro e l’immobile non rientri nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e che comunque non presenti le caratteristiche di un’abitazione di lusso. Inoltre è necessario che il richiedente non sia proprietario di altri immobili al momento della domanda.

Come fare domanda

La domanda deve essere inoltrata alla banca o all’intermediario finanziario aderente all’iniziativa. Quest’ultimo, dopo averne accertata la regolarità, la invia alla Consap, società che gestisce il fondo. Qui alla richiesta verrà numerata prima di verificare la disponibilità del fondo e sarà comunicata al richiedente entro 20 giorni dall’approvazione. È possibile scaricare il modulo di domanda direttamente dal nostro sito.

Ulteriori informazioni sull'argomento sono disponibili nell'articolo "Fondo di garanzia mutui prima casa: chi può fruirne e come".

Aiuti per gli inquilini "morosi incolpevoli"

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il decreto legge 102/13 sulla “morosità incolpevole” ha istituito un Fondo contributivo per sanare il ritardo nei pagamenti di coloro che occupano un’abitazione ma non riescono a pagarne l’affitto a causa di una riduzione della propria capacità di reddito.

Tale contributo prevede un importo massimo di 8.000,00 euro.

Le condizioni per accedere al Fondo

Per ricevere il contributo è necessario avere un reddito ISEE non superiore a 35.000,00 e un ISEE non superiore a 26.000,00 oltre ad aver già ricevuto un’intimazione allo sfratto per morosità. E’ inoltre necessario che il beneficiario sia di cittadinanza italiana e risieda nell’abitazione come inquilino con regolare contratto di locazione da almeno un anno.

Il Fondo è stato suddiviso in varie quote, ognuna appartenente e perciò amministrata dalla Regione di appartenenza, che a sua volta ripartisce le quote del fondo ai Comuni che si occupano poi di distribuirli ai cittadini secondo un criterio di priorità.

Per richiedere l’accesso al fondo è possibile scaricare il fac simile domanda di accesso Fondo "morosità incolpevole".

Se volete saperne di più leggete l'articolo "Un fondo per aiutare gli inquilini "morosi incolpevoli".

Bonus Elettricità

Un altro importante strumento di aiuto alle famiglie italiane nel 2016 è rappresentato dal bonus elettricità che ha lo scopo di alleggerire la spesa dell’energia elettrica alle famiglie numerose e quelle in condizioni di forte disagio economico.

Chi ne ha diritto

Hanno diritto al bonus gli intestatari di un contratto di fornitura elettrica a fini domestici e per la sola abitazione di residenza, con potenza impegnata fino a 3 kW o fino a 4,5 Kw, appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro oppure ad un nucleo familiare con più di 3 figli a carico e con ISEE non superiore a 20.000 euro.

Inoltre hanno diritto al bonus elettricità per disagio fisico tutti i clienti di fornitori elettrici presso i quali vive un soggetto gravemente malato, costretto ad utilizzare apparecchiature necessarie per manterlo in vita. In questo caso specifico è obbligatorio presentare il certificato della ASL che attesta la necessità di utilizzare l’apparecchiatura, il tipo di apparecchio utilizzato, la data in cui è cominciato l’utilizzo e l’indirizzo presso cui esso si trova.

Quanto vale

Il valore del Bonus varia dipendentemente dal numero dei componenti della famiglia. Per l’anno 2015 sono previsti 71 euro per una famiglia di 1 o 2 persone, 90 euro per una famiglia di 3 o 4 persone, 153 euro per una famiglia con più di 4 persone. Tale Bonus ha durata annua.

Cosa fare per richiederlo

Dopo aver compilato l'apposita modulistica scaricabile gratuitamente dall'articolo "Bonus elettrico: chi può richiederlo e come" occorre consegnarla presso il proprio Comune di residenza o nelle sedi degli istituti designati dal comune stesso.

Bonus Gas

Esattamente come il bonus elettricità, il bonus per l'utilizzo domestico del gas naturale è un opera di sostegno alle famiglie italiane introdotta dal Ministero dello Sviluppo economico secondo modalità definite dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas e con la collaborazione dei Comuni italiani.

Chi he ha diritto

- richiedenti che appartengono ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 7.500 €;
- richiedenti che appartengono ad un nucleo familiare con 3 o più figli a carico e con ISEE non superiore a 20.000 €;
- richiedenti con misuratore gas di classe non superiore a G6.

Quanto vale il bonus

Esattamente come per il bonus elettricità, anche il bonus gas è soggetto ad alcune variabili come la zona climatica (diverse esigenze di riscaldamento), la tipologia di utilizzo (cottura cibi + acqua calda, solo riscaldamento, cottura cibi + acqua calda + riscaldamento), e il numero di persone residenti nella medesima abitazione, quindi appartenenti ad un'unica utenza.

Per il 2015 il Bonus varia da un minimo di 33 euro, destinati solo all’uso di acqua calda e cottura dei cibi, ad un massimo di 205 euro, impegnati per i servizi già elencati più il riscaldamento dell’abitazione. Per le famiglie numerose (più di 4 componenti) gli standard si alzano, partendo da un minimo di 53 euro ad un massimo di 297 euro.

Come richiederlo

Per richiedere il bonus è necessario compilare la modulistica che troverai nel nostro sito seguendo le indicazioni presenti nell’articolo: “Bonus gas: quanto vale e come fare domanda”.

Bonus bebè

È un'altra operazione frutto dell’ultima Legge di Stabilità che riconosce un bonus di 80 euro al mese alle famiglie in condizioni di disagio economico che hanno avuto o avranno un figlio nel periodo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’assegno verrà dato alla famiglia beneficiaria dal mese di nascita fino al terzo anno di vita del bambino.

Chi ne ha diritto

Per ricevere i bonus è necessario avere una dichiarazione ISEE inferiore a 25mila euro; inoltre se l’ISEE è inferiore ai 7.000,00 euro annui il bonus sarà raddoppiato. Attenzione: i redditi di entrambi i genitori devono essere relativi all'anno solare precedente a quello di nascita del bebè. Possono beneficiarne cittadini italiani, comunitari o extracomunitari con permesso di soggiorno regolare e di lungo periodo.

Come richiederle il bonus

Le famiglie che volessero ottenere il sussidio devono presentare all’Inps l’apposita domanda subito dopo la nascita del bambino. Questo è il Modello di Richiesta del Bonus Bebè. La richiesta può essere effettuata anche online, seguendo questo percorso sul sito dell'Inps: Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN –> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito –> Assegno di natalità –> Bonus Bebè.

Informazioni più dettagliate sono disponibili in questo articolo: "Bonus Bebè 2016: a chi spetta e come richiederlo".

Bonus per baby sitter e asili nido

Si tratta di un contributo pensato e dedicato per favorire il rientro delle neo mamme sul posto di lavoro. Alla fine del congedo di maternità e negli undici mesi seguenti è possibile chiedere un voucher per pagare una baby sitter che si occupi del bambino in assenza dei genitori, o la retta dell'asilo nido per l'anno 2016.

Chi ne ha diritto

Il contributo può essere richiesto da madri lavoratrici che hanno diritto al congedo parentale (leggi "Congedo parentale facoltativo: cos'è e come richiederlo"), dipendenti delle pubbliche amministrazioni o di privati, o ancora le mamme iscritte alla gestione separata.

Non possono richiede il bonus le lavoratrici autonome iscritte ad altre gestioni come quelle artigiane ed esercenti di attività commerciali, coltivatrici dirette ecc. Anche le lavoratrici esentate dal pagamento della rata pubblica per i servizi legati all’infanzia perdono il diritto di accedere al bonus.

Quanto vale il bonus

In alternativa ai mesi di congedo parentale, il bonus viene erogato per un periodo massimo di sei mesi, con un contributo massimo di 600 euro mensili.

Come viene erogato

Se il Bonus viene utilizzato per pagare una baby sitter, esso sarà erogato attraverso il sistema dei voucher (leggi "Voucher lavoro: cosa sono e come funzionano"), mentre se viene utilizzato per pagare la retta dell'asilo nido, il bonus verrà erogato direttamente dall'Inps alla struttura prescelta fino ad un massimo di 600,00 euro mensili. È possibile richiedere il contributo per più di un bambino a famiglia.

Come utilizzare i voucher

La madre lavoratrice è tenuta a ritirare i voucher presso la sede provinciale INPS entro 120 giorni dalla comunicazione che attesta, tramite canali telematici, l'avvenuta accettazione della domanda. Nel caso in cui il contributo statale si concretizza tramite il voucher, la madre lavoratrice, prima dell’inizio della prestazione, è tenuta a comunicare all’Inps/Inail il proprio codice fiscale, il codice fiscale del prestatore, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell'attività lavorativa. Ella può operare attraverso vari canali:
- utilizzandoil contact center Inps/Inail (tel. 803.164, gratuito da telefono fisso, oppure, da cellulare il n. 06164164, con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
- inviando un fax al numero gratuito INAIL 800.657657, utilizzando questo modulo;
- attraverso il sito www.inail.it /Sezione 'Punto cliente';
- recandosi presso la sede INPS.

Se volete saperne di più leggete questo articolo: "Contributi per baby sitter e asili nido: come richiederli".

Assegno di maternità

L’assegno di maternità è un’agevolazione economica che possono richiedere all’Inps sia le madri lavoratrici, sia le madri disoccupate.

Due tipologie

Gli assegni di maternità possono essere erogati sia dallo Stato che dai Comuni stessi. L’assegno di maternità dello Stato è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, mentre l’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale concessa dai Comuni. In entrambi i casi essa è erogata dall’Inps, ma per il caso specifico dei Comuni è necessario possedere alcuni requisiti reddituali.

L'assegno di maternità dello Stato

Si tratta di un assegno che viene concesso a madri italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di regolare permesso di soggiorno, che risiedono in Italia al momento del parto. L’assegno può essere richiesto anche dal padre qualora la madre abbandoni il figlio oppure esso sia affidato esclusivamente alle cure paterne, se è affidatario preadottivo o padre adottante, non coniugato o separato, o in caso di decesso della madre naturale (o adottiva o affidataria preadottiva) e ne riconosce la paternità.

La domanda per ottenere l’assegno di maternità deve essere presentata entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dal suo effettivo ingresso in famiglia, presentando questo modulo all’Inps di competenza. E’ necessario allegare una documentazione, per questo è possibile ricevere informazioni sul modulo stesso di domanda.

L’assegno dello Stato ammonta a 2.082,08 euro e viene erogato entro 120 giorni dalla richiesta. In caso di parto gemellare o adozioni plurime l’assegno verrà moltiplicato per il numero di bambini che fanno ingresso in famiglia.

L'assegno di maternità del Comune

Possono richiederlo solo le mamme disoccupate o casalinghe che non godono di nessuna copertura previdenziale.

Il sostegno in questo caso spetta alle donne non occupate, italiane, cittadine comunitarie o extracomunitarie in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo.

I requisiti richiesti per l’assegnazione variano in base all’ISEE che non deve superare i 16.954,95 euro.

Per effettuare la richiesta dell'assegno di maternità del Comune è necessario compilare un documento specifico disponibile presso gli uffici del Comune nel quale il richiedente risiede (qui il fac-simile) e deve essere presentato entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dal suo effettivo ingresso in famiglia.

L’assegno di maternità del Comune viene erogato dall’Inps in un'unica soluzione ed è di 1.694,45 euro.

Maggiori informazioni potrete trovarle in questo articolo "Gli assegni di maternità: cosa sono e come farne richiesta".

Assegni familiari

Gli assegni familiari sono divisi in due grandi categorie: quelli erogati dall’Inps e quelli erogati dai Comuni.

Gli assegni familiari erogati dall’Inps vengono concessi dipendentemente il numero e la tipologia dei componenti della famiglia e soprattutto in base al reddito complessivo. Possono richiederli i lavoratori dipendenti, i para-subordinati e i collaboratori domestici, i pensionati, i soggetti in mobilità, cassa integrazione o che stanno usufruendo l’indennità di disoccupazione.

La domanda va presentata al proprio datore di lavoro utilizzando il modello ANF/DIP o all’Inps nel caso in cui il richiedente sia un pensionato, un lavoratore para-subordinato, un percettore di indennità di mobilità e disoccupazione o un collaboratore domestico. All’erogazione pensa, poi, il datore di lavoro al momento della retribuzione, o l’Inps in caso di ditte fallite, titolari di prestazioni provvidenziali ed ex dipendenti in pensione.

Gli assegni familiari erogati dai Comuni sono comunque pagati dall’Inps, ma vengono concessi solo per le famiglie che hanno almeno tre figli minori e che dispongono di redditi limitati. Ne hanno diritto:
- i nuclei familiari di cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria in possesso di diritto di soggiorno di lungo periodo o permanente;
- quelle famiglie composte da almeno un genitore e tre figli naturali minori conviventi;
- quelle famiglie con un ISEE inferiore per il 2015 a 8.555,99 euro.

L’importo dell’assegno per il 2015 è pari a di 1.836,90 euro annui. La domanda deve essere presentata presso il Comune di residenza entro il 31 gennaio 2016 se si vuole godere degli assegni spettanti per l’anno 2015. È comunque possibile utilizzare uno di questi fac simile di richiesta anche se ogni Comune contempla l’adozione di un modello specifico.

Per ulteriori informazioni circa l’ottenimento degli assegni familiari potete approfondire la trattazione leggendo: “Assegni familiari dei Comuni: a chi spettano e come si richiedono” e “Assegni familiari Inps: requisiti, tabelle e modulo di domanda”.

Assegno sociale

L’assegno sociale è un sostegno assistenziale dedicato ai cittadini che si trovano in cattive condizioni economiche ed hanno redditi inferiori alle soglie previste dalla legge.

Quali sono i requisiti per beneficiarne

Per richiedere l’assegno sociale è necessario avere determinati requisiti come:
- avere 65 anni e 3 mesi di età;
- essere in uno stato di bisogno economico;
- possedere la cittadinanza italiana;
- essere iscritto all'anagrafe del comune di residenza (in caso di cittadini comunitari);
- avere un permesso di soggiorno di lungo periodo (in caso di cittadini extracomunitari);
- avere una residenza effettiva e continuativa per almeno 10 anni nel territorio nazionale;
- non possedere reddito superiore a 5.830,76 euro nell’anno 2015.

A quanto ammonta

L'importo dell'assegno sociale previso per il 2015 è di 448,52 per 13 mensilità ovvero 5.830,76 euro annui. L’assegno massimo è previsto per i soggetti non coniugati che non posseggono reddito e per i soggetti coniugati con reddito annuo inferiore all’importo annuo dell’assegno.

L’assegno ridotto, invece, è previsto per i soggetti non coniugati con reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e per i soggetti coniugati che hanno un reddito inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno (11.661,52 euro).

Come richiederlo

Per ottenere l'assegno sociale è necessario compilare e inviare all'Inps questo modulo e la dichiarazione dei redditi per via telematica o rivolgendosi gratuitamente al CAF o al Patronato.

Se volete saperne di più leggete questo articolo: "L'assegno sociale: chi ne ha diritto e come richiederlo".

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42632 - Redazione
17/11/2015
Mara, purtroppo per via dello stipendio di suo marito le è preclusa una buona parte delle agevolazioni come la Social Card, il Bonus elettrico, il Bonus gas, ecc. Potrebbe invece richiedere - se non l'ha già fatto - gli assegni familiari. In questo articolo invece può trovare utili consigli qualora decidesse per la rateizzazione di talune spese.

42628 - mara
17/11/2015
Buongiorno sono una mamma e sono casalinga, ho 3 figli in casa e lavora solo mio marito con un stipendio base di 1700 euro, 580 se ne vanno per l'affitto; sono indietro con le bollette e non so più come fare, sto impazzendo cosa posso fare? Grazie

41310 - GIOVANNI ACCARDO
16/09/2015
BRAVI.....BRAVI....BRAVI !!! TUTTO SODDISFACENTE ED ALTAMENTE INFORMATIVO.

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