Telefonia, internet e tv: si può recedere liberamente

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Le misure contenute nel Decreto Legge n. 7 del 31 gennaio 2007 (Decreto Bersani), convertito in Legge n. 40 del 2 aprile 2007,  hanno la finalità di tutelare i consumatori, promuovere la concorrenza e snellire le pratiche burocratiche.

In particolare l'art. 1 punto 3 del decreto stabilisce che "i contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni."

In altri termini il consumatore che si ritenga insoddisfatto del servizio offerto dalla compagnia telefonica, dal fornitore di connessione ad internet o dall'emittente televisiva, può recedere o trasferire il proprio contratto senza necessariamente attendere la sua naturale scadenza e senza spese non giustificate da costi dell''operatore. Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.

Vi offriamo un paio di modelli di disdetta telefono e adsl da personalizzare ed utilizzare ai fini della disdetta.

Per sapere invece come fare ad evitare l'applicazione delle c.d. "penali" da parte delle compagnie in caso di recesso anticipato leggete questo articolo.

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46166 - Redazione
08/07/2016
Jonny, non esiste al mondo che una richiesta di recesso venga rifiutata dalla compagnia. Utilizzi pure uno dei fac simile che trova a questo indirizzo. In considerazione dei tanti disagi subiti, richieda che non le vengano addebitati i costi di disattivazione.

46150 - Jonny
05/07/2016
Ho sottoscritto un contratto con fastcon nel febbraio 2015 per una connessione internet da 5 Mbps × 1 Mbps con installazione avvenuta il 18 marzo: Subito nel pomeriggio e' iniziato il calvario, linea instabile che è finita per essere assente per 4 mesi da maggio ad agosto, con le ripetute prese in giro da parte dell'assistenza telefonica e i tecnici che disertavano gli appuntamenti. Per loro la linea andava bene così. Finalmente il sette agosto sembravamo aver trovato il problema dopo sette interventi inutili che io ho pagato a 30 euro alla volta e nessun rimborso del canone che io regolarmente ho pagato nonostante l'assenza di connessione per tutti quei mesi. Fino a dicembre quando sembra andare tutto bene, poi poco prima del 31 si ripresenta lo stesso problema rete instabile ben al di sotto del dato indicativo contrattuale e tuttora non è stato risolto. Ora sono in scadenza di contratto ho richiesto disdetta ma mi e' stata rifiutata. Mi hanno mandato un tecnico dicendomi che era un problema loro ma quando è arrivato non sapeva neppure cosa facesse li e quale fosse il problema si è limitato a dirmi che per lui andava bene così e non poteva farci niente e se ne è andato. Questo è successo giovedì vorrei sapere come fare a recedere dal loro contratto dato che loro non danno nessuna indicazione ne sul sito ne per telefono.

39580 - Redazione
03/06/2015
Maurizio, non è tenuto affatto a pagare il canone fino alla naturale scadenza del contratto visto che può esercitare il recesso in qualsiasi momento. E' chiaro che non rispettando la scadenza naturale, la compagnia può addebitarle i costi di disattivazione e gli importi derivanti da eventuali promozioni di cui ha beneficiato in sede di stipula.

39561 - Maurizio Marcelli
03/06/2015
Ho cambiato gestore di telefonia fissa. Il nuovo gestore si è interessato della portabilità. Il vecchio gestore mi chiede il pagamento del canone fino a naturale scadenza, di un contratto tacitamente rinnovato. Non ho dato disdetta con raccomandata, visto che ho cambiato più volte gestori senza problemi. La richiesta di pagamento è corretta alla luce della legge Bersani? Prego risposta. Grazie.

28994 - Redazione
21/02/2014
Genny, una lunga storia, una pratica abolita prima dalla legge Bersani e poi in qualche modo ripristinata dagli operatori. Le principali associazioni dei consumatori conducono da anni ormai una battaglia contro le principali compagnie telefoniche, ma le cose sembrano andare per le lunghe anche per un conflitto di competenze fra le Authority. La legge Bersani aveva imposto agli operatori di giustificare (ai consumatori) gli importi addebitati, mentre addirittura l'Autorità garante (AGCOM) si era espressa nel senso che gli eventuali costi di disattivazione posti a carico dell’utente non erano in linea di massima giustificati nel settore delle telecomunicazioni poiché, nel caso di passaggio da un operatore all’altro, le attività di disattivazione della configurazione preesistente coincidono con le attività tecniche che pone in essere, in fase di attivazione, il gestore che acquisisce il cliente. Da diversi mesi tuttavia sembra che la linea sia un’altra, ossia che se i “costi di disattivazioni” sono previsti contrattualmente dalla compagnia, portati a conoscenza del consumatore e soprattutto sottoposti alla verifica e all’approvazione dall’AGCOM stessa tramite pubblicazione sul sito, esse sono dovute in ogni caso.

28985 - Genny
20/02/2014
Per conto di mia madre vedova in difficoltà economiche, do la disdetta a Teletu (che ha impiegato 3 mesi prima di sospendere il servizio), e ricevo bolletta con 70 euro costi di disattivazione. Seguo il consiglio di consumatore.tgcom24 e intimo loro per iscritto di stornarli o di provarne pertinenza e necessità. Teletu non risponde al mio fax ma ricevo una telefonata durante la quale si conferma il diritto per contratto di addebitare i costi di disattivazione e mi si chiede di pagare. Io contesto la mancata “prova” ed il ritardo nella sospensione, rifiutando di pagare in toto ma offrendo disponibilità a negoziare e magari dividere, purchè Teletu me lo metta per iscritto. Passato qualche mese senza scritti da Teletu, ricevo un SMS dal N° 070....90 Ge.Ri Srl (ho scoperto poi che si tratta di società di recupero crediti molto criticata) in cui mi si chiede di contattare per definire. Contatto ma risponde segreteria telefonica sulla quale ho solo potuto confermare la contestazione in atto. Provo a mandare SMS allo stesso numero (tutto a pagamento) chiedendo loro di richiamarmi, ma sinora silenzio. Su internet questa Ge.Ri viene addirittura definita delinquente! Cosa mi consigliate di fare? Cosa rischio?

27864 - Redazione
06/12/2013
Paolo, la procedura consiste nell’inviare, con un preavviso di almeno 30 giorni, una comunicazione di recesso a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo della sede legale di OKcom S.p.A. Allo scopo può utilizzare uno dei fac simile che Moduli.it le mette a disposizione. Oltre ai costi di disattivazione le condizioni generali di contratto della OKcom S.p.A. stabiliscono all’art. 5 comma 5 che “le parti si accordano che, in caso di disattivazione completa, di richiesta di rientro in Telecom Italia o infine di richiesta di migrazione di tutti i servizi, incluso il cambio operatore per il Servizio CPS, ai costi sopra esposti (di disattivazione), andranno aggiunti 36,30 euro iva inclusa per le attività legate alle procedure di disdetta in carico a OKcom.

27830 - Paolo
04/12/2013
Buon giorno, ho un contratto ADSL+Telefono con OKCom, da circa due mesi la telefonia non funziona e comunque voglio recedere il contratto. Sul sito che non funziona bene, sono segnati solo i costi di disattivazione. Per cortesia mi indicate la via legale per disdire il contratto? GRazie

27037 - Redazione
21/10/2013
Emilio, la registrazione integrale della telefonata effettuata con il consenso del cliente è sufficiente per concludere un contratto. L’operatore telefonico deve però comunicare in maniera chiara ed inequivocabile, all'inizio della conversazione, il nominativo della società per conto della quale avviene il contatto telefonico, lo scopo del contatto telefonico e il proprio nome e cognome. Al termine del contatto telefonico l’addetto deve comunicare nuovamente il nominativo della società e il proprio nome e cognome. Se il titolare dell’utenza telefonica ha manifestato la volontà di concludere il contratto, l’operatore telefonico deve altresì comunicare, al temine della conversazione, il numero identificativo della pratica e i recapiti ai quali il cliente può rivolgersi per ulteriori informazioni. L’AgCom chiarisce, in ogni caso, che per perfezionare il contratto, prima o al più tardi al momento dell’inizio dell’esecuzione del contratto, il titolare dell’utenza telefonica deve ricevere un apposito “modulo di conferma” del contratto. Fatta questa premessa, lei ha il diritto di ripensare al contratto concluso a distanza e di recedere dallo stesso, senza alcuna penale o onere, entro 10 giorni lavorativi. Nel caso in cui le siano state fornite tutte le informazioni obbligatorie dall’operatore (le ricordiamo che l’adempimento degli obblighi informativi possono risultare dalla registrazione integrale della conversazione telefonica), tale termine decorre dal giorno dell’accordo, quindi nel suo caso dal 4 Ottobre. Il recesso deve essere esercitato tramite l’invio di raccomandata a/r all’operatore. Sulla lettera oltre ai dati dell’utenza telefonica può riportare il numero identificativo della pratica. Legga in proposito questo articolo.

27034 - lampignani emilio antonio
21/10/2013
Ai primi di ottobre ho acquistato on line una promozione per il calcio da mediaset premium. Vorrei sapere se posso recedere nel momento in cui riceverò il contratto scritto con la tessera di attivazione. Grazie

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