Come ottenere il riconoscimento dei titoli professionali conseguiti all'estero

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I cittadini italiani e stranieri che hanno conseguito all'estero titoli professionali, come quello di Ingegnere, Dottore Commercialista, Avvocato o Biologa, e che intendono svolgere la relativa professione in Italia, devono chiedere ed ottenere dal Ministero della Giustizia il riconoscimento di tali titoli.

La competenza per il riconoscimento dei titoli di psicologo e di psicoterapeuta è invece del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 convertito con Legge n° 31 del 28 febbraio 2008).

La presentazione della domanda di riconoscimento

In particolare per ottenere il riconoscimento di un titolo conseguito nell'ambito dell'Unione europea è necessario presentare apposita domanda, così come previsto dal decreto legislativo n.206 del 9 novembre 2007 che recepisce la direttiva 2005/36/CE. Di seguito trovate:

La domanda debitamente compilata deve essere corredata dalla documentazione specificata nel moduli stesso, con la copia autenticata di un documento di riconoscimento, due marche da bollo del valore di 16,00 euro ciascuna e una da 11,54 euro. La prima marca da 16 euro va apposta sulla domanda di riconoscimento; la seconda, così come la marca da 11,54 euro (che devono essere spillate con cucitrice sul foglio della domanda per non andare perse), verranno apposte sulla copia conforme del decreto finale.

I documenti necessari ai fini del riconoscimento

I documenti necessari ai fini del riconoscimento del titolo professionale conseguito nell'Unione europea sono:
a) titoli accademici;

b) documentazione che dimostri le materie oggetto di esame e costitutive della formazione professionale del richiedente (certificato contenente l’elenco degli esami sostenuti), nonché la durata del corso accademico seguito;

c) per la professione d'ingegnere si dovrà produrre copia e traduzione semplice dei programmi degli esami universitari sostenuti nel paese di origine per permettere il confronto del percorso formativo seguito con quello richiesto in Italia e poter dare eventuale applicazione a misure compensative;

d) attestazione rilasciata dall’Autorità competente ai sensi dell’art. 3 co. 1 lett. d) della direttiva 2005/36/CE, nel Paese in cui è stato rilasciato il titolo di cui si chiede il riconoscimento: se la professione interessata è regolamentata oppure no, quali attività professionali si possono esercitare in tale Paese in seguito al percorso formativo seguito dal richiedente, se il richiedente sia in possesso dei requisiti eventualmente richiesti dalla legislazione dello Stato membro per l’esercizio della professione. In caso di formazione regolamentata, attestazione dell’autorità competente ai sensi dell’art. 4 co. 1 lett. d) del d.lgs. del 9 novembre 2007 n. 206;

e) nel caso in cui la professione sia regolamentata nel Paese di origine (se è quindi obbligatorio - secondo disposizioni legislative, regolamentari o amministrative del Paese stesso - possedere determinati requisiti per accedere alla professione o per poterla esercitare), certificato rilasciato dall’ente competente da cui risulti che il richiedente è abilitato all’esercizio della professione nel Paese di origine, con relativo certificato di iscrizione all’ordine professionale se tale iscrizione costituisce un requisito fondamentale per l’accesso e/o esercizio alla professione;

f) nel caso in cui invece la professione non sia regolamentata nel Paese di origine (se quindi l’ordinamento interno del Paese di origine non richieda alcun requisito particolare per accedere alla professione o per poterla esercitare), il richiedente dovrà dimostrare il possesso di formazione regolamentata o il possesso di almeno due anni di esperienza professionale (svolti negli ultimi dieci anni), con adeguata certificazione rilasciata dall’ente presso cui è stata svolta. Nel caso in cui si tratti di esercizio della libera professione, l’attività dovrà essere dimostrata con adeguata certificazione fiscale;

g) attestato/i relativi ad eventuale esperienza professionale effettuata, con descrizione il più possibile dettagliata delle attività svolte, rilasciati dall’ ente presso cui è stata svolta. Nel caso in cui si tratti di esercizio della libera professione, l’attività dovrà essere dimostrata con adeguata certificazione fiscale.

I titoli di studio e professionali di cui si chiede il riconoscimento possono essere presentati in originale o in copia autentica di originale, con la traduzione ufficiale, salvo i casi di esonero previsti da accordi e convenzioni internazionali.

La traduzione in lingua italiana della documentazione da esibire deve essere certificata conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure giurata da un traduttore presso la competente Autorità giudiziaria italiana.

Le copie dei documenti devono essere autenticate da una competente Autorità italiana, oppure dalla competente Rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero (la autenticità delle copie può essere oggetto di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 D.P.R. 28.12.2000 n. 445). Si legga in proposito l'articolo "Come autenticare copie di atti, documenti o pubblicazioni").

In alternativa, ai sensi degli artt. 46 e 48 del D.P.R. 28.12.2000 n. 445, i dati relativi ai punti a), b), e d), possono risultare da una dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall’interessato secondo questo fac-simile, che specifichi data e luogo relativi ai singoli dati autocertificati.

I documento per il riconoscimento titoli conseguiti in Paesi extra-comunitari

Il riconoscimento di titoli professionali conseguiti in ambito extra-comunitario implica qualche formalità in più, rispetto al riconoscimento di titoli conseguiti in ambito comunitario, specie sotto il profilo della documentazione da produrre.

Infatti in aggiunta ai documenti già visti occorre produrre il permesso di soggiorno (non richiesto per i cittadini comunitari), il certificato di cittadinanza o copia autentica del passaporto (una copia del passaporto è comunque necessaria come documento di identità) e altri documenti specificati nel Modulo per la domanda di riconoscimento del titolo professionale conseguito in paese extra-comunitario.

Esame della domanda

Nel caso in cui, esaminata la documentazione prodotta, emergano lacune sostanziali nella conoscenza delle materie fondamentali relative allo svolgimento di una determinata professione in Italia, l’Amministrazione si riserva di sottoporre il richiedente ad una prova attitudinale o ad un tirocinio di adattamento (quest’ultimo però è escluso per le professioni di avvocato, dottore commercialista e revisore contabile).

Tuttavia l'eventuale conoscenza di alcune materie da parte dei richiedenti - sia sotto forma di studio che come esperienza professionale - viene tenuta in considerazione, se debitamente documentata, ai fini di una eventuale diminuzione dell'entità della misura compensativa.

Le professioni per le quali si chiede il riconoscimento al Ministero della giustizia

Le professioni di competenza del Ministero della Giustizia ai fini del riconoscimento titoli sono:

  • agente di cambio
  • agrotecnico / agrotecnico laureato
  • assistente sociale / assistente sociale junior
  • attuario / attuario junior
  • avvocato
  • dottore commercialista ed esperto contabile
  • biologo / biologo junior
  • chimico / chimico junior
  • dottore agronomo e dottore forestale / agronomo e forestale / zoonomo / biotecnologo agrario
  • geologo / geologo junior
  • geometra e geometra laureato
  • giornalista
  • ingegnere civile e ambientale, ingegnere industriale, ingegnere dell’informazione, ingegnere civile e
  • ambientale junior, ingegnere industriale junior, ingegnere dell’informazione junior
  • perito agrario e perito agrario laureato
  • perito industriale e perito industriale laureato
  • tecnologo alimentare

Il decreto con cui il Ministero riconosce di fatto il titolo conseguito viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato, nella parte generale, in modo che tutti possano averne conoscenza. Da quel momento il soggetto che ne ha fatto richiesta è abilitato allo svolgimento della relativa professione in Italia.

Concludiamo ricordando che gli uffici preposti potranno procedere ad una verifica a campione, interessando le competenti Autorità.

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