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Fondo di Garanzia Inps: come fare domanda

TFR, crediti di lavoro e fondo di garanzia

Il Trattamento di fine rapporto (TFR), regolamentato dall'art. 2120 c.c., è quella somma che il datore di lavoro deve corrispondere al proprio dipendente in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro. Il TFR si calcola sommando, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione annuale diviso per 13,5 ed alla quale va aggiunta la rivalutazione dell'importo accantonato l'anno precedente.

Il Fondo di garanzia Inps si prefigge lo scopo di tutelare il lavoratore dipendente contro l'accertata insolvenza del datore di lavoro, sostituendosi a quest'ultimo nel pagamento del TFR e dei crediti di lavoro, ossia delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo di retribuzione degli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro.

Presupposti per l'intervento del fondo di garanzia INPS

La garanzia del fondo opera indipendentemente dalla causa che ha determinato la cessazione del rapporto di lavoro: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine in caso di contratto a tempo determinato.

La legge distingue tra i lavoratori dipendenti da datori di lavoro assoggettati a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) e lavoratori dipendenti da datori di lavoro non assoggettati a tali procedure.

I presupposti per l'intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro assoggettabile a procedura concorsuale sono:
- la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;
- l'apertura di una procedura concorsuale;
- l'insolvenza del datore di lavoro;
- l'accertamento dell'esistenza di uno specifico credito relativo alle omissioni contributive per le quali si chiede l’intervento del Fondo di garanzia (in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria tale accertamento avviene con l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura).

I presupposti per l’intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale sono:
- la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;
- l'accertamento giudiziale del mancato versamento dei contributi alla previdenza complementare;
- l'inapplicabilità al datore di lavoro delle procedure concorsuali;
- l'insufficienza delle garanzia patrimoniali del datore di lavoro a seguito dell'esperimento dell’esecuzione forzata (pignoramento negativo o pignoramento mancato del patrimonio del datore di lavoro).

Chi può richiedere l'intervento del fondo di garanzia

Possono chiedere l'intervento del Fondo di garanzia Inps:
- tutti i lavoratori dipendenti da datori di lavoro tenuti al versamento all’Istituto del contributo che alimenta la Gestione;
- gli apprendisti;
- i dirigenti di aziende industriali;
- i soci delle cooperative di lavoro.

A chi presentare la domanda

La domanda di intervento del Fondo di garanzia Inps - questo il modello - deve essere presentata dal lavoratore presso la sede dell'Inps nella cui competenza territoriale l'assicurato ha la propria residenza. Nel caso in cui sia stata presentata ad una sede diversa essa sarà trasferita d'ufficio a quella territorialmente competente.

Questa invece la dichiarazione, compilata e firmata dal lavoratore, che deve essere presentata in allegato alla domanda di intervento del Fondo di garanzia Inps nel caso in cui il datore di lavoro non sia assoggettabile a procedura concorsuale.

Si ricorda che in caso di spedizione della domanda a mezzo posta raccomandata o in caso di delega alla presentazione a terzi occorre allegare la fotocopia del documento di identità personale.

Cosa succede in caso di decesso del lavoratore

In caso di decesso del lavoratore, l'intervento del Fondo può essere richiesto dagli "aventi diritto", da identificare secondo le disposizioni dell'art. 2122 c.c., con preferenza per il coniuge, i figli e, se vivevano a carico del lavoratore, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo.

Questa la richiesta di intervento del Fondo di Garanzia per il pagamento del TFR e dei crediti da lavoro in favore degli eredi. A tale richiesta va allegata questa dichiarazione.

Questo, infine, il modello di delega che può essere presentato in allegato alla domanda di intervento del Fondo di garanzia Inps quando il pagamento è richiesto a favore di un solo erede.

L’Inps deve liquidare il Tfr a carico del Fondo di garanzia entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione.

Il diritto al Tfr si prescrive in cinque anni che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Quando il diritto al Tfr è riconosciuto da sentenza di condanna passata in giudicato si prescrive in dieci anni.

Pubblicato il 06/06/2014    163 Commenti
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35320 - Redazione
28/01/2015 16:19
Isabella, l'unica soluzione è ricorrere al Giudice di pace.

35315 - Isabella
28/01/2015 16:02
Buongiorno. La mia situazione è particolare. Dopo essere stata licenziata in maternità ho impugnato il licenziamento. Il giudice ha ordinato alla ditta di reintegrarmi e pagarmi tutte le retribuzioni sospese dalla data del licenziamento all'effettivo reintegro. Il reintegro non c'è mai stato e dopo numerosi tentativi di recupero del mio credito (pignoramenti mobiliari e presso terzi infruttosi), ho proposto fallimento. La ditta non può essere soggetta a fallimento, e dopo numerose insistenze ho ricevuto una nuova lettera di licenziamento. Con tali documenti ho fatto richiesta all'inps del tfr e delle ultime tre mensilità tenendo conto anche del periodo di mancato reintegro, come stabilito dal giudice. L'INPS, dopo oltre 70 GG dalla presentazione della domanda, mi contesta il periodo richiesto. Per loro ha validità il primo licenziamento, anche se il giudice ne ha dichiarato la nullità. Come mi comporto ora?? Grazie.

35234 - Redazione
26/01/2015 13:10
Laura, è possibile presentare istanza di accesso al Fondo di Garanzia Inps non solo in caso di apertura di una procedura concorsuale (fallimento, ecc.), ma anche quando il datore di lavoro è semplicemente insolvente nei confronti del lavoratore. In quest'ultimo caso, tuttavia, è necessario che il lavoratore dipendente abbia prima effettuato, senza successo, un tentativo di pignoramento. Lo ha recentemente stabilito la Cassazione con sentenza n. 15369/14 del 4 Luglio 2014.

35216 - Laura Russo
25/01/2015 18:40
Salve, ho proprio bisogno di avere una informazione in merito al diritto di accedere al fondo INPS, dunque: con il solo pignoramento negativo bancario a danno del datore di lavoro e con una procedura legale di contestazione del credito, spetta ugualmente il pagamento da parte dell'INPS o si devono comunque espedire anche tutti i tentati di pignoramento immobiliari? Tenendo presente che il lavoratore aveva un contratto a tempo piano 8 ore ma la sua presenza al lavoro e' sempre stata di 4 ore al giorno, che la mansione del lavoratore era di Responsabile della contabilità' e durante il periodo che era in servizio ha eseguito in ritardo comunicazioni all'agenzia delle entrate che hanno portato grave danno economico al datore di lavoro. La mia domanda, premesso che tutti gli oneri retributivi dovuti dall'azienda sono stati regolarmente pagati: ha l'inps il dovere di attendere eventualmente l'esito della contestazione avanzata del datore di lavoro davanti al giudice? Fermo restando che quest'ultimo ha invitato il suo ex lavoratore a provvedere ad un pignoramento cautelativo in azienda che non è' mai stato espedito. Grazie

34879 - FRANCESCA
13/01/2015 17:21
Buonasera, io sono stata licenziata il 28/2/2014 per crisi economica ma l'azienda non ha chiuso. Ho fatto regolare richiesta tramite mio legale per avere ultima mensilità (comprensiva di 13 e 14) e TFR. Il 31/12/2014 dopo tutti i vari step di pignoramento negativo ecc il tribunale mi ha respinto la richiesta di fallimento come previsto per poter poi chiedere tfr ecc al fondo di garanzia. Volevo sapere se c'è un termine entro il quale presentare le carte e i moduli sr50 e 53 visto che tra le varie documentazioni devo presentare cud relativo ai redditi del 2014 che mi arriva il 28/2/2015! e nel modulo sr53 e sr5 devo semrpe indicare gli importi LORDI? la ringrazio molto...Francesca

34570 - Valerio
19/12/2014 17:19
Buonasera e grazie per la veloce risposta. I miei dubbi nascono dal fatto che il commissario liquidatore ritiene di dover inserire al passivo il Tfr rimasto in azienda e non quello versato all'inps. Questo in virtù del fatto che quest'ultimo sarebbe diventato un passivo per l'azienda solo nel momento di un eventuale interruzione del rapporto lavorativo (dimissioni, licenziamento, pensione), cosa che non è avvenuta perché ho continuato il rapporto con la nuova società. Sempre secondo il commissario liquidatore spetterebbe in ogni caso alla nuova società, al momento di una mia interruzione di lavoro, la liquidazione di tutto il tfr versato all'inps. Ho paura che qualcosa vada storto.

34567 - Redazione
19/12/2014 16:04
Valerio, in quel caso interverrebbe il fondo di garanzia per la copertura dell'intero Tfr. In quel caso alla domanda andrebbero allegati una serie di documenti, quali ad esempio il verbale di verifica dei crediti da cui risulti l’ammissione al passivo del credito relativo al TFR, in copia autentica, il certificato di non opposizione e/o impugnazione del credito ammesso, che può essere rilasciato anche dal curatore fallimentare, ecc.

34549 - valerio
18/12/2014 17:22
Salve, a marzo del 2014, la società X con cui lavoravo dal 2004, mi ha comunicato di aver stipulato un contratto di affitto di ramo con la società Y e che avrei continuato il mio rapporto di lavoro con quest'ultima conservando tutti i diritti. A dicembre ricevo una raccomandata dal commissario liquidatore che mi notifica che la società X è messa in liquidazione coatta amministrativa e che risultava a debito nei miei confronti una un importo di tot €. Il commissario specifica che la suddetta somma è inclusa tra le passività oggetto di affitto di ramo d'azienda alla società Y, la quale si è assunta l'impegno in caso di perfezionamento di relativa cessione, di accollarsene l'importo. Da colloquio con commissario capisco che tale cifra risultante dalle scritture contabile, è relativa solo al Tfr maturato dal 2004 a tutto il 2006 in mano ancora alla società X e non comprende il Tfr che la società (con piú di 50 dipendenti) ha versato dal 2007 al 2014 in quanto già depositato all'inps. Cosa succede se la società Y non dovesse perfezionare la cessione? Il fondo di garanzia copre tutto il Tfr? Grazie anticipatamente.

33897 - Redazione
25/11/2014 20:59
Enrica, dando per scontato che il vostro datore di lavoro non sia assoggettabile a procedura concorsuale, in caso di morte del datore di lavoro senza eredi (eredità giacente) per poter accedere al fondo di garanzia è necessario produrre una serie di documenti tra cui l'originale del titolo esecutivo in base al quale è stata effettuata l'esecuzione forzata, copia autentica del verbale di pignoramento negativo, visura o certificato della conservatoria dei registri immobiliari del luogo di nascita e di residenza del datore di lavoro, ecc. E' chiaro che sarebbe opportuno essere assistiti efficacemente in questo percorso, anche se una denuncia nei confronti del sindacato non produrrebbe a nostro avviso gli effetti sperati.

33892 - enrica
25/11/2014 14:51
TFR da recuperare. Il nostro datore di lavoro che aveva una ditta individuale con sette dipendenti è deceduto non c'è nessuno erede perché hanno rinunciato all'eredità. Sono passati quasi 4 anni e ci sentiamo dire dal sindacato che ci siamo rivolti dei pisciasotto e del pirla e non conclude niente. Come ci dobbiamo comportare, vorrei denunciare anche il sindacato perchè per noi i nostri documenti li ha sempre nel cassetto, datemi un consiglio con stima Enrica e altri sei operai


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