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Come e quando chiedere l'anticipazione sul TFR

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) o più comunemente "liquidazione" è la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro, qualunque sia la causa che ne determina la cessazione (licenziamento individuale e collettivo , dimissioni, ecc.).

Si tratta di un accantonamento contabile ed è pari a circa una mensilità di stipendio all'anno. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat.

Dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore dipendente ha la facoltà di chiedere un anticipo sul Tfr, maturato fino a quel momento, nella misura massima del 70%.

La richiesta deve essere giustificata dalla necessità di:
a) spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;
b) acquisto o ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé o per i figli;
c) decurtazione o estinzione del mutuo ipotecario (a condizione che il mutuo sia stato contratto per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé e per i figli e che per l'acquisto originario non si sia ottenuta l'anticipazione del TFR);
d) spese relative a congedi per astensione facoltativa dei genitori parentali o per malattia del bambino;
e) fruizione dei congedi per la formazione del lavoratore (conseguimento dei titoli di studio o partecipazione ad attività formative extra – aziendali).

L'art. 2120 cod. civ., al comma 11, prevede esplicitamente la possibilità di definire, in ordine alla anticipazione sul TFR, criteri applicativi di miglior favore sia tramite contratti collettivi, stipulati a livello nazionale o aziendale, sia attraverso accordi individuali. Per cui l'anticipazione in alcuni casi viene concessa per spese legali (a condizione che la controversia veda come parte il dipendente), spese funerarie (coniuge, parenti entro il 2° grado, altri parenti od affini purché conviventi), sfratti esecutivi non per morosità, ecc.

La richiesta va fatta per iscritto al datore di lavoro. Questo il fac simile da utilizzare. Questo invece il modello di dichiarazione liberatoria che il datore può far sottoscrivere al lavoratore dipendente al momento della liquidazione del saldo.

Non possono chiedere l’anticipazione del TFR i dipendenti di aziende dichiarate in crisi e i dipendenti statali e pubblici.

Il datore di lavoro può erogare annualmente anticipi nella misura massima del 10% dei richiedenti, comunque nel limite del 4% del numero totale dei dipendenti. Ciò soprattutto al fine di evitare che imprese di piccole dimensioni siano private di una importante fonte di finanziamento.
L'anticipo sul TFR naturalmente è soggetto a tassazione.

In caso di decesso del lavoratore, il Tfr accantonato è liquidato al coniuge, ai figli e, se erano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo. In mancanza di tali eredi, le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima.

Pubblicato il 27/09/2012    356 Commenti
Tags: buonuscita anticipazione tfr trattamento fine rapporto liquidazione
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29655 - Redazione
12/04/2014 15:09
Valeria, la risposta data dall'azienda non è proprio corretta. L'anticpazione può essere richiesta per spese sanitarie da sostenere per sé o per un familiare, ma la condizione necessaria è che quest'ultimo sia considerato fiscalmente a carico. In quest'ultimo caso occorre produrre:
- il certificato di stato di famiglia;
- la dichiarazione di responsabilità attestante la vivenza a carico del familiare;
- l'impegno da parte del coniuge (non è questo il caso) a non chiedere al proprio datore di lavoro un analogo anticipo.

29651 - valeria
10/04/2014 23:17
buonasera, volevo sapere se l'azienda in cui lavoro ha ragione. Un mio amico ha chiesto l'anticipo tfr per far fronte alle spese per una grave malattia della madre. Ha presentato documentazione medica. Gli è stato negato perché è possibile solo per la salute dell'interessato. Ricordo che la madre fa parte dello stesso nucleo famigliare (lui, padre e madre) padre pensionato e casalinga. Grazie per i vostri chiarimenti. Buona sera Valeria

29590 - Redazione
04/04/2014 13:22
Romina, normalmente per la ristrutturazione straordinaria dell’abitazione di proprietà deve essere prodotta nei confronti del datore di lavoro la seguente documentazione:
- copia dell’atto di proprietà dell’abitazione;
- copia della comunicazione al comune di residenza con relazione asseverata nel caso di opere interne;
- copia dell’autorizzazione comunale nel caso di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
- stato di famiglia;
- dichiarazione ai sensi di legge attestante la convivenza dei figli, quando l’abitazione sia ad essi intestata.
Entro il termine massimo di dodici mesi dall’erogazione dell’anticipazione sul TFR il richiedente dovrà far pervenire al datore di lavoro la fattura, o le fatture o altri documenti equivalenti delle spese effettivamente sostenute, il cui importo non dovrà essere inferiore a quello erogato in anticipazione.

29588 - Redazione
04/04/2014 13:14
Giuseppe, ai fini della determinazione e dell’erogazione dell’anticipazione, la richiesta deve essere corredata da idonea documentazione. Ad esempio nel caso di spese sanitarie da preventivi di spesa redatti dai presidi sanitari prescelti per la terapia o per l’intervento, nonché delle spese complementari essenziali. Nel caso, invece, di acquisto di un immobile dall’atto preliminare di compravendita per sé o per il proprio figlio. Ciascuna domanda viene definita generalmente non oltre 30 giorni dalla presentazione all’azienda. Le domande pervenute senza documentazione o con documentazione incompleta vengono definite entro 30 giorni dalla data di ricevimento della documentazione completa. La invitiamo pertanto a verificare con il suo datore la completezza della documentazione trasmessa.

29582 - romina
03/04/2014 22:57
Volevo sapere se per ottenere l'anticipo del tfr per ristrutturazione devo presentare fattura a fine lavori che verranno erogati dopo 40 giorni, ma è giusto?

29579 - giuseppe adamo
03/04/2014 19:13
Ho fatto l'istanza al mio datore di lavoro per avere l'anticipo del 70% del TFR. Esiste un termine entro il quale il datore di lavoro è obbligato ad erogare il suddetto anticipo?

29504 - Redazione
29/03/2014 14:09
Vito, purtroppo no, deve vantare almeno 8 anni di servizio.

29500 - vito
29/03/2014 02:43
Se lavoro da 4 anni posso chiedere un anticipo del tfr??

29457 - Redazione
27/03/2014 12:25
Fabio, in effetti in presenza di cessione del quinto il Tfr rappresenta una garanzia per la società finanziaria, tanto che la società nel momento del rilascio del benestare si impegna a non versare acconti sul TFR al dipendente. In altri termini il tfr resta interamente a garanzia della cessione del quinto fino a scadenza del contratto.

29444 - Redazione
27/03/2014 10:29
Max, con 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro potrà certamente chiedere un anticipo nella misura massima del 70% del TFR maturato fino a quel momento. Tuttavia le imprese di piccole dimensioni, ossia quelle con un numero di dipendenti inferiore alle 25 unità, possono si concedere l’anticipazione ma di fatto non sono obbligate a farlo.


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