Controversie internazionali: come risolverle senza l’avvocato

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Grazie ai collegamenti sempre più frequenti e alle numerose offerte promosse da tour operator, hotel e compagnie aeree, viaggiare all’estero è sempre più naturale, semplice ed economico. È possibile prenotare un volo in dieci minuti, trovare una camera d'albergo adatta alle proprie esigenze in pochi click e il gioco è fatto: sei pronto per viaggiare da un angolo all’altro dell'Europa. Nella maggior parte dei casi fila tutto liscio e non si riscontrano particolari problemi, ma qualora dovessero insorgere delle controversie, come bisogna comportarsi? A chi bisogna rivolgersi? Quali costi bisogna sostenere per far valere i propri diritti? A tutte queste domande e ad altre ancora risponderemo in questo articolo.

Controversie internazionali di modesta entità: cosa sono e come risolverle

Le controversie internazionali di modesta entità sono contrasti che possono sopraggiungere tra cittadini privati, o tra cittadini e imprese estere (sempre nei confini dell’Unione Europea), come ad esempio un'agenzia di autonoleggio, un ristorante, un albergo o un negozio di vendita di prodotti tecnologici. 

Queste controversie possono avere natura civile o commerciale, ma per essere identificate “di modesta entità” non devono superare il valore massimo di 2.000 euro.

Al fine di evitare un'azione legale lunga e costosa e consentire al consumatore di risolvere la controversia in modo semplice, in tempi brevi e senza bisogno dell’assistenza di un legale, l’Unione Europea ha emanato il Regolamento CE n. 861/2007, valido dal 1 gennaio 2009 per tutti gli stati membri ad esclusione della Danimarca. Tale regolamento semplifica la normativa precedente istituendo un nuovo procedimento, grazie al quale ogni cittadino potrà gestire e risolvere autonomamente i propri problemi, anche se coinvolgono compagnie ed imprese estere molto grandi (di fronte alle quali è spesso richiesta la competenza di un professionista).

È proprio questa la svolta: ridurre il divario tra il consumatore e l'azienda multinazionale, risolvendo la controversia ed evitando così il ricorso in tribunale. In questo modo, sarà più facile appianare i contrasti nei confronti della compagnia aerea irlandese o del ristorante spagnolo, tanto per farti qualche esempio. Attenzione però, il Regolamento Europeo non si applica a tutte le vertenze, bensì contempla delle eccezioni per le quali occorrono procedimenti diversi. Tali eccezioni riguardano in particolare controversie di natura fiscale, amministrativa, doganale, fallimentare, giudiziaria e statale. Sono esclusi i contrasti riguardanti la sicurezza sociale, il patrimonio coniugale, la privacy e i diritti della personalità, i testamenti e le successioni, il diritto al lavoro e l’arbitrato.

Come inoltrare la domanda

Stemperare le controversie internazionali è semplice, basta seguire alla lettera la procedura prevista dall'Unione Europea. La prima cosa da fare è procurarsi la modulistica necessaria, disponibile gratuitamente anche sul nostro portale. Per avviare il procedimento occorre servirsi del Modulo di attivazione procedimento per risoluzione controversie modesta entità, altrimenti detto Modulo A.

Nel Modulo A occorre riportare innanzitutto le informazioni dell'attore, ossia di colui che avendo subito un abuso o un disservizio richiede l'attivazione del procedimento: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, email, ecc. Ricordiamo che non è obbligatorio essere rappresentati da un avvocato o da un altro professionista del settore legale. Le stesse informazioni devono essere fornite sul convenuto e/o sul suo rappresentante.

Quindi occorre specificare il paese in cui l’attore e il convenuto hanno il domicilio o la residenza abituale e lo Stato membro dell’organo giurisdizionale. Ricordiamo a tal proposito che la controversia deve avere carattere transfrontaliero, ossia almeno una delle parti deve avere domicilio o residenza abituale in uno Stato membro diverso da quello dell’organo giurisdizionale.

Un'ampia sezione del Modulo A è dedicata, infine, alla controversia. L'attore deve specificare innanzitutto se intende chiedere il pagamento di una somma di denaro e/o qualcos’altro, ad esempio la fornitura di un bene o di un servizio. Quindi deve entrare nel merito della controversia, spiegando cosa è successo, dove e quando. Deve altresì indicare le prove che intende presentare a sostegno della propria domanda e precisare a quali punti della controversia si riferiscono.

Il Modulo A e i documenti allegati dovranno quindi essere consegnati presso la Cancelleria del Giudice di Pace competente nel territorio. Puoi consegnare il modulo di persona o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; in alcuni casi è previsto altresì l’invio telematico, tramite PEC (Posta Elettronica Certificata).

Qualora il Giudice di Pace ritiene non pertinente o non sufficientemente chiaro o non compilato in modo corretto il Modulo A, chiede all'attore di compilare e/o rettificare certi contenuti entro e non oltre una certa data. Questo il modulo da compilare (Modulo B).

Dal ricevimento di tutta la documentazione completa, il Giudice di Pace ha 14 giorni per informare la parte chiamata in causa, inviandole il Modulo di Replica o Modulo C e una copia del Modulo di domanda, così da permetterle la comprensione degli argomenti della disputa.

Una volta ricevuti i documenti, la parte chiamata in causa (ossia l’albergatore, il ristoratore o la compagnia di noleggio estera) ha 30 giorni per rispondere, compilando il Modulo di Replica o Modulo C inviato dal Giudice adito. A questo punto non rimane che aspettare la sentenza, che verrà emessa entro 30 giorni dalla replica del convenuto.

Nel caso in cui la parte chiamata in causa non risponde entro i termini stabiliti dal Regolamento Europeo, l'attore verrà automaticamente riconosciuto vincitore; mentre se il Giudice di Pace richiede ulteriori informazioni, prove o decide di fissare un’udienza, i 30 giorni inizieranno a decorrere dall’invio dei documenti o dal giorno dell’udienza.

Con il Modulo D, infine, il Giudice di Pace certifica la sentenza nell’ambito del procedimento europeo per controversie di modesta entità. È bene precisare che quest’ultima segue la normativa prevista nello Stato del Giudice che la emette. In ogni caso essa viene resa esecutiva in tempi brevi, di modo da poter essere impugnata nel minor tempo possibile. La parte soccombente si fa carico delle spese processuali.

L'impugnazione di una sentenza è possibile se è previsto dalla legge del paese dell’organo giurisdizionale adito.

Richiesta di riesame

Come si è visto, se nel corso della procedura non si incontrano grandi problemi, la sentenza viene emessa entro un tempo massimo di 3 mesi: una tempistica da record, se paragonata alle cause classiche. Tuttavia il convenuto può chiedere il riesame della sentenza, nel caso in cui ci sia stato un impedimento di forza maggiore alla replica, oppure quando il Modulo di domanda o la citazione a comparire sono stati notificati senza avviso di ricevimento o comunque non sono stati recapitati in tempo utile per consentire al convenuto di preparare la propria difesa.

Tutta la modulistica e i documenti necessari al corretto svolgimento della procedura devono essere redatti e compilati sia nella propria lingua, sia nella lingua del paese del convenuto. Qualora una delle due parti riceva un documento in lingua straniera, potrebbe richiederne una traduzione (a meno che non si tratti di un documento secondario, il quale non necessita a tutti i costi di essere tradotto).

Controversie di modesta entità: riconoscimento della sentenza nello Stato estero

A differenza di quanto accade nelle cause civili “standard”, il Regolamento Europeo che disciplina la risoluzione delle controversie di modesta entità riconosce immediatamente la validità della sentenza sia nello Stato dell’attore, sia nello Stato membro del convenuto. Ciò significa che non sarà necessario rivolgersi ad un ulteriore giudice estero per dichiarare esecutiva la sentenza, bensì questo processo avverrà in automatico. Sarà invece necessario ricorrere al giudice estero nel caso in cui il convenuto si rifiuta di corrisponderti quanto stabilito dalla sentenza. In questa spiacevole situazione si attiveranno tutti i procedimenti equivalenti alle nostre azioni esecutive di recupero crediti, che seguiranno le normative del paese estero, esattamente come se fosse un procedimento interno allo Stato.

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46538 - vito maria
08/09/2016
Danno medico e morte del nascituro, costretto ad accettare 200.000 euro omnia, a chi mi posso rivolgere per sapere la verita' sulla perizia effettuata dal perito della procura che mi ha dato ragione, ma non si' è espresso sul valore del risarcimento?

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