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I contratti telefonici e il diritto di ripensamento

Una compagnia telefonica un bel giorno vi contatta a casa proponendovi una nuova offerta. Ci pensate un po' su ma alla fine, convinti della bontà della proposta, decidete di accettarla fornendo il vostro consenso alla registrazione della telefonata. Qualche giorno dopo vi arriva a casa la documentazione e rileggendo il contratto vi accorgete che le condizioni del piano tariffario in realtà non sono le stesse proposte a telefono. Come comportarsi in questi casi?

Va detto che per i contratti conclusi telefonicamente, c.d. contratti a distanza, è prevista una particolare forma di tutela e garanzia nei confronti del consumatore: il c.d. diritto di ripensamento, ossia il diritto dell'utente di ripensare al contratto concluso a distanza e di liberarsi dal vincolo contrattuale manifestando una volontà in tal senso nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione del contratto.

Il diritto di "ripensamento" si può esercitare senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo entro 14 giorni solari che decorrono, per i contratti relativi alla fornitura di servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Se tuttavia il venditore non ha fornito al consumatore le informazioni sull’esistenza e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso, il termine per esercitarlo diventa di 12 mesi decorrenti dalla fine del periodo di recesso iniziale (quindi, in totale, 14 giorni più 12 mesi), mentre in precedenza il termine era di 90 gg.

Il diritto di recesso si esercita inviando una raccomandata a/r all'operatore entro i termini sopra indicati. Questo il fac simile.

Entro gli stessi termini la comunicazione può eventualmente essere inviata per telegramma, fax o posta elettronica, purché confermata con lettera raccomandata nelle 48 ore successive.

Il diritto di ripensamento vale anche nel caso in cui l'adesione alla proposta sia avvenuta tramite il sito Internet o con l'intervento di un agente presso la vostra abitazione. Al contrario non è applicabile qualora il contratto sia stato sottoscritto presso l’esercizio commerciale della compagnia telefonica.

Pubblicato il 26/06/2012    135 Commenti
Tags: diritto ripensamento contratto telefonico annullamento contratto disdetta telefonica acquisto a distanza vendita per corrispondenza acquisto su internet recesso acquisto
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26556 - Redazione
30/09/2013 09:37
Mirco, per i contratti stipulati "fuori dai locali commerciali”, ossia fuori dalla sede di vendita dell'azienda fornitrice la legge riconosce al consumatore il diritto di recesso, senza nessuna giustificazione e senza incorrere in alcuna penalità, entro il termine di 10 giorni lavorativi che decorrono dalla data di sottoscrizione del contratto contenente l'informativa del recesso. In altre parole se il contratto che lei ha sottoscritto contiene informazioni sul "diritto di recesso", purtroppo la sua richiesta di recesso è avvenuta oltre i termini.

26548 - mirco
28/09/2013 19:26
Salve, ho fatto un contratto fuori dai locali commerciali in data 31/05/2013, ho inviato disdetta con fax e raccomandata in data 30/06/2013 , il servizio mi è stato attivato ugualmente in data 06/07/13. Ad oggi è ancora attivo, Possono farlo? Che diritti ho? grazie in anticipo!

26370 - Redazione
20/09/2013 15:52
Maurizio, oltre alla domenica anche il sabato non è considerato giorno lavorativo.

26353 - Maurixzio P.
19/09/2013 17:11
buon giorno a tutti, come si devono considerare i giorni lavorativi espressi nei contratti per esercitare il diritto di recesso ? es 15gg lav vanno dal lunedi al venerdi o sono tutti buoni? grazie per la risp :)

26343 - Redazione
19/09/2013 13:06
Michele, le consigliamo di rivolgersi ad una associazione per la difesa dei consumatori.

26341 - Michele
19/09/2013 12:49
Gentile Redazione, ho stipulato un contratto tempo fa con la Telecom, ma l'ho disdetto subito con raccomandata. Dopo qualche tempo mi arriva da TELCOM questa lettera "in riferimento alla Sua segnalazione del 01/02/2013, Le comunichiamo che la Sua richiesta di revoca del rientro in Telecom Italia per la linea telefonica 030604013 è stata accolta. La invitiamo pertanto a contattare il gestore con cui ha attivo il servizio per avere ulteriori informazioni". Io ero e sono tutt'ora abbonato con la Teletu, vorrei aderire alle loro offerte per servizio voce+adsl, ma loro in risposta mi dicono che c'è questa migrazione "appesa" . Oltretutto la prima settimana di Agosto 2013, mi ha chiamato teletu per offerta voce+adsl, alla quale (pensando fosse risolto tutto) ho aderito, ed ho disdetto il mio internet con altro gestore, ma ad oggi teletu non mi attiva il servizio per la causa descritta sopra. Telecom in risposta dice che questa cosa non dipende da loro. Secondo voi come dovrei comportarmi? Secondo Voi a chi dovrei rivolgermi? Teletu dice che dipende da Telecom, Telecom dice che dipende da Teletu! ed io sono senza internet, devo andare da un avvocato? polizia postale? Vi ringrazio di una vostra risposta.Saluti

26235 - Redazione
16/09/2013 09:37
Chiara, le hanno applicato un’offerta diversa da quella da lei sottoscritta, per questo le consigliamo di inviare alla compagnia una lettera raccomandata A/R di diffida intimando lo storno delle fatture emesse (inclusa quella relativa al telefonino perché restituito) e contestualmente l'emissione di una nuova fattura per il traffico relativo all'uso del cellulare (se ne ha fatto) ma applicando la tariffa prevista dall’offerta "INSIEME". Se non riceve alcuna risposta o questa è negativa, può fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione. Se neanche questa soluzione dovesse sortire alcun effetto non le resta che fare causa alla compagnia rivolgendosi al giudice di pace.

26210 - Redazione
13/09/2013 15:14
Chiara, se ci espone il suo problema possiamo provare a darle un consiglio.

26203 - Chiara
13/09/2013 13:20
Mi potete aiutare con TIM ;-( ?

26162 - Redazione
11/09/2013 18:07
Mirco, lei ha sottoscritto un contratto "fuori dai locali commerciali”, ossia fuori dalla sede di vendita dell'azienda fornitrice. Così come per i contratti a distanza (televendite, vendite tramite contatti telefonici, acquisti tramite internet, ecc.), anche per i contratti stipulati fuori dai locali commerciali la legge riconosce al consumatore il diritto di recesso, in base al quale egli può sciogliere unilateralmente il contratto senza dover fornire al venditore nessuna giustificazione e senza incorrere in alcuna penalità, entro il termine di 10 giorni lavorativi. La legge prevede l'obbligo di fornire al consumatore un'informazione scritta sul diritto di recesso. La comunicazione di recesso deve essere inviata entro 10 giorni lavorativi che decorrono:
- dalla data di sottoscrizione del contratto contenente l'informativa del recesso
- dalla data di ricevimento della merce nel caso di contratti di fornitura di beni acquistati in assenza del professionista o diversi da quelli mostrati.


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