Come denunciare il lavoro in nero

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Nonostante sia perseguibile per legge qualsiasi forma di lavoro in nero, in Italia purtroppo continua ad infoltirsi la schiera di occupati irregolari che spesso e volentieri si accontentano di lavorare in nero piuttosto che non lavorare affatto.

I dati riportati dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, riguardanti il primo semestre del 2015, riscontrano un’ulteriore seppur lieve crescita di irregolarità rispetto al medesimo semestre dell’anno precedente. Su 75.890 controlli effettuati sono state ritenute irregolari 40.000 aziende, di cui 3.873 sono state sospese dopo essere state accusate di utilizzare personale non dichiarato in misura pari o superiore al 20% di quello presente durante il controllo.

Le infrazioni più comuni in Italia sembrano riguardare l’orario di lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’impiego di personale extracomunitario senza regolare permesso di soggiorno e l’impiego di donne madri on opportunamente tutelate.

Denuncia lavoro nero: cosa fare

I lavoratori possono denunciare le irregolarità subite sul luogo di lavoro attraverso varie modalità, anche in forma anonima.

Ispettorato del Lavoro

La prima cosa da fare è denunciare la propria condizione all'Ispettorato del Lavoro che ha sede presso la Direzione Principale del Lavoro competente. È possibile trovare il contatto direttamente sulle Pagine Gialle.

All'Ispettorato è necessario presentare:
- data di inizio e fine dell’attività lavorativa;
- orari di lavoro;
- retribuzione percepita;
- tipo di mansioni svolte durante l’orario di lavoro.

Assistenza Legale

In questi casi è consigliato farsi seguire da un avvocato, magari esperto in materia. Quando ciò non è possibile ci si può rivolgere all’ufficio vertenze di un sindacato (dopo aver effettuato l’iscrizione) ed effettuale una vertenza sindacale. A questo punto sarà quest’ultimo a contattare il datore di lavoro facendo presente la situazione di irregolarità, intervenendo mediante la conciliazione, ovvero una contrattazione pacifica a fini risolutori.

Se il datore di lavoro accetta quanto pattuito dalla conciliazione, il lavoratore verrà informato dal sindacato circa gli esiti positivi dell’accordo, al contrario, quando la controversia non può essere risolta bonariamente, la pratica passa nelle mani dei legali di competenza del sindacato e si avvia un processo presso il Giudice del Lavoro.

Denuncia lavoro nero Guardia di Finanza

Un lavoratore irregolare può denunciare la sua condizione anche presso la Guardia di Finanza. In questo caso ci si può servire di questo modulo di denuncia del lavoro in nero predisposto dalla stessa Guardia di Finanza.

Come dimostrare l'illecito

Nel caso in cui un lavoratore in nero voglia denunciare la propria situazione lavorativa deve avvalersi di prove che dimostrano effettivamente l'illecito subito. La prima cosa da fare è riportare per iscritto tutte le date/orari delle assenze (ferie, permessi, malattie) e degli straordinari effettuati, in modo da presentare nero su bianco il lavoro svolto.

In seguito è opportuno fotocopiare tutti gli assegni di pagamento ricevuti con cifre e date ben evidenti, prima di stilare una lista contatti di colleghi e non che possano eventualmente testimoniare in difesa del lavoratore.

Lavoro nero: sanzioni

Con l’attuazione del Jobs Act è in atto una radicale riforma delle sanzioni previste per i datori di lavoro che assumono personale con contratto irregolare.

Sanzione a scaglioni

La maxi sanzione per il lavoro nero del 2015 (che prevedeva sanzioni dipendenti dal numero di giorni effettivi di lavoro in nero) verrà sostituita dalla cosiddetta “sanzione a scaglioni” che prevede multe di diverso importo dipendentemente dall’entità e quindi dalla gravità dell’illecito.

In particolare sono previste sanzioni da 1.500,00 a 9.000,00 € per l’impiego del lavoratore fino a 30 giorni; da 3.000,00 a 18.000,00 € per l’impiego di un lavoratore da 31 a 60 giorni; da 6.000,00 a 36.000,00 € per l’impiego di un lavoratore da oltre 60 giorni.

Diffida

Al tempo stesso però il Jobs Act prevede anche l’introduzione della diffida, uno strumento che permette la riduzione delle sanzioni rivolte al datore di lavoro se quest’ultimo si impegna a regolarizzare il contratto e le condizioni di lavoro del dipendente.

A questo proposito è necessario che vi siano delle condizioni particolari:
- il lavoratore deve essere ancora in servizio presso il datore di lavoro al momento dell’accertamento;
- il lavoratore dovrà essere assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato full-time o part-time con riduzione dell’orario lavorativo non superiore al 50% rispetto al tempo pieno o con contratto a tempo determinato con durata non inferiore a 3 mesi;
- il lavoratore dovrà obbligatoriamente essere assunto dallo stesso datore di lavoro per un tempo non inferiore a 3 mesi;
- tale regolarizzazione, il pagamento delle sanzioni, dei contributi e dei premi deve avvenire entro e non oltre 120 giorni dall’accertamento.

Orario di lavoro

Anche per quanto riguarda l’orario di lavoro sono state introdotte nuove sanzioni. A questo proposito sono previste multe da 100 a 750 € per le violazioni che coinvolgono fino a 5 lavoratori (verificate in meno di 3 periodi di riferimento); da 400 a 1.500,00 € per le violazioni che coinvolgono da 6 a 10 lavoratori (o almeno 3 periodi di riferimento); da 1.000,00 a 5.000,00 € per le violazioni che riguardano più di 10 lavoratori (o almeno 5 periodi di riferimento).

Sospensione attività imprenditoriale

Ad inasprire le sorti dei datori di lavoro che assumono personale “in nero” è stata introdotta la modifica al provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Per ottenere la revoca della sospensione l’imprenditore deve pagare almeno il 25% della somma dovuta mentre il residuo dovrà essere estinto entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda di revoca, con una maggiorazione del 5%.

Sanzioni LUL

Per la registrazione inesatta o mancata dei dati che determinano importi di retribuzione e contributi inesatti, sono previste sanzioni amministrative variabili da 150 a 1.500,00 €; da 100 a 600 euro per la mancata conservazione del LUL (Libretto unico del Lavoro); da 500 a 3.000,00 € se l’inadempienza coinvolge più di 5 lavoratori per un periodo di almeno 6 mesi; da 1.000,00 a 6.000,00 € se coinvolge più di 10 lavoratori per un periodo di almeno 12 mesi;

Prospetto paga

Nel caso in cui il lavoratore riceva in ritardo la busta paga o non la riceva affatto, il datore di lavoro andrà incontro a sanzioni da 150 a 900 euro; da 600 a 3.600,00 € se sono coinvolti più di 5 lavoratori o si verifica in un lasso di tempo superiore a 6 mesi; 1.200,00 a 7.200,00 € se coinvolge più di 10 lavoratori o si protrae per più di 12 mesi.

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45866 - Redazione
04/06/2016
Tiziana, per la denuncia può rivolgersi all’ufficio dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro oppure alla Guardia di Finanza. La denuncia può essere fatta anche in forma anonima e in questo caso gli ispettori del lavoro o i finanzieri sono tenuti a non rivelare il nome della persona che ha effettuato la segnalazione, al fine di tutelare la privacy del cittadino. L'alternativa è farsi assistere da un sindacato. Nel momento in cui effettuerà la denuncia, riceverà anche le istruzioni circa il comportamento che dovrà assumere da quel momento in avanti.

45863 - tiziana
03/06/2016
Mi serve cortesemente una informazione. Sto vivendo una situazione di lavoro nero, vorrei denunciarla. Però sono pagata senza traccia di nessuna busta paga. Il rapporto è cominciato due anni e mezzo fa con la scusa che io ero in possesso del Rec e quindi se potevo fare da prestanome altrimenti avrebbe dovuto chiudere, poichè non aveva il titolo adatto. Sono rimasta per tutto questo tempo al lavoro non trovando altro. Promesse di essere messa in regola mai mantenute. Ora la mia domanda è questa: se denuncio questo rapporto cosa che ho intenzione di fare, devo recarmi regolarmente al lavoro per farmi trovare al momento dell'accertamento? E comunque il mio anonimato per non incorrere in situazioni spiacevoli verra rispettato? Grazie fin da ora.

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