Come scrivere un curriculum: 10 termini da evitare

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Cerchi lavoro ma non ottieni i risultati sperati? Niente panico, segui i consigli di Moduli.it: in questo articolo scoprirai come scrivere un curriculum perfetto.

Scrivere il curriculum vitae è un’operazione tutt’altro che semplice. Occorre ricordare con precisione numerosi dati, come il periodo lavorativo trascorso in un’azienda, l’anno e il voto del diploma, il nome della scuola dove hai conseguito corsi di lingua straniera e molto altro ancora. Una volta raccolte le informazioni che ti servono è necessario distribuirle opportunamente all’interno del testo o del form che hai a disposizione, usando le parole adeguate. Queste, infatti, sono importantissime e l’attenzione deputata alla loro scelta è tutt’altro che un eccesso di zelo, anzi, è un atto doveroso e inevitabile se vuoi redigere un curriculum che faccia la differenza su tutti gli altri. Sul nostro portale trovi numerosi articoli che ti illustrano come scrivere un curriculum impeccabile e quali sono, al contrario, gli errori da evitare. In questo articolo, invece, vogliamo rivelarti quali sono le parole che devono essere depennate dal curriculum, poiché abusate e scadenti.

Numerose ricerche effettuate in tutto il mondo hanno evidenziato l’esistenza alcune parole che ricorrono sempre uguali nei curricula di milioni di persone. Questi termini, seppur corretti e senz’altro veritieri, svantaggiano il candidato che li usa poiché lo omologa ad altri soggetti, impedendogli di comunicare le sue reali capacità. Abbiamo notato che tra queste parole 10 in particolare si ripetono costantemente. In particolare esse sono: CREATIVO, DINAMICO, RESPONSABILE, MOTIVATO, SPECIALIZZATO, ESPERTO, PAZIENTE, APPASSIONATO, MULTITASKING, PROBLEM SOLVING. Se sono presenti anche nel tuo curriculum vitae, ti consigliamo caldamente di sostituirle con un sinonimo o, quando non sono necessarie, di depennarle. Ora ti spiegheremo perché.

Prendiamo ad esempio la parola “creativo” ed immaginiamo che esistano milioni di persone che si descrivono come creative, usando semplicemente una parola per provarlo. Ma come fa un vero creativo ad essere tale, se usa una parola così comune per affermarlo? Dimostra di possedere la tua dote usando altri termini, o ancora meglio, allega alcuni progetti ed esempi per avvalorare la tua tesi. Stessa cosa consigliamo al candidato che si descrive usando le parole “specializzato” ed “esperto”: un solo aggettivo non basta, fornite al vostro lettore delle prove concrete, descrivendo brevemente un’importante esperienza lavorativa ormai conclusa o i corsi d’alta specializzazione frequentati. Appare scontato anche autodefinirsi una persona “motivata”: ovviamente lo sei, se non avessi uno scopo e se non volessi un lavoro, perché inviare una domanda? Gli addetti alle risorse umane trovano inutile anche l’abitudine dei candidati nel descriversi come persone “responsabili” in quanto è una qualità che tutti gli esseri umani dotati di raziocinio dovrebbero avere e dimostrare sul posto di lavoro; rimarcarla come se ti rendesse speciale è inutile. Altro aggettivo da sostituire perché ormai privo di senso è “dinamico”. Cosa si intende con questo termine? Se vuoi far capire al tuo datore di lavoro che non vuoi lavorare per scaldare una sedia, argomenta la tua laboriosità con esempi che ti descrivono di più. Se sul curriculum, poi, hai scritto di essere “multitasking”, cerca di fornire una spiegazione concreta, ma attenzione: sei davvero in grado di gestire contemporaneamente diverse attività dando il massimo per ognuna di esse? A volte l’efficienza nello svolgere un compito solo in modo eccellente è molto più apprezzata dell’essere un dipendente multitasking mediocre. Stesso discorso per l’aggettivo “problem solving”: quali tipi di problematiche sai risolvere? Restringi il campo descrivendo le tue specifiche capacità e cerca di trovare un sinonimo per un termine davvero inflazionato. Nel caso in cui tu abbia scritto nel curriculum di essere una persona “paziente”, sappi che questo può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Innanzitutto perché non ci si aspetta un dipendente irascibile e nevrotico, in secondo luogo perché descrivendoti come tale autorizzeresti chi è al di sopra di te ad abusarne, anche se in maniera semi-consapevole. Essere paziente non è un aggettivo che ti rende un impiegato migliore rispetto alla massa, quindi depenna o sostituisci. Infine, un piccolo accenno anche sul termine “appassionato”: è un aggettivo che può essere utilizzato per descrivere la tua dedizione verso una specifica materia o attività, non per un intero ambito. Non è molto apprezzato dai selezionatori del personale, quindi, ove possibile, descrivi il tuo interesse verso un dato argomento con parole diverse, includendo degli esempi che lo dimostrano.

Se hai un curriculum variegato ed interessante non banalizzarlo usando dei termini troppo comuni, ma cerca di trovare un sinonimo che si adatti meglio a te, che descriva la tua dedizione in modo più completo e specifico. Al contrario, se hai un curriculum scarno, l’uso di queste 10 parole non farebbe altro che peggiorare la tua situazione, poiché non potresti dimostrare con esempi concreti di essere ciò che dichiari di essere. Scegliere le parole giuste e includere esempi di esperienze passate sono operazioni che fanno davvero la differenza e possono portarti a ricevere l’invito per il colloquio che stavi aspettando da tempo.

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