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Diffida per mancato pagamento dello stipendio

Da tempo l’azienda ritarda i pagamenti degli stipendi sostenendo che c’è la crisi e imputando la responsabilità ai committenti o alle banche. Tra promesse e rassicurazioni passano altri mesi senza tuttavia ottenere dall’azienda quanto vi spetta di diritto.

Premesso che si è in presenza di un grave inadempimento da parte del datore di lavoro, c’è da dire che in questi casi non solo si ha diritto agli interessi sullo stipendio pagato in ritardo, ma si ha anche la possibilità di ottenere un risarcimento del danno subito per il fatto che nel frattempo il lavoratore non è stato in grado di far fronte a certi impegni, quali ad esempio il pagamento del mutuo o delle utenze.

Come comportarsi, dunque, in questi casi? Naturalmente ci si può rivolgere ad un legale al fine di ottenere un provvedimento dal Tribunale che ingiunga all'azienda di pagare quanto dovuto pena una esecuzione forzata. Se non si vuole arrivare a questo, la prima cosa da fare è presentarsi di persona dal proprio datore di lavoro o responsabile del personale per chiedere precise spiegazioni ed impegni. Se le risposte sono vaghe e poco convincenti, consigliamo di inoltrare una lettera di diffida con cui si evidenzia il mancato pagamento dello stipendio e se ne richiede la corresponsione entro e non oltre una certa data, manifestando l’intenzione di rivolgersi alle autorità competenti per ottenere quanto di diritto nel caso in cui il pagamento non venisse erogato.

Questi alcuni modelli che si possono facilmente adattare ad ogni circostanza:

Pubblicato il 11/10/2011    179 Commenti
Tags: mancato pagamento stipendio senza salario vertenza sindacale mancata retribuzione giudice lavoro diffida busta paga
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29706 - Redazione
16/04/2014 11:23
Giuseppe, normalmente i termini per l’erogazione della retribuzione vengono stabiliti dai contratti collettivi. In ogni caso, nel contratto che ha sottoscritto dovrebbe essere chiaramente riportata una scadenza. Se non ci sono previsioni contrattuali, allora il tutto è demandato alla consuetudine aziendale, per cui lo stipendio può essere liquidato entro il 5 o 10 del mese successivo alla prestazione, oppure entro il 27 del mese corrente.

29698 - giuseppe
15/04/2014 15:55
Buon pomeriggio, lavoro presso un bar pasticceria in qualita' di barista, la mia domanda e' la seguente: la mia azienda entro quale termine deve per legge pagare lo stipendio? Entro il 10 di ogni mese o entro il 15? Grazie per l'attenzione ed attendo una gentile risposta.

28935 - Redazione
19/02/2014 11:45
Francesco, i termini entro i quali è possibile contestare il contenuto della busta paga sono:
- un anno per gli errori di calcolo;
- cinque anni se l’errore consiste in un’errata interpretazione o in un’errata applicazione di una norma di legge o del contratto collettivo o individuale.
Se dunque si riscontrano questi errori occorre comunicare - nei tempi - all'azienda, attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno, quelle voci che si ritengono non percepite e pretendere in questo modo il pagamento di quanto dovuto.

28924 - Francesco
18/02/2014 09:01
Buongiorno, ho una domanda che riguarda la Busta paga. La mia azienda mi paga lo stipendio tramite bonifico bancario e nello stesso giorno mi consegna a mano la copia della mia busta paga, non senza di aver firmato la copia che rimane in azienda. Prima di firmare controllo sempre se le varie voci corrispondono a quanto mi aspetto, stando attento sopratutto alle presenze ed ai permessi goduti/rimanenti. Un giorno chiesi alla collega addetta alle BP cosa succederebbe se io mi rifiutassi di firmare la BP per un eventuale "errore" di conteggio di una qualche voce X che la compone. Lei mi ha risposto che in tal caso non posso ricevere la mia copia. Mi chiedo: in queste condizioni, avendo ricevuto lo stipendio, come posso contestare l'azienda in caso di errori? Inoltre, per le buste già consegnate, se mi accorgo in un secondo momento che ci sono errori, la firma apposta sulla BP in mano all'azienda mi esclude la possibilità di eventuali contestazioni? secondo la mia collega sì, perchè la BP la si deve contestare al momento della consegna. A me non ha convinto molto la sua risposta. tanto è vero che ogni volta che siglo la BP antepongo, alla mia firma per accetazione, l'acronimo C.R. (con riserva). Ringraziando per la vs attenzione, saluto cordialmente

28855 - Manlio
12/02/2014 16:55
Buonasera a tutti i lettori. Il mio quesito è questo: qualche mese fa ho dato le dimissioni dalla mia azienda, per la quale ho lavorato per quasi 2 anni con CCNLL metalmeccanico a tempo indeterminato. Purtroppo solo ora mi sono "accorto" che al momento della stipula del contratto, non mi hanno passato il modulo della scelta su dove lasciare il TFR ed io mi sono ahimè dimenticato di richiederlo. Dovendo ora percepire dalla mia ex azienda gli emolumenti finali, cosa succede? non percepirò il TFR perchè destinato ad un fondo integrativo (se non si effettua la scelta so che va a finire in un fondo pensione) ? se sì, come faccio a capire su quale fondo sono è stato destinato e se soprattutto l'azienda ha versato questo TFR? poichè ho sempre scelto, così come nella mia attuale azienda, di avere a disposizione il tfr a fine rapporto, ho praticamente perso questo TFR? grazie saluti

28854 - Francesco
12/02/2014 12:08
Facendo seguito al post N°28532, sempre la mia ex azienda non avendomi versato entro l'anno solare 2013 tutti gli emolumenti dovuti, quando mi trasmetterà il CUD, se in esso sarà presente una somma che non corrisponde alle spettanze percepite, dovrò pagare tasse su una somma totale "fittizie" mai percepita, anche se dovuta. Come mi devo comportare? E' mai possibile che una azienda risulti in regola con il versamento dei contributi (il documento DURC è sempre in regola) ma nello stesso tempo non versa gli emolumenti dovuti? Ringraziando anticipatamente, saluto

28749 - Roberto
04/02/2014 17:02
Perché dirlo ad azienda B? "Cara azienda B, io ti lascio nel pieno del carico del TUO lavoro, dopo avermi formato per il tuo modello di business - svariati mesi - trovati un'altra risorsa e spreca altro tempo a formarla - e tutto perché azienda A non rispetta i suoi contratti." Tempo di darmi un'occhiata in giro e così farò (2 mesi al massimo). Fosse per me farei una raccolta pubblica in rete di esperienze come la mia con date, aziende, nomi e cognomi di realtà che si comportano in questa maniera. Conosco benissimo il problema di pubblicare informazioni di tale natura vista la pagliacciata chiamata privacy. Bisogna però far emergere tutte quelle realtà che NON producono e anzi, ROVINANO il mondo del lavoro (anzi... il mondo di CHI lavora, servizi o beni materiali che siano). Grazie mille Redazione, sempre soddisfacente nelle risposte, fossero tutti come Voi in questo paese di sottosviluppati. Buona giornata.

28747 - Redazione
04/02/2014 15:46
Roberto, sul ns. portale trova un paio di modelli che può personalizzare in base alle sue specifiche esigenze (fac simile a - fac simile b). Consideri anche l'effetto che una simile richiesta potrebbe comportare nei suoi rapporti con l'azienda A. Per il resto non vediamo in che modo possa esserle utile il fatto di informare l'azienda B di questo ritardo nei pagamenti.

28745 - roberto
04/02/2014 13:56
Grazie Redazione, rubo ancora un po del vostro tempo per chiedervi: 1. come pretendere il pagamento degli interessi di mora (raccomandata a/r? avete un modulo apposito scaricabile dal sito?); 2. qual è il motivo per cui mi consigliate di non informare l'azienda B della questione? Grazie mille e buona giornata.

28736 - Redazione
04/02/2014 12:20
Roberto, che dire, si tratta di una modalità di pagamento dei fornitori molto sui generis. Ad ogni buon conto se queste sono le "regole" dell'azienda A lei doveva esserne informato per iscritto. Se sul contratto così come sulla fattura è specificato un pagamento a 30 gg., in caso di ritardo lei può pretendere il pagamento degli interessi di mora. Le sconsigliamo di informare l'azienda B di tutto questo.


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