Che fare se arriva una cartella esattoriale al defunto

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Può capitare che l’Amministrazione Finanziaria notifichi un avviso di accertamento o una cartella esattoriale ad una persona che risulta in realtà deceduta. Come devono comportarsi i familiari in questi casi?

Bisogna innanzitutto dire che i familiari devono rispondere dei debiti tributari del defunto solo se hanno accettato l’eredità e quindi se hanno acquisito la qualità di erede. Ricordiamo a tal proposito che vi può essere accettazione “espressa” (una dichiarazione scritta dalla quale risulti l'intenzione di accettare l'eredità) o “tacita” (un comportamento chiaro ed inequivocabile da cui si desume la volontà di accettare l'eredità: la vendita dell’appartamento la riscossione di crediti del defunto, ecc.).

Con l’accettazione dell’eredità, il familiare risponde, dunque, di tutte le obbligazioni (comprese quelle di natura tributaria) facenti capo al de cuius, anche con il proprio patrimonio personale nel caso in cui quello dell’estinto non fosse sufficiente.

Occorre precisare, tuttavia, che se si tratta di una sanzione amministrativa (ad es. una contravvenzione stradale) è possibile chiedere l’archiviazione della cartella in quanto non trasmissibile agli eredi. Questo il fac simile da utilizzare.

Se invece si tratta di tasse e tributi (Irpef, IMU, tassa rifiuti, bollo auto, ecc.) gli eredi sono tenuti si al pagamento, ma unicamente delle somme evase o dovute dal defunto e dei relativi interessi, con esclusione quindi di sanzioni e soprattasse (art.8 D.Lgs. n. 472/1997). Questo significa che gli eredi possono chiedere all’Amministrazione Finanziaria di riformulare la cartella addebitando soltanto i tributi agli eredi e non le sanzioni. Questo il fac simile da utilizzare.

Se poi si tratta di una cartella “pazza” gli eredi hanno la possibilità di presentare una dichiarazione al concessionario e determinare l'immediata sospensione della procedura di riscossione (leggi "Sospensione cartelle Equitalia: ecco come richiederla").

E se i familiari anziché accettare l’eredità vi avessero rinunciato? In questo caso poiché la rinuncia all’eredità è retroattiva (art. 521 Cod. Civ.), gli eredi rinunciatari possono opporsi a qualsiasi pretesa del fisco o di eventuali creditori inviando anche in questo caso una richiesta di archiviazione del provvedimento. Questo il fac simile.

E’ consigliabile trasmettere le comunicazioni non solo all’ufficio competente (ufficio tributario creditore che figura nella cartella), ma anche al soggetto incaricato dell’esercizio dell’attività di riscossione di tributi (es. Equitalia).

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47089 - Redazione
24/10/2016
Giorgio, non è possibile.

47057 - GIORGIO RAGUSA
22/10/2016
Buongiorno, può rinunciare un figlio alla eredità essendo ancora in vita il padre? Grazie Cordiali saluti

45455 - Redazione
05/05/2016
Claudia, occorre verificare a cosa fa riferimento la cartella: IRPEF, IRAP, IVA, IMU, TARI, TASI, Canone RAI, multe e contributi previdenziali, ecc.

45440 - Claudio
05/05/2016
Una cartella notificata direttamente agli eredi, ma oltre un anno dal decesso del de cuius può ritenersi prescritta, ed in caso di risposta affermativa è necessario ricorrere in commissione tributari?

43961 - giacomo
02/02/2016
La riformulazione per omesso pagamento imu 2010 e 11 può farla anche solo un erede, sempre chiaramente per il non pagamento delle sanzioni.. in quanto mi è difficile recuperare firme e documenti in tempi brevi abitando in diverse regioni.e ci costerebbe di pu che pagare le sanzioni

39710 - Redazione
09/06/2015
Linda, un rischio potrebbe essere rappresentato da ciò che l'art. 476 del Codice Civile definisce come "accettazione tacita dell'eredità". L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede (ad esempio effettuare una voltura catastale, concedere la procura ad un terzo per la vendita di un bene di proprietà del de cuius, riscuotere una somma, ecc.). Inoltre il termine di 10 anni potrebbe essere abbreviato se il defunto avesse previsto nel testamento un termine di decadenza più breve per l'accettazione dell’eredità. Da non scartare infine l'ipotesi che i creditori del defunto chiedano al Tribunale di competenza di fissare un termine più breve entro il quale gli eredi devono decidere se accettare o meno l'eredità.

39683 - Linda
08/06/2015
Buongiorno, cosa succede invece nel caso in cui un soggetto non abbia effettuato nè accettazione, nè rinuncia dell'eredità (immaginando il caso in cui non sia nel possesso di beni ereditari infatti, una persona può decidere se accettare o meno entro 10 anni dalla morte del de cuius, trascorsi i quali, il diritto si prescrive)?

28698 - Redazione
03/02/2014
Luigi, da una verifica effettuata risulta che tutti i fac simile linkati nell'articolo possono essere aperti e/o scaricati.

28687 - luigi
31/01/2014
Le formule non si aprono!!

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