Divieto di fumo: i moduli per farlo rispettare

        
 

Secondo il Ministero della Salute il fumo di tabacco è la più importante causa di morte in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale, più di quelli legati ad alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme.

Basti pensare che nel mondo i fumatori sono 650 milioni e i morti a causa del fumo sono 5.4 milioni ogni anno. Si stima che nel 2030 saranno addirittura 8 milioni. Nei paesi dell’Unione Europea (UE) ogni anno muoiono prematuramente a causa del fumo 650.000 persone, in Italia si stima dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, il 25% dei quali compreso tra i 35 ed i 65 anni di età (Fonte: Ministero della Salute).

Con la Legge 3/2003 (art. 51: “tutela della salute dei non fumatori”), entrata in vigore nel Gennaio 2005, l’Italia è stato il primo paese in Europa ad introdurre il divieto di fumare nei locali chiusi, pubblici e privati, aperti ad utenti o al pubblico (ristoranti, bar, pizzerie, discoteche, sale giochi, alberghi, palestre, parrucchieri, banche, studi professionali, supermercati, ecc.).

A cinque anni dall’entrata in vigore della legge, il bilancio può essere considerato senz’altro positivo, soprattutto in riferimento alla protezione dall'esposizione al fumo passivo, anche se ci sono alcune ombre legate all’aumento del numero dei fumatori: nel 2009, secondo i dati ISTAT, la percentuale dei fumatori è salita al 23% (era 22,2% nel 2008) dopo 5 anni di valori stabili intorno al 22%.

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute, molti studi scientifici hanno ormai dimostrato in materia incontrovertibile l’efficacia dei divieti di fumo sull’andamento dei ricoveri ospedalieri per infarto acuto del miocardio.

Sono state effettuate anche diverse indagini per conoscere le opinioni dei cittadini sull’applicazione dei divieti di fumo ed è emerso, nei cinque anni di applicazione della legge, che la popolazione si è dimostrata generalmente favorevole al provvedimento.

Dall’elaborazione dei dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), nel corso del 2009 le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,2%, corrispondente a 140 milioni di pacchetti venduti in meno.

Modulistica

Pubblicato il 09/02/2010   Foto: Flickr
Tags: cancro fumo passivo tabagismo sigaretta salute pubblica tabacco divieto fumare
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