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Banche, corsa ai rincari: come cautelarsi
I rincari riguardano ormai quasi tutti i servizi (bonifici, domiciliazione utenze, prelievi con bancomat, ecc.) e colpiscono soprattutto le famiglie. E’ quanto emerge da una recente analisi condotta da “Il Corriere della Sera” su sei diverse banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, MPS, BNL,BPM, UBI) e che mette a confronto le variazioni intervenute da maggio a settembre 2010 sui conti correnti dei consumatori.
Le cause che hanno scatenato tali aumenti sono sostanzialmente due:
- l'entrata in vigore della Direttiva Europea su Incassi e Pagamenti (Decreto 11 del 27 Gennaio 2010), anche nota come “PSD” (Payment Services Directive), che ha l’obiettivo di aumentare la tutela dei clienti, migliorare la trasparenza sui servizi di pagamento e accrescere l’efficienza del mercato dei servizi di pagamento (bonifici, RID, RI.BA, pagamenti/prelievi con carta di pagamento, etc.). Tutto ciò ha finito per incidere sensibilmente sui margini prodotti dalle banche (leggi “Banche: maggiore trasparenza e tutela per i consumatori”);
- l’introduzione dell’Isc (l’Indice Sintetico di Costo annuo). Si tratta di un parametro imposto dalla Banca d’Italia per consentire al risparmiatore di confrontare velocemente il costo complessivo annuo di un conto corrente bancario rispetto a quello di un altro: più basso l'ISC, minore è il costo, maggiore la convenienza. Tutte le banche hanno l’obbligo di indicare l'Isc nei fogli informativi dei conti correnti destinati ai consumatori e, a partire dal 31 Dicembre 2010, anche nel documento di sintesi annuale inviato ai consumatori.
E’ accaduto così che, concepiti e attuati con l’obiettivo di ridurre i costi per i clienti delle banche, alla fine PSD e ISC hanno offerto alle banche la scusa per alzare i prezzi dei loro servizi.
Ma proprio grazie alla trasparenza e alla possibilità di confrontare velocemente le condizioni di un conto corrente rispetto a quelle di un altro, che un risparmiatore può decidere in qualsiasi momento di non accettare certe condizioni e cambiare banca.
A tal proposito ricordiamo che la legge n. 248 del 2006 (“Bersani”) riconosce al correntista il diritto di cambiare conto corrente senza penalità e senza spese di estinzione nel caso in cui la banca modifichi unilateralmente tassi, prezzi e altre condizioni del conto in senso a lui sfavorevoli. Ma deve farlo entro 60 giorni dalla comunicazione da parte della banca. Questo il fac simile.
Naturalmente, a prescindere da qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, il correntista ha sempre la possibilità di chiudere, senza spese di chiusura, il proprio conto; anche in questo caso Moduli.it vi propone un paio di modelli: [fac simile "a"], [fac simile "b"].
Pubblicato il 13/10/2010Tags: isc domiciliazione utenze bonifici bancomat istituti credito conto corrente banca
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