Cosa succede se non paghi o ritardi le rate del prestito

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Quando richiedi un prestito personale è molto importante fare attenzione al piano di rateizzazione e accertarti di essere in grado di pagare ogni singola rata. Le conseguenze per chi ritarda o non effettua il pagamento delle rate possono essere diverse, dipendentemente dalla casistica, ma è bene informarti che basta una rata insoluta per andare incontro ad esperienze spiacevoli.

Finanziamento non pagato: le cause

A meno che non hai firmato il contratto per un prestito o una finanziaria con l’esplicito intento di non pagarlo, le cause che possono determinare delle difficoltà nei pagamenti rateali possono essere molteplici. Non è raro rateizzare più pagamenti e ritrovarsi con una grande somma, difficile da estinguere ogni mese (in questo caso può esserti utile leggere “Come accorpare più prestiti in un'unica piccola rata”), o fare fatica nel pagamento delle rate dopo l’arrivo di spese impreviste; a questo proposito ti consigliamo di valutare tutte le opzioni possibili prima di firmare un contratto di prestito o finanziamento.

Se hai intenzione di richiedere un prestito, venire a conoscenza delle conseguenze dell’insolvenza è sicuramente utile per capire bene a cosa vai incontro.

Finanziamento non pagato: i ritardi

Se la banca o l’istituto di credito al quale hai richiesto un prestito non riceve i tuoi pagamenti per prima cosa ti invierà una comunicazione scritta di quanto sta succedendo, da questo momento in poi verranno osservate delle tempistiche standard, prima di procedere alla messa in mora e alle dovute segnalazioni.

Il primo ritardo viene visualizzato dopo la scadenza delle prime due rate mensili. Le rate non pagate devono essere consecutive e devono comunque trascorrere 60 giorni dall’aggiornamento mensile. I tempi si riducono della metà nel caso in cui sei un professionista o rappresenti un’azienda: in questo caso il ritardo verrà visualizzato non prima di 30 giorni dall’aggiornamento mensile.

I ritardi successivi al primo, anche se pagati successivamente, vengono invece visualizzati nel momento in cui si verificano e rimangono visibili per 12 mesi dal giorno in cui è avvenuto il saldo. Stessa procedura per i ritardi superiori, anche successivamente estinti, che rimangono in memoria per 24 mesi dal giorno in cui è avvenuto il saldo.

Se stai attraversando un periodo di difficoltà economiche puoi chiedere alla banca di chiudere il finanziamento a "saldo e stralcio". Leggi qui come fare.

In alternativa puoi richiedere l’estinzione del prestito, leggi “Credito al consumo: come chiedere l'estinzione anticipata” per saperne di più.

Finanziamento non pagato: conseguenze

Nel contratto del finanziamento è specificato l’importo da pagare nel caso in cui saltassi una rata: questa è la mora, ovvero un aumento degli interessi applicato alla rata non pagata. Il pagamento della mora è la prima conseguenza con cui farai i conti quando l’ente creditizio notificherà l’insolvenza della tua rata.

Se il pagamento della rata non perviene alla banca o all’istituto di credito al quale ti sei rivolto è possibile che quest’ultimo ti segnali presso la Centrale Rischi come “cattivo pagatore”. Si tratta di una conseguenza piuttosto incresciosa dato che una volta inserito nella lista ci rimarrai per i 36 mesi successivi alla scadenza del contratto con cui ti è stato concesso il prestito. In questo periodo di tempo sarà presso che impossibile riuscire ad ottenere un altro prestito, dato che le banche e gli istituti di credito consultano sempre i sistemi di informazioni creditizie (SIC) prima di approvare le richieste. Per approfondire leggi “I sistemi di informazioni creditizie: cosa sono e come accedervi”.

Ma non è tutto perché con l’inserimento nella lista dei “cattivi pagatori” con tutta probabilità sarai contattato da una società di recupero crediti che per conto della finanziaria si occuperà del recupero degli insoluti.

Devi sapere comunque che se ti trovi in una situazione di grave squilibrio patrimoniale e finanziario, hai l'opportunità, in presenza di determinate condizioni, di richiedere una ristrutturazione dei tuoi debiti, con la possibilità concreta di ripartire da zero evitando di restare schiacciato dal carico dell’indebitamento preesistente. Per sapere quali sono le condizioni e a chi rivolgerti, leggi “Come liberarsi dai propri debiti

Finanziamento non pagato: i pignoramenti

Ci sono diverse modalità secondo cui il tuo creditore può effettuare il recupero crediti: una di queste è la richiesta di un quinto del tuo stipendio o la trattenuta in busta paga. È possibile richiedere questa operazione anche al momento di sottoscrizione del contratto: in questo modo ovvierai il problema dell’iscrizione alle liste nere dei pagatori.

Nel caso in cui non è possibile ritirare un quinto del tuo stipendio, perché ad esempio sei un lavoratore autonomo e non hai una busta paga, le conseguenze dell’inadempienza prevedono il pignoramento dei beni mobili ed immobili. Nel caso in cui tu abbia designato un garante del credito, sarà coinvolto anch’egli in questa operazione: gli verrà chiesto di attingere ai suoi beni finanziari e patrimoniali. A questo proposito leggi anche: “Come difendersi dalle società di recupero crediti”.

Ti ricordiamo che i debiti derivanti da mutui, prestiti o finanziamenti si prescrivono in 10 anni (art. 2946 C.C.), a decorrere dal giorno in cui si fa valere il diritto di riscossione. Questo significa che gli istituti di credito e le finanziarie hanno a disposizione molto tempo per attivare tutte le procedure necessarie a soddisfare i propri crediti.

Finanziamento non pagato: soluzioni di rimborso alternative

Al fine di evitare le conseguenze che abbiamo elencato, ti consigliamo di prestare attenzione alle soluzioni di rimborso alternative messe a disposizione dalle banche e dagli istituti di credito in caso di difficoltà. Valuta bene quale, tra le opzioni offerte (variare importo della rata/saltare una rata/ modificare la tempistica di rientro) può adattarsi meglio alla tua situazione e alle tue eventuali necessità.

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