Fondo per le vittime dei reati di tipo mafioso

Il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, istituito con legge n. 512/99, ha lo scopo di indennizzare le suddette vittime che siano costituite parti civili nei procedimenti penali intentati nei confronti degli autori dei reati di tipo mafioso. L'organo essenziale del Fondo è il Comitato di Solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso che siede presso il Ministero dell'Interno, presieduto dal "Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso".

Il Comitato delibera, alle condizioni previste dalla legge, i benefici economici alle vittime pari al danno quantificato in sede penale nel giudizio contro l'autore del reato nonché alle spese ed onorari di costituzione e difesa posti a carico degli imputati.

La delibera del Comitato viene quindi trasmessa alla Consap - Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso che, in forza di atto concessorio con il Ministero dell'Interno, provvede alla gestione del Fondo stesso ed alla materiale erogazione del beneficio deliberato.

A tal fine, la Consap: - chiede ai beneficiari l'indicazione delle coordinate bancarie sulle quali effettuare l'accredito del beneficio concesso; - ricevuta l'indicazione di cui sopra, ordina l'accredito delle somme dovute.

Chi può fare la richiesta

Tutti coloro che hanno subito danni in conseguenza di reati di tipo mafioso, siano essi persone fisiche (o i loro eredi) o enti (pubblici o privati).

Presupposti e i requisiti dell’istante per l'accesso al Fondo:

  • avere ottenuto in proprio favore, successivamente al 30 settembre 1982, una sentenza definitiva di condanna al risarcimento e/o alla rifusione delle spese di costituzione e difesa nei confronti di soggetti imputati dei reati indicati all'art. 4, comma 1 (delitto di cui all'art. 416-bis c.p.; delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis; delitti commessi al fine di agevolare l'attività delle associazioni di tipo mafioso), ovvero una sentenza, anche non definitiva, di condanna al pagamento di una provvisionale per i medesimi reati, ovvero sentenza civile di liquidazione del danno derivato dalla consumazione dei predetti reati, accertati in giudizio penale;
  • non aver riportato condanne, con sentenza definitiva, per uno dei reati di cui all'art. 407, comma 2 lett. a) del codice di procedura penale, né essere destinatario di una misura di prevenzione, ai sensi della legge 31.5.1965, n. 575, applicata in via definitiva o avere in corso procedimenti relativi all’applicazione della stessa.

Cosa fare

La domanda di accesso al Fondo, in carta semplice, unitamente alla documentazione richiesta deve essere presentata direttamente o inviata con plico raccomandato con avviso di ricevimento al Prefetto della provincia di residenza del richiedente, ovvero in quella in cui ha sede l’Autorità Giudiziaria che ha emesso la sentenza.

Documentazione richiesta

  • Domanda per l’accesso al fondo di solidarietà
  • Autocertificazione relativa alla qualità di rappresentante legale, curatore o tutore del richiedente
  • Copia autentica dell’estratto della sentenza
Riferimenti normativi

Legge n. 512 del 22.12.1999 D.P.R. 28 maggio 2001, n. 284

Per ulteriori informazioni, chiarimenti e assistenza ai fini dell'accesso al Fondo: chiama il Numero Verde 800 191 000 attivo presso l'Ufficio del Commissario dalle ore 9.00 alle ore 19.00 dal lunedì al venerdì.

Fonte: www.interno.it

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