Come si scrive un atto di transazione

atto di transazione, accordo stragiudiziale

La transazione (art. 1965 c.c.) è il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già incominciata o prevengono una lite che potrebbe sorgere tra di loro.

La transazione, dunque, non ha come fine quello di accertare le ragioni dell’uno o dell’altro, ma rappresenta uno strumento di agile e sollecita composizione informale e stragiudiziale di liti attuali o future, per effetto del quale una parte sacrifica qualcuna delle proprie pretese in favore dell’altra parte (e viceversa).

A titolo di esempio riportiamo questo caso: Rossi afferma di avere un credito di 2.000 € nei confronti di Bianchi a seguito della fornitura di un determinato servizio. Bianchi sostiene di essere tenuto a pagare una somma inferiore (800 euro) in quanto il servizio non è stato fornito a regolare d’arte. Ci sarebbero gli estremi per una lite in sede giudiziaria. Così dopo lunghe trattative, le parti trovano un accordo che consente loro di evitare i fastidi, le lungaggini e le spese del processo. Rossi, che pretendeva 2.000 euro si accontenterà di 1.200 euro, mentre Bianchi accetterà di concedere una somma più alta.

L’art. 1967 del Cod. Civile stabilisce che le transazioni debbono farsi per iscritto, dunque per atto pubblico o per scrittura privata, a pena di nullità. Vi offriamo un paio di modelli di atti di transazione da cui prendere spunto.

Naturalmente la reciprocità delle concessioni è un aspetto fondamentale, in mancanza del quale il contratto potrebbe essere dichiarato nullo.

Per transigere le parti devono avere la capacità di disporre dei diritti che formano oggetto della lite, in caso contrario la transazione può considerarsi nulla.

Va ricordato infine che la transazione è annullabile se fatta sulla base di documenti che in seguito sono stati riconosciuti falsi oppure su una lite già decisa con sentenza passata in giudicato, della quale le parti o una di esse non avevano notizia.

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