Dichiarazione riservata attività emerse (scudo fiscale)

E’ stato approvato il modello di dichiarazione riservata delle attività emerse, con le relative istruzioni per la compilazione, da utilizzare a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 dicembre 2010. Il modello è composto dalle sezioni concernenti i dati del soggetto che procede al rimpatrio e/o regolarizzazione, del rappresentante del dichiarante e dell’intermediario al quale viene presentata la dichiarazione, nonché dai quadri contenenti i dati relativi alle attività rimpatriate e/o regolarizzate detenute all’estero a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008.

Il modello va presentato in banca o ad altro intermediario (SIM, SGR, fiduciarie, agenti di cambio o Poste italiane S.p.A.).

Questa iniziativa volta a consentire l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti in Italia rappresenta, per tutti coloro che hanno esportato o detenuto all’estero capitali e altre attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari, una importante opportunità per regolarizzare la propria posizione fiscale.

In particolare, tali disposizioni si rivolgono alle persone fisiche e agli altri soggetti fiscalmente residenti nel territorio dello Stato che, anteriormente al 31 dicembre 2008, hanno esportato o detenuto all’estero capitali e attività in violazione dei vincoli valutari e degli obblighi tributari sanciti dalle disposizioni sul cosiddetto “monitoraggio fiscale”.

In sostanza, attraverso il cosiddetto “rimpatrio” o la cosiddetta “regolarizzazione” è consentito far emergere denaro e attività di natura finanziaria e patrimoniale. La regolarizzazione è tuttavia consentita esclusivamente nel caso in cui le attività siano detenute in Paesi dell’Unione Europea, nonché in Paesi aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), che consentono un effettivo scambio di informazioni in via amministrativa.

Lo scudo fiscale darà copertura per i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi alla data del 5 agosto 2009, ma non per procedimenti penali in corso alla stessa data. Non vi sarà, inoltre, l’obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. La copertura garantita dallo scudo fiscale viene estesa per le società collegate o controllate estere.

Ai fini della determinazione del controvalore in euro delle attività finanziarie espresse in valuta, oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione ai sensi del citato articolo 13-bis del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, devono essere utilizzati i cambi delle valute determinati sulla base della media dei cambi fissati per il periodo da gennaio 2008 a dicembre 2008.

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