Cosa fare per adottare un minore

Requisiti per presentare la domanda

L'art.6 della Legge n. 184/83 stabilisce che:

- l'adozione è consentita a coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve avere avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto; - coniugi devono essere affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare; - l'età degli adottanti deve superare di almeno diciotto e di non più di quarantacinque anni l'età dell'adottando; tali limiti possono essere derogati, qualora il tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore; - il requisito della stabilità del rapporto di cui al comma 1 può ritenersi realizzato anche quando i coniugi abbiano convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per un periodo di tre anni, nel caso in cui il tribunale per i minorenni accerti la continuità e la stabilità della convivenza, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto. - non è preclusa l'adozione quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni, ovvero quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, ovvero quando l'adozione riguardi un fratello o una sorella del minore già dagli stessi adottato. - ai medesimi coniugi sono consentite più adozioni anche con atti successivi e costituisce criterio preferenziale ai fini dell'adozione l'avere già adottato un fratello dell'adottando o il fare richiesta di adottare più fratelli, ovvero la disponibilità dichiarata all'adozione di minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate».

- nel caso di adozione dei minori di età superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono intervenire, nell'ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all'inserimento sociale, fino all'età di diciotto anni degli adottati.

Cosa fare per presentare la domanda

Dove

I coniugi, con i requisiti previsti dalla legge, possono presentare domanda di adozione, nazionale e/o internazionale, al Tribunale per i minorenni, competente nella propria giurisdizione.

Possono essere presentate più domande anche successive a più Tribunali per i minorenni, purché in ogni caso se ne dia comunicazione a tutti i tribunali precedentemente aditi.

Come

I coniugi interessati possono utilizzare questo fac-simile, considerando che non esiste un modello stabilito per legge e quindi ogni Tribunale per i minorenni potrebbe averne uno proprio; anche i documenti da allegare, che consentono di confermare il possesso dei requisiti richiesti, non sono stabiliti per legge per cui, come per la domanda, possono variare da un Tribunale all’altro.

La domanda di disponibilità all'adozione, in carta semplice, ha validità tre anni e, allo scadere del termine, può essere rinnovata, ripresentando la documentazione per comprovare la permanenza dei requisiti richiesti.

I documenti, tutti in carta libera, devono essere presentati unitamente alla domanda e non devono essere di data anteriore ai sei mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, salvo quelli di validità illimitata ai sensi dell'art. 2 della legge 15 maggio 1997, nr. 127.

I documenti per uso adozione sono, ai sensi dell’art. 82 della legge 184/1983, esenti dalle imposte di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa e diritto dovuti ai pubblici uffici.

Accertamenti sulla capacità della coppia

Presentata la domanda, il Tribunale per i minorenni dispone l'esecuzione di indagini sulla coppia, ed in particolare sulla loro capacità di educare il minore, sulla loro situazione personale ed economica, sulle loro condizioni di salute, sulle motivazioni della domanda, ecc. A tale scopo potranno avvalersi anche dell’ausilio dei servizi socio-assistenziali degli enti locali o professionisti che lavorano all’interno delle aziende sanitarie locali e ospedaliere.

La coppia potrà essere convocata per sostenere dei colloqui con il giudice minorile togato o con quello onorario oppure con équipe di specialisti. In questa fase potrebbero anche essere richiesti nuovi documenti. Le indagini dovranno essere avviate e concluse entro 120 giorni, prorogabili per non più di una volta. In ogni momento devono essere fornite, su richiesta, informazioni sullo stato del procedimento.

Affidamento preadottivo

Terminate le indagini il Tribunale sceglie quale coppia tra quelle che hanno presentato domanda di adozione è la più idonea per il minore e dispone con un’ordinanza l’affidamento preadottivo, sentiti il pubblico ministero, i genitori dei richiedenti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici ed in alcuni casi anche il minore di età inferiore L’affidamento preadottivo consiste in un periodo di prova di un anno (prorogabile di un altro anno) in cui si verifica la capacità della famiglia di accogliere il minore prima di deliberare l’adozione vera e propria.

Il provvedimento viene preso dopo aver sentito il pubblico ministero, i futuri nonni (se sono in vita), il minore (se ha compiuto dodici anni e in alcuni casi anche se ha un’età inferiore) e può essere revocato dal giudice in caso di gravi difficoltà. L’affidamento preadottivo può essere revocato in presenza di gravi difficoltà.

Dichiarazione di adozione

Decorso un anno dall'affidamento, con possibilità di proroga di un anno, il tribunale, se ricorrono tutte le condizioni, pronuncia l'adozione.

Con l'adozione cessano i rapporti dell'adottato con la famiglia di origine e l'adottato acquista lo stato di figlio legittimo della coppia ed assume il loro cognome.

Nel caso di adozioni internazionali il documento di idoneità viene trasmesso alla Commissione per le adozioni internazionali, che si relazionerà con l’ente autorizzato a seguire le pratiche per l’adozione nel Paese in cui si vive il minore; ciò anche al fine di richiedere un incontro tra la famiglia adottiva e il giovane. Se tutto procedere per il meglio l’autorità giudiziaria straniera emana il provvedimento di adozione. L’ente autorizzato lo trasmette quindi alla Commissione per le adozioni internazionali, che ne verifica la validità. Se non vi sono irregolarità, la Commissione rilascia “l’autorizzazione nominativa all’ingresso e alla permanenza in Italia del minore adottato”.

Le spese sostenute dalle coppie per le procedure di adozione e per i viaggi vengono rimborsate attraverso un fondo di sostegno per le adozioni internazionali secondo le disposizioni stabilite dalla Commissione per le adozioni. Questo il modello per chiedere il rimborso.

Normativa di riferimento

Un elenco di decreti, comunicati e leggi sulle adozioni sono disponibili sul sito del Ministero della Giustizia.

Le due leggi cardine sono la n. 184 del 4 maggio 1983, che ha per titolo “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori” e la legge n. 149 del 28 marzo 2001, che sostituisce i primi dieci articoli della legge del 1983. Le norme di riferimento per le adozioni internazionali sono la Convenzione dell’Aja sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione, siglata il 29 maggio 1993 e ratificata in Italia con la legge del 31 dicembre 1998, n. 476.

Documenti correlati
Lascia un commento
Attenzione: prima di inviare una domanda, controlla se è già presente una risposta ad un quesito simile.

I pareri espressi in forma gratuita dalla redazione di Moduli.it non costituiscono un parere di tipo professionale o legale. Per una consulenza specifica è sempre necessario rivolgersi ad un professionista debitamente qualificato.

Obbligatorio
Non verrà pubblicata