Conto corrente in rosso: quando reclamare

reclamo conto corrente in rosso

Oggi andare in rosso con il proprio conto corrente bancario può costare davvero molto caro. Infatti sullo scoperto la banca applica non solo un tasso debitore, ma anche due nuove commissioni. Ma vediamo quali sono e quando si applicano.

Il 30 Giugno 2012 il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) ha emanato la delibera attuativa delle disposizioni di cui all'articolo 117-bis del Testo Unico Bancario (TUB) riguardante la remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti.

In pratica se al momento dell'apertura del conto la banca concede un fido al proprio correntista, ossia gli mette a disposizione una somma di denaro aggiuntiva rispetto alla giacenza di conto, può applicare ogni trimestre, indipendentemente dal fatto che il correntista lo utilizzi o meno, la cd "commissione di disponibilità fondi", ossia una commissione onnicomprensiva - proporzionale alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell'affidamento - non superiore allo 0,5% della somma concessa al cliente.

A questa commissione naturalmente si devono aggiungere gli interessi passivi sulle somme prese a prestito e che oscillano tra il 12 e il 14%. Un vero e proprio salasso!

E se il correntista va in rosso con il proprio conto corrente senza avere un fido?

In questo caso la banca può far pagare al cliente la cd "commissione di istruttoria veloce" (Civ), il cui importo deve essere giustificato dai costi effettivamente spesi dalla banca per fare l'istruttoria sull'affidabilità del proprio cliente e quindi sullo scoperto concesso.

La Civ non è dovuta per legge per sconfinamenti fino a 500 € a trimestre per un massimo di 7 giorni consecutivi. In questo caso l'esenzione può operare una sola volta per trimestre. Al contrario va pagata quando lo sconfino supera i 500 euro, oppure quando è d’importo minore, ma dura sette giorni o più.

La Civ altresì non si applica se si va in rosso con il conto a causa di un pagamento a favore della banca stessa (ad es. per il rimborso di un prestito) oppure se lo scoperto è di valuta e non di disponibilità.

Qualora, pur ricorrendo una delle ipotesi sopra citate, la banca dovesse addebitare la commissione di istruttoria veloce, inviate immediatamente una diffida e chiedete il rimborso di quanto vi è stato addebitato. Questo il fac simile.

Se invece la somma che vi ha addebitato la banca vi sembra eccessiva inviate un reclamo chiedendo il dettaglio dei costi applicati. Questo il fac simile da utilizzare.

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46209 - GIUSEPPE GRASSO
13/07/2016
Oggi il Credito Siciliano, mi comunicava che a mio carico esisteva una segnalazione al banco d'Italia per continuato sconfinamento, circa € 1500.00 per un addebito che mi avevano imposto a favore di un consorzio fidi che deve garantire il fido sul conto corrente, consorzio che avevo pregato il direttore di non caricarmi in questo momento per le molte difficoltà sul lavoro, cosa che il Monte de Paschi non ha voluto considerare, ed ancora una volta mette in serie difficoltà la mia piccola azienda, in quanto da oggi alla prima difficoltà a reperire le somme per coprire un assegno o qualunque altra cosa che deve passare dal conto non potrò più usufruire nemmeno di un centesimo di fuori fido. La mia domanda come posso ora rimediare? Il Monte Paschi può continuare questo tipo di azione sui correntisti che in qundici anni su una scopertura di € 75000,00 ha pagato circa € 95000.00 di spese e interessi? Possono dopo avere richiesto io un piano di rientro che sto pagando di € 601.00 mensili, aggingermi un secondo di € 350.00 pur vedendo che da qualche tempo trovo pesante affrontare quanto suindicato? Se si trova una persona che mi possa indicare la strada da intraprendere per difendermi e darmi la possibilità di assolvere al mio dovuto nei loro confronti? Se esiste questa persona gliene sarò grato io e la mia famiglia per tutta la vita. Grazie

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