
Da tempo l’azienda ritarda i pagamenti degli stipendi sostenendo che c’è la crisi e imputando la responsabilità ai committenti o alle banche. Tra promesse e rassicurazioni passano altri mesi senza tuttavia ottenere dall’azienda quanto vi spetta di diritto.
Premesso che si è in presenza di un grave inadempimento da parte del datore di lavoro, c’è da dire che in questi casi non solo si ha diritto agli interessi sullo stipendio pagato in ritardo, ma si ha anche la possibilità di ottenere un risarcimento del danno subito per il fatto che nel frattempo il lavoratore non è stato in grado di far fronte a certi impegni, quali ad esempio il pagamento del mutuo o delle utenze.
Come comportarsi, dunque, in questi casi? Naturalmente ci si può rivolgere ad un legale al fine di ottenere un provvedimento dal Tribunale che ingiunga all'azienda di pagare quanto dovuto pena una esecuzione forzata. Se non si vuole arrivare a questo, la prima cosa da fare è presentarsi di persona dal proprio datore di lavoro o responsabile del personale per chiedere precise spiegazioni ed impegni. Se le risposte sono vaghe e poco convincenti, consigliamo di inoltrare una lettera di diffida con cui si evidenzia il mancato pagamento dello stipendio e se ne richiede la corresponsione entro e non oltre una certa data, manifestando l’intenzione di rivolgersi alle autorità competenti per ottenere quanto di diritto nel caso in cui il pagamento non venisse erogato.
Questi alcuni modelli che si possono facilmente adattare ad ogni circostanza: