Come difendersi dai graffitari

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Chiese, parcheggi, vagoni della metropolitana, piazze, mura e facciate di palazzi sono ogni giorno nel mirino di vandali che, armati di bombolette spray, ricoprono abusivamente con scritte, graffiti e tag questi spazi, il più delle volte deturpandoli.

Qualcuno obietta sostenendo che i graffiti possono avere anche un valore artistico, in effetti potrebbe anche essere così se fossero eseguiti da veri artisti nei luoghi idonei e con tanto di permessi. Purtroppo, quelli che vediamo per strada sono perlopiù scritte blasfeme e scarabocchi, un vero e proprio problema per l’amministrazione comunale e per i proprietari delle abitazioni imbrattate.

I graffiti diventano così opera di vandali che provocano danni economici di non poco conto e soprattutto arrecano un notevole danno al decoro dei quartieri delle nostre città. Per contrastare questo fenomeno, che secondo alcuni dati è in netto aumento, molti comuni si stanno organizzando. Ad esempio il Comune di Milano si è dotato di un gruppo di uomini della Polizia municipale specializzato in questo specifico atto di vandalismo, arrivando addirittura a costituire un data base in cui sono registrati gran parte dei writer attivi nel capoluogo.

Ma cerchiamo di capire insieme come un privato può difendersi dai graffitari.

Cosa dice la legge

Innanzitutto, bisogna sapere che l'imbrattamento è considerato reato della legge italiana in base all’art. 639 del Codice Penale (modificato dalla Legge n. 94 del 2009) che dispone: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 635, il quale disciplina il reato di danneggiamento, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103”.

Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se i graffiti vengono fatti su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro.

In alcuni casi di recidiva si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro.

In particolare l’art. 639 del Codice Penale prevede la denuncia d'ufficio da parte di un agente di pubblica sicurezza, se il graffitaro viene colto nell’esatto momento in cui, armato di bomboletta spray, imbratta ad esempio un mezzo di trasporto pubblico, un monumento di interesse storico o artistico o una proprietà immobiliare, poco importa se pubblica o privata

Ma in termini pratici, come deve agire il cittadino?

Come difendersi

La prima cosa da fare è querelare o denunciare il fatto alle autorità.

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Dopodichè, sarà la Procura della Repubblica a stabilire se vi sono le condizioni per un procedimento legale, mentre il Giudice di Pace emetterà la sentenza nel caso in cui il processo venga avviato. Tale sentenza potrà basarsi sia sul pagamento delle sanzioni previste dall’art. 639, sia sul risarcimento ai proprietari.

È interessante sottolineare che ogni cittadino danneggiato ha diritto di querela, pertanto, il graffitaro potrebbe subire un processo per ogni individuo vittima del suo operato.

Per contrastare graffiti e graffitari, il cittadino può essere molto utile all’Amministrazione, collaborando nelle segnalazioni. Inoltre, va precisato che, per procedere con la denuncia, non è affatto necessaria l’approvazione del condominio o dell’amministrazione dello stabile, ma è sufficiente la denuncia di un solo proprietario. La querela, invece, è importante al fine dell’ottenimento del risarcimento del danno.

Se la superficie imbrattata da graffiti è intonacata, si può anche scegliere di procedere da soli alla ripulitura. Potrebbe essere un ottimo repellente ai vandali, poiché la rimozione tempestiva e sistematica li scoraggerebbe.

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