Come chiedere l'intervento del giudice in caso di disaccordo tra marito e moglie

Con il matrimonio i coniugi acquistano diritti ed assumono gli stessi doveri. Essi sono chiamati all'obbligo di fedeltà, all’assistenza morale e materiale e a prendere ogni decisione concernente il nucleo familiare, dal luogo dove fissare la residenza alle questioni pratiche di conduzione della famiglia, fino alle problematiche connesse all’educazione e alla crescita dei figli.

Qualora su una o più questioni dovesse sorgere un contrasto o un disaccordo, ciascuno dei coniugi può chiedere, senza particolari formalità e senza l’assistenza di un legale, l'intervento del Giudice (art. 145 del Cod. Civ.). Questo il fac simile di richiesta.

Il Giudice, sentite le opinioni espresse dai coniugi e se necessario dai figli conviventi che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, tenta di raggiungere una soluzione concordata.

Ove questa non sia possibile e il disaccordo riguarda la fissazione della residenza o altre questioni essenziali, il Giudice adotta con un provvedimento non impugnabile, la soluzione che ritiene più adeguata alle esigenze della famiglia. Ma affinché ciò accada è necessario che ci sia una espressa e congiunta richiesta da parte dei coniugi, in caso contrario la questione resterebbe insoluta non potendo la Stato intervenire in questioni interne tra marito e moglie.

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