Credito al consumo: i tuoi diritti

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Quante volte hai visto un manifesto o hai avuto tra le mani un volantino con su scritto "Zero anticipo, interessi zero", "10.000 euro in 24 comode rate", "15.000 euro per te ... e inizi a pagare tra 6 mesi!" e via così. Non sono altro che proposte commerciali di credito al comsumo veicolate da negozi e supermercati. In questo articolo cercheremo di spiegarti in che cosa consiste questa forma di finanziamento e, soprattutto, quali sono i tuoi diritti di consumatore.

Credito al consumo cos'è

Il credito al consumo è un prestito finanziario, compreso tra 200 e 75.000 euro, che una banca o una società finanziaria autorizzata (es. Agos, Compass, Findomestic, Fiditalia, Citifinancial, Prestitempo, ecc.) ti concede per effettuare gli acquisti rivolti alle tue esigenze personali o della tua famiglia. Rientrano nella categoria dei crediti al consumo i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio, le aperture di credito in conto corrente e le carte di credito revolving.

Per sottoscrivere un contratto di credito al consumo ci si può recare presso l'istituto finanziario prescelto o direttamente presso l'esercizio commerciale da cui si acquista il prodotto, a patto che quest'ultimo abbia una convenzione con la banca o la società finanziaria.

Credito al consumo: quali diritti

L’attività di credito al consumo è regolata da una serie articolata di norme che hanno lo scopo di garantire e tutelare al massimo il consumatore. In tal senso è fondamentale che il consumatore riceva innanzitutto ogni informazione relativa al contratto.

Una delle informazioni più importanti da acquisire riguarda il TAEG, che include gli interessi e tutti gli altri costi (commissioni, imposte, premi assicurativi, ecc.) connessi alla concessione del prestito. Ricordiamo in proposito che ogni anno la Banca d'Italia calcola e pubblica sul proprio sito ufficiale il “tetto massimo” per i nuovi finanziamenti,  oltre il quale il tasso del finanziamento è considerato “di usura”.

Oltre che sui costi, il consumatore deve essere adeguatamente informato sul prodotto e sulle sue caratteristiche: tipo di contratto, importo netto erogato, numero e ammontare delle rate, eventuali garanzie aggiuntive, ecc. Ma il consumatore deve conoscere anche quali sono i suoi diritti e tutti gli altri aspetti legali.

L’obbligo d’informazione è assolto dalla banca o società finanziaria attraverso la consegna gratuita al cliente del modulo SECCI – Standard European Consumer Credit Information, contenente le “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori”.

Credito al consumo: diritto di recesso

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n.141 del 13 agosto 2010 sono state introdotte maggiori garanzie e più trasparenza in favore di quei consumatori che decidono di acquistare un’auto, un televisore al plasma o un frigorifero attraverso il ricorso al credito. Tra le principali novità apportate in materia di credito al consumo, vi è la disciplina del diritto di recesso, detto anche ripensamento (art. 125-ter).

In pratica il consumatore può recedere dal contratto di credito entro quattordici giorni e senza essere soggetto al pagamento di penali; il termine decorre dalla conclusione del contratto di credito, ovvero dal giorno in cui il consumatore ha ricevuto le informazioni contrattuali, se tale giorno è posteriore a quello della stipula del contratto.

In precedenza ciò era possibile solo nei casi in cui il contratto fosse stato concluso a distanza oppure fuori dai locali commerciali del venditore.

Credito al consumo: come recedere

Il consumatore che decide di recedere:
a) deve darne comunicazione al finanziatore inviandogli, prima della scadenza del quattordicesimo giorno, una raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo il fac simile modulo comunicazione di recesso da contratto di credito al consumo che puoi utilizzare;
b) deve restituire il capitale (se è già stato erogato in tutto o in parte) entro trenta giorni dall'invio della comunicazione di cui sopra e pagare gli interessi maturati fino al momento della restituzione, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto.

La banca o la finanziaria, dunque, non avrà diritto a nessun altro indennizzo, tranne le eventuali spese non rimborsabili che il creditore ha dovuto pagare alla pubblica amministrazione.

C’è da dire, inoltre, che il recesso si estende automaticamente ai contratti aventi ad oggetto servizi accessori connessi col contratto di credito, se tali servizi sono resi dal finanziatore ovvero da un terzo sulla base di un accordo col finanziatore (ad es. la carta di credito, la polizza assicurativa che tutela dai rischi di insolvenza, ecc.).

Non si estende invece all'eventuale contratto collegato di acquisto del bene o del servizio.

Se il consumatore vuole recedere dall’acquisto può farlo solo in caso di acquisto effettuato a distanza o fuori dai locali commerciali, inviando una comunicazione scritta al venditore entro 14 giorni lavorativi (codice del consumo art.64). Se a tale contratto di acquisto è collegato un finanziamento quest'ultimo subisce automaticamente la stessa sorte.

Così pure il consumatore può recedere dal contratto di credito in caso di inadempimento del negoziante se, ad esempio, il prodotto o servizio non viene consegnato o presenta dei difetti (“diritto alla risoluzione del prestito”). Vi offriamo il fac simile modulo di richiesta risoluzione contratto di credito al consumo che puoi utilizzare. In tal caso il finanziatore dovrà restituire al consumatore le rate già pagate e non potrà pretendere nessun ulteriore pagamento dopo la risoluzione. Potrà eventualmente rivalersi nei confronti del negoziante.

Credito al consumo: estinzione anticipata

Devi sapere che se decidi di rimborsare anticipatamente, in tutto o in parte, l'importo del prestito o del finanziamento, hai diritto a una riduzione del costo totale del credito. Per sapere come fare, ti invitiamo alla lettura dell'articolo "Credito al consumo: come chiedere l'estinzione anticipata".

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