Danni in lavanderia? Ti diciamo cosa fare

lavanderia, risarcimento lavanderia

Hai portato il tuo abito da sera in lavanderia, specificando che si trattava di un capo di valore e raccomandandoti per un'esecuzione del lavaggio a regola d'arte, dato appunto il prezzo che solo pochi giorni prima avevi pagato per l'acquisto. Al momento del ritiro però lo trovi irrimediabilmente sciupato per via di un trattamento sbagliato. In questo articolo ti spieghiamo alcune semplici regole per far valere efficacemente i tuoi diritti.

Obblighi della lavanderia

Nel momento in cui porti un qualsiasi capo in lavanderia, come prima cosa non dimenticarti di farti rilasciare la ricevuta datata con la descrizione sommaria dei capi e l'indicazione del termine di riconsegna concordato. La ricevuta può essere utile in caso di smarrimento dei capi o quando intendi contestare la prestazione ricevuta dalla lavanderia. Naturalmente la lavanderia si assume tutte le responsabilità nel caso di riconsegna dei capi a persone non munite della ricevuta.

All’atto della consegna del capo da lavare indica esattamente le macchie e fornisci precise indicazioni sulla natura del tessuto, qualità ed eventuale pregio del capo, segnalando i capi ritenuti di particolare valore (tappeti, pellicce, arazzi, coperte antiche e similari). Nel caso chiedi che venga riportato sulla ricevuta, lo stato del capo al momento in cui viene portato (se praticamente nuovo o se già deteriorato per effetto della normale usura).

Nella pulitura del capo la lavanderia è tenuta ad osservare scrupolosamente le indicazioni contenute nell’etichetta, sia con riferimento alla natura della fibra (lana, seta, cotone, fibre sintetiche o miste) che alle indicazioni sul lavaggio e la stiratura. In assenza di tali indicazioni, la scelta della lavorazione è affidata alla professionalità e all’esperienza della lavanderia. Se quest’ultima ha dei dubbi deve dichiararti subito, possibilmente per iscritto, le possibilità di rischio e tu sei libero di accettare o meno il lavoro.

Ti ricordiamo che la lavanderia non risponde dell’esito della lavorazione su capi con guarnizioni, imbottiture, asole o fibbie deteriorate o su capi rovinati dal sole, dal sudore, da smacchiature mal eseguite dal cliente.

Nel caso la lavanderia si servisse di altra ditta specializzata per la pulizia (ad es. pellicce, tappeti, ecc.) deve farlo presente al cliente.

Come reclamare in caso di danneggiamento del capo

Il nostro consiglio è di verificare i capi al momento del ritiro e non a casa. Un reclamo presentato a distanza di settimane o addirittura di mesi avrà poche chance di essere accolto.

In caso di contestazione per un evidente danno al capo (strappi, alterazioni del colore, macchie, raccorciamenti, pieghe, deformazioni, ecc.), puoi lasciarlo in lavanderia per la riparazione - sempre se possibile - facendoti rilasciare una dichiarazione di quanto avvenuto. Ti consigliamo in questo caso di fotografare i punti danneggiati del capo con lo smartphone, così da poter dimostrare eventuali ulteriori danni provocati dall’intervento riparatore.

Se la riparazione non è possibile o se comunque non è tua intenzione lasciare il capo in lavanderia, invia una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno in cui si precisi il motivo della tua insoddisfazione fornendo anche elementi utili sulla data e sul prezzo di acquisto del capo.
Su Moduli.it puoi scaricare gratuitamente la lettera di risarcimento alla lavanderia per danni al capo. Ricorda in proposito che la lettera deve essere presentata entro 8 giorni lavorativi dalla riconsegna del capo. Qualora ti accorgessi del danno solo in un secondo momento (vizio occulto), il reclamo dovrà essere presentato entro 8 giorni dalla sua scoperta, ai sensi dell'art. 2226 del c.c. Ricorda che in ogni caso l'azione si prescrive entro un anno dalla riconsegna.

Attenzione: nel caso in cui dovesse mancare l’etichetta presente sul capo o la stessa dovesse riportare  una composizione del tessuto differente rispetto a quella effettiva, potresti sentirti dire dalla lavanderia che la responsabilità è da addebitarsi unicamente al produttore del capo di abbigliamento. Tuttavia non è proprio così: il cliente, infatti, ha il diritto di essere risarcito direttamente dalla lavanderia, semmai sarà poi quest’ultima a rivalersi nei confronti del produttore.

Nel caso in cui la lavanderia risultasse assicurata, la richiesta di risarcimento danni andrebbe indirizzata alla compagnia assicuratrice.

Come reclamare in caso di perdita del capo

E' bene che tu sappia che il capo deve essere ritirato entro il termine di 2 mesi da quello indicato sulla ricevuta per la riconsegna. Se dimentichi di ritiralo, la lavanderia ha la facoltà di applicare sul prezzo stabilito una maggiorazione che aumenta per ogni mese o frazione di mese di ritardo (a titolo di custodia).

Trascorsi 6 mesi dal termine previsto per la riconsegna, il capo si intende ceduto alla lavanderia a titolo gratuito, a patto però che il cliente ne sia stato preventivamente informato per iscritto al momento della consegna.

Ma cosa accade se nel momento in cui vi presentate in lavanderia per il ritiro del capo, questo non si trova? La risposta è molto semplice visto che la lavanderia risponde oltre che del deterioramento anche della perdita del capo durante la giacenza nel suo locale. Dunque anche in questo caso hai diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti. Questa la lettera di risarcimento alla lavanderia per smarrimento del capo che puoi utilizzare.

Entità del risarcimento

Detto che il cliente ha diritto al risarcimento del danno solo nel caso in cui abbia provveduto alla contestazione nel rispetto delle formalità sopra specificate e a patto che sia stata accettata la responsabilità della lavanderia, come si procede alla quantificazione del danno?

A tal riguardo va precisato che il risarcimento per un capo smarrito o danneggiato non potrà essere inferiore al valore commerciale al momento della consegna, tenuto conto della data di acquisto, dell’usura e della eventualità che il cliente utilizzi comunque il capo, nonostante il danneggiamento.

Per dare prova del valore del capo consegnato in lavanderia, puoi utilizzare lo scontrino d'acquisto (se ancora in tuo possesso) oppure farti rilasciare una dichiarazione dal negoziante.

Ricorso al Giudice di Pace o alla conciliazione

Se la lavanderia ti nega il risarcimento per il capo smarrito o danneggiato, potrai sempre ricorrere al Giudice di Pace (leggi “Come fare ricorso al Giudice di Pace”). Come cliente potrai limitarti a provare l’acquisto del capo e il danno che eventualmente è stato prodotto durante la lavorazione (sono sufficienti delle foto), mentre è la lavanderia che è tenuta a dimostrare di essersi attenuta scrupolosamente alle istruzioni e che il danno è dovuto a cause ad essa non imputabili.

Se vuoi evitare il ricorso alla giustizia ordinaria, sappi che associazioni di categoria delle lavanderie, camere di commercio e associazioni dei consumatori hanno stipulato particolari convenzioni per concordare norme comportamentali, procedure di conciliazione e modalità di risarcimento. La conciliazione è uno strumento alternativo per la soluzione delle controversie che mira a risolvere il conflitto tra lavanderie e clienti favorendo l’accordo tra le parti così dada consentire anche la prosecuzione del rapporto. L’invito, dunque, è di verificare se nel tuo territorio esiste la possibilità di attivare una simile procedura.

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47517 - Redazione
24/11/2016
Marilina, senza alcun dubbio è responsabile la lavanderia del cattivo odore, ma nel caso specifico non sarà facile pretendere il risarcimento dei danni. Riteniamo che la cosa migliore sia quella di cambiare lavanderia.

47478 - marilina
22/11/2016
Salve ho portato un piumone bassetti in lavanderia, non era in piuma ma in imbottitura sintetica, quando l'ho ritirato aveva un odore fortissimo e sastidioso di profumo, mi hanno detto che fosse l'ammorbidente, ho chiesto quindi di rilavarlo ma senza ammorbidente. nonostante ciò il piumone "puzza" ancora, ho pagato due volte il lavaggio inutilmente. dopo più giorni all'aria esterna l'odore di deodorante pessimo x altro, resiste...cosa posso fare? è un acolpa imputabile alla lavanderia? Grazie

47369 - Emanuela
14/11/2016
Salve, ho appena ritirato la mia giacca da neve (messa forse un paio di volte) dalla tintoria. Una volta tornata a casa mi sono accorta che in prossimità della cucitura la stoffa è strappata inoltre il tessuto della giacca ha perso consistenza, sembrerebbe che è stato lavato ad alte temperature, non idonee. Quando ho portato la giacca in tintoria, avendola portata insieme ad altri capi che, a causa di problemi di umidità, erano stati attaccati dalla muffa, mi hanno fatto firmare un foglio in cui si faceva presente che i tessuti si potevano lacerare, ma la giacca in questione non rientrava tra i capi rovinati. Non posso fare nulla? Con quella liberatoria si sono tutelati da possibili azioni da parte mia? Grazie

47362 - Redazione
14/11/2016
Terry, deve inviare (a nostro avviso avrebbe dovuto farlo da tempo) alla lavanderia una richiesta scritta di risarcimento danni. Se - come probabile che accadrà - la lavanderia si rifiuterà di corrisponderle un risarcimento, potrà avvalersi dello strumento della conciliazione rivolgendosi alla Commissione paritetica in funzione presso la Camera di Commercio (l'intervento è completamente gratuito) o presentare ricorso al Giudice di Pace.

47358 - Terry
13/11/2016
Salve ho portato l'anno scorso a lavare delle tende nella solita lavanderia dove mi servo da anni. Le tende sono state comprate 2 anni prima per un valore di curca 2000 euro. Portate a casa il giorno stesso chiamo il tappezziere che me le ha vendute per farmele appendere. Quest'ultimo alla vista delle tende e appendendomele rimane scioccato tanto quanto me poiche' risultavano bruciate e stirate male. Il tappezziere mi confida che le tende non sarebbero piu' tornate come prima poiche' il danno era fatto. Io chiamo la lavanderia telefonicamente e avverto che appese le tende queste erano visibilmente rovinate. Loro insistevano che non fosse possibile e che il tappezziere non le avesse montate bene. Cosi il tappezziere sentendosi chamato in causa parla con la lavanderia al telefono in mia presenza. Tra insulti e scarica barile pago il tappezziere e aspetto il propietario della lavanderia a casa mia. Quest'ultimo mi dice che le tende si sarebbero risistemate col tempo e che dopo qualche mese se la situazione fosse rimasta la medesima le avrebbe rilavate e stirate. Lo prendo in parola e riporto le tende poiche' le tende sono rimaste tale e quali nel corso dei mesi. Lascio loro le tende per rilavarle e stirarle e mi dicono di farle appendere dal loro tappezziere, a detta loro molto piu' professionale. Ritiro le tende, ripago nuovamente il tutto, viene il loro tapezziere, lo pago, monta le tende e queste ultime sono peggio di prima. Anche il loro tapezziere mi confessa che sono state lavate e stirate male e che le tende ormai erano rovinate. Chiamo subito la lavanderia e li informo che per l'ennesima volta anche un secondo professionista mi da ragione sulle tende ormai rovinate, ma loro insistono dicendo che le tende sono state lavate e stirate come da procedura e che le tende sono in condizione buone. Praticamente ora vorrei sapere cosa devo fare e a chi posso rivolgermi per essere risarcita poiche' mi ritrovo oltre le tende rovinate ad aver dovuto pagare due volte nel giro di poco la lavanderia e il tappezziere per appendere le tende inutilmente.

47296 - Redazione
08/11/2016
Ornella, se manca la ricevuta o lo scontrino di acquisto del capo, il valore potrebbe essere considerato anche il 50% di quello preteso dal danneggiato.

47285 - Ornella
08/11/2016
Buongiorno la lavanderia dove ho portato il saio della comunione di mia figlia è bruciato e il capo si è ingiallito .... premetto che era un saio di famiglia che era stato usato da mia nipote e doveva andare al fratello ... i titolari mi hanno chiesto lo scontrino per il risarcimento ma non è possibile risalire al sarto che lo ha confezionato ... come posso fare per essere risarcita?

47149 - Redazione
27/10/2016
Katarzyna, non sappiamo quale fosse lo stato della sua camicia ... potremmo comunque azzardare una metà del suo valore.

47138 - Katarzyna
27/10/2016
Buongiorno ho portato in lavanderia una camicia. Mi hanno riconsegnato la camicia bruciata. Valore della camicia 150.00 euro, era stata acquistata quest'anno. Domanda mia: quanto posso chiedere risarcimento??? Grazie.

47110 - Redazione
25/10/2016
Diletta, diciamo che la tecnica di scaricare le responsabilità sul produttore è un'escamotage spesso utilizzato dalle lavanderie; ma in alcuni casi i danni possono essere dovuti a un’etichettatura errata o insufficiente oppure ad un difetto di produzione. In questi casi la responsabilità non può essere attribuita alla lavanderia e potrebbe rendersi necessario il giudizio della Commissione paritetica per la gestione dei conflitti fra lavanderie ed utenti al fine di ottenere un rimborso dalla tintoria o dal negozio in cui è stato acquistato il capo.

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