Certificati online e autocertificazioni: quali differenze?

certificati online

I comuni italiani più virtuosi hanno già predisposto il sistema di rilascio dei certificati online direttamente dal proprio portale, offrendo ai cittadini un servizio all’avanguardia e dalla estrema utilità. Scopriamo insieme cosa sono, a cosa servono e in cosa differiscono dalle autocertificazioni.

Certificati online: cosa sono

I certificati online sono delle vere e proprie certificazioni anagrafiche in formato digitale, rilasciate dagli uffici del Comune attraverso il sito ufficiale. Questo servizio ti consente di richiedere un certificato e riceverlo nell’arco di pochissimo tempo tramite e-mail, senza uscire di casa, senza recarti presso l’anagrafe, ma soprattutto senza pagare i diritti di segreteria.

La richiesta di certificati online può avvenire solo per te stesso e per i membri del tuo nucleo familiare. Esattamente come nella versione cartacea, i certificati online hanno validità semestrale e richiedono, talvolta, il pagamento dell’imposta di bollo.

Certificati online: procedura di richiesta e timbro digitale

La procedura da seguire per richiedere i certificati online gratis è la seguente: dopo aver aperto il sito ufficiale del tuo Comune di residenza, clicca sull’area deputata al rilascio delle certificazioni ed inserisci le credenziali di registrazione (solitamente codice fiscale e password personale), in seguito potrai effettuare la richiesta compilando l’apposito form.

Nell’arco di 24/48 ore otterrai il certificato desiderato all’indirizzo e-mail indicato al momento della registrazione o della richiesta. In questo modo sarà possibile aprire il documento e stamparlo. Nella maggior parte dei casi il servizio è attivo 24 ore su 24 e assicura tempi di attesa brevissimi.

Il certificato online ha la medesima validità del certificato tradizionale, poiché esso riporta la firma del Sindaco e il timbro digitale, una nuova tecnologia grazie alla quale l’autenticazione del documento è garantita e univoca.

In particolare il timbro digitale si presenta come un piccolo rettangolo dalla trama bianca e nera, che funge da “codice a barre” in quanto in esso è contenuto un file digitale che a sua volta racchiude tutte le informazioni riguardanti il certificato anagrafico (da chi è stato rilasciato, quando, ecc.). In questo modo, gli enti e i soggetti privati che lo ricevono, potranno attestarne la validità grazie ad uno specifico programma deputato all’analisi delle informazioni contenute nel documento e della firma.

I certificati online, oltre ad essere di facile reperibilità, sono anche più economici dei certificati tradizionali, poiché su di essi non si pagano i diritti di segreteria.

In alcuni casi, però, è necessario pagare l’imposta di bollo. Come fare? Compra la marca da bollo da 16 euro presso le tabaccherie e i rivenditori autorizzati, accendi il computer ed effettua la richiesta secondo le modalità appena descritte. Il form da compilare sul sito del Comune conterrà uno spazio nel quale inserire il codice identificativo presente sulla marca, di modo che, non appena ricevuta la versione digitale del certificato, tu possa stamparlo ed apporre sulla carta il bollo vero e proprio.

Certificati online gratuiti: comuni, amministrazioni e concessionarie pubbliche non possono riceverli

Dal 1° gennaio 2012 le Pubbliche Amministrazioni e i concessionari di servizi pubblici (Poste Italiane, Enel, ACI, Aziende del Gas, ecc.) non possono ricevere i certificati originali, perciò se devi effettuare nei loro confronti dichiarazioni sostitutive di certificazioni o dichiarazioni di atto notorio, puoi ricorrere all'autocertificazione ("Dal 2012 meno certificati e più autocertificazioni"), un documento che sostituisce a tutti gli effetti il classico certificato e che ti da di fatto la possibilità di attestare personalmente le informazioni circa la tua residenza, il tuo stato civile, le tue competenze, e così via.

Alle pubbliche amministrazioni e le concessionarie dei servizi pubblici, spetta il compito di verificare la veridicità di quanto dichiarato nelle autocertificazioni con ricerche d’ufficio. Nel caso in cui il cittadino firmatario di autocertificazione consegni un documento contenente informazioni palesemente false, scattano conseguenze civili e penali. Civili perché il cittadino decade immediatamente dai benefici eventualmente conseguenti per effetto della dichiarazione non veritiera; penali perché lo stesso viene denunciato all’autorità giudiziaria con la conseguente applicazione di una sanzione pecuniaria o della reclusione a seconda della gravità del fatto.

Per saperne di più sull'argomento, leggi: “L'autocertificazione: istruzioni per l'uso”.

Certificati online e autocertificazioni: analogie e differenze

Come avrai avuto modo di capire, certificati online e autocertificazioni sono due cose ben diverse, sebbene abbiano anche delle analogie in comune: entrambi, infatti, sono documenti contenenti informazioni personali sull'individuo e hanno una specifica utilità.

Ambedue i documenti vengono autenticati dal soggetto che li rilascia ed hanno la medesima funzione del certificato tradizionale (ovvero quello rilasciato personalmente dall’impiegato dell’ufficio anagrafe), in più entrambi vengono controllati e sottoposti ad accertamento dall’ente che li riceve.

Infine, sia i certificati online, sia le autocertificazioni, possono essere presentati e consegnati ai soggetti privati (i quali hanno la facoltà di accettare le autocertificazioni).

In ogni caso, si tratta di due prodotti assai diversi. La prima fondamentale differenza risiede nel soggetto “mittente” ovvero quello che emette il documento: il certificato online è rilasciato dalla pubblica amministrazione, mentre l’autocertificazione è un documento auto redatto dal cittadino, il quale, sottoscrivendolo, si assume tutte le responsabilità del caso.

Inoltre i certificati online possono essere presentati presso tutti i soggetti privati che li richiedono, mentre non possono essere accolti dagli uffici pubblici, ai quali sono riservate le autocertificazioni. Altra differenza tra i due atti riguarda l’imposta di bollo: mentre i certificati online rilasciati dalla pubblica amministrazione sono soggetti all'imposta di bollo se per uso privato (ad esempio se richiesto da una banca o da una assicurazione), sulle autocertificazioni non è previsto in nessun caso il pagamento dell’imposta.

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