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Il contratto di lavoro a tempo determinato

Il contratto a tempo determinato, regolamentato dal D. Lgs. n. 368/2001, integrato dalla Legge n. 133/2008, è un contratto di lavoro che presuppone una scadenza ad una data stabilita. Può essere stipulato quando vi siano ragioni di ordine tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che richiedono un incremento di manodopera per un periodo di tempo limitato. E’ ciò che accade ad esempio con le attività stagionali o quando si ha la necessità di sostituire lavoratori assenti per malattia, maternità o ferie.

E’ vietata l’assunzione con contratti a termine:
- per sostituire lavoratori in sciopero;
- per le aziende che abbiano effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione, salvo alcuni casi particolari indicati dalla legge;
- per le aziende che sono ammesse alla Cassa Integrazione Guadagni;
- per le aziende non in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Il contratto deve essere stipulato in forma scritta, in mancanza il contratto si considera a tempo indeterminato. Vi offriamo un fac simile di contratto a tempo determinato. Una copia dell’atto scritto deve essere consegnata al lavoratore entro cinque giorni dall’inizio del rapporto di lavoro. La forma scritta non è richiesta quando la durata del rapporto di lavoro non supera 12 giorni.

La legge non fissa limiti massimi di durata del contratto di lavoro (solo per i dirigenti è prevista una durata massima di 5 anni). La proroga è possibile solo per contratti di durata inferiore a tre anni, solo una volta e con indicazione delle ragioni. È altresì necessario il consenso del lavoratore ed è possibile solo se le mansioni che il lavoratore andrà a svolgere saranno le stesse del contratto originario. In tal caso, la durata complessiva del rapporto di lavoro (durata iniziale + proroga) non può superare i 3 anni. Questo il fac simile da utilizzare per una lettera di proroga.

Al lavoratore assunto con contratto a tempo determinato spettano le ferie e la tredicesima mensilità. Alla scadenza del contratto, inoltre, il lavoratore ha diritto a un’indennità di fine rapporto (TFR) in proporzione alla durata del contratto.

Se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al:
- 20% fino al decimo giorno successivo a quello della scadenza;
- 40% per ciascun giorno ulteriore a partire dall’undicesimo.

Se alla scadenza il lavoratore viene riassunto, sempre con contratto a termine, in un arco di tempo inferiore a 10 giorni (se il primo contratto aveva una durata inferiore a 6 mesi), o 20 giorni (se il primo contratto aveva una durata superiore a 6 mesi), il secondo contratto viene considerato a tempo indeterminato. Quando, invece, due contratti a tempo determinato si susseguono senza alcun giorno di interruzione tra la cessazione dell’uno e la stipula dell’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data della stipulazione del primo contratto. Questo è un fac simile di lettera tramutazione di contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato.

L’assunzione con contratto a termine può comportare in taluni casi la perdita, la sospensione o la conservazione dello stato di disoccupazione.

Il lavoratore assunto a tempo determinato può essere licenziato prima della scadenza del termine solo in presenza di una giusta causa e non di un giustificato motivo, sia soggettivo che oggettivo (leggi "Il licenziamento: come e quando avviene").

Il licenziamento intimato senza giusta causa prima della scadenza del termine comporta il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, pari a tutte le mensilità mancanti dalla data del licenziamento alla scadenza naturale, dedotto quanto eventualmente percepito dal lavoratore lavorando presso un altro datore di lavoro nel periodo considerato.

Pubblicato il 13/09/2010    21 Commenti   Foto: Flickr
Tags: contratto stagionale lettera assunzione tempo determinato lavoro termine contratto lavoro
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28669 - claudio
31/01/2014 12:11
Salve a tutti. Da 8 anni lavoro nella stessa azienda tramite diverse agenzie interinali. Ho superato i 44 mesi consecutivi di lavoro e mi hanno fatto un contratto a tempo indeterminato con l'agenzia interinale. Dopo 1 anno mi licenziano e ora sono in lista 23bis. Ovviamente sto facendo partire la vertenza sindacale. Avrei bisogno di persone che hanno avuto la stessa esperienza. Claudio.83@live.it Grazie

27099 - Redazione
22/10/2013 19:10
Marco, in caso di successive assunzioni a termine ci sono intervalli obbligatori da rispettare. Con il Decreto Lavoro, tali intervalli sono stati riportati a 10 e 20 giorni rispettivamente per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi e oltre i 6 mesi. Il mancato rispetto di questi intervalli fa sì che il secondo contratto si consideri a tempo indeterminato, mentre, nel caso di due assunzioni successive, senza soluzione di continuità, il rapporto viene qualificato a tempo indeterminato a far data dalla stipula del primo contratto.

27098 - Marco
22/10/2013 17:48
Salve. Questo è il secondo anno che lavoro nella stessa azienda come dipendente con un contratto a tempo determinato della durata di 9 mesi (con pausa di 3 mesi da un contratto all' altro). L'azienda è obbligata ad assumermi a tempo indeterminato o può continuare così per altri anni?

25921 - Redazione
20/08/2013 18:02
Salvatore, con il Decreto Lavoro la riassunzione potrà essere effettuata entro 10 giorni, in caso di contratto a termine di durata fino a 6 mesi, o entro 20 giorni, nel caso di contratto a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi. Solo se non si rispettano questi intervalli allora il secondo contratto a termine si trasforma in un contratto a tempo indeterminato.

25913 - Salvatore
20/08/2013 14:56
Salve, lavoro presso un ospedale pubblico. Ho avuto un contratto di lavoro a tempo determinato della durata di 6 mesi e allo scadere dello stesso ho avuto un rinnovo per altri trenta mesi, il tutto senza nessuna pausa lavorativa(20 gg). Premettendo che nel primo contratto c'era un punto dove veniva esplicitamente scritto che in nessun caso il contratto era da intendersi a tempo indeterminato. Posso pretendere il tempo indeterminato? Cordiali Saluti Salvtore

24495 - Redazione
12/06/2013 13:09
Ambra, non ci sono limiti in tal senso. Consideri comunque che la materia dei contratti a termine, recentemente riformata dal Ministro Fornero (legge n 92 del 2012), è ancora oggi oggetto di discussione, per cui a breve potrebbero esserci ulteriori novità. Una di queste potrebbe riguardare la successione dei contratti a termine, ossia le pause obbligatorie fra un contratto e l'altro che oggi sono di:
- 60 giorni per i contratti fino a sei mesi (potrebbero essere portate a 10 giorni);
- 90 giorni per i contratti più lunghi (potrebbero essere portate a 20 giorni).

24479 - Ambra
11/06/2013 21:44
Salve, sono un datore di lavoro, mi sono arrivati e probabilmente mi arriveranno ancora, parecchi lavori e quindi ho bisogno di personale per 9 mesi. Volevo sapere, ho un massimo di contratti a tempo determinato che posso fare? Perchè sono tutti lavori per 9 mesi e una volta finiti non so se ne avrò subito altri. Grazie mille

23591 - Redazione
07/05/2013 17:04
Andrea, l'art. 1 comma 7 Legge 68/99 stabilisce che "I datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, abbiano acquisito per infortunio sul lavoro o malattia professionale eventuali disabilità". Per questi lavoratori l'infortunio non costituisce giustificato motivo di licenziamento nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni equivalenti ovvero, in mancanza, a mansioni inferiori. Le consigliamo di sottoporre il suo caso alla valutazione di un sindacato dei lavoratori.

23567 - Andrea
06/05/2013 19:11
Salve volevo chiedere un'informazione. Ho avuto un contratto a tempo determinato di tre mesi, purtroppo durante il conseguimento dell'attività lavorativa ho avuto un infortunio con conseguente operazione chirurgica. Mi trovo tuttora sotto infortunio e so già che mi verranno assegnati punti di invalidità. La mia domanda è la seguente: ora che il mio contratto è scaduto ho diritto, dopo la chiusura dell'infortunio e l'assegnamento di punteggio di invalidità, ad essere riassunto dall'azienda per cui lavoravo?

20784 - Redazione
21/01/2013 19:04
Sebastiano, trattandosi di un contratto a tempo determinato può dare comunque le dimissioni ma, non essendo previsto il recesso anticipato, sarebbe costretto a risarcire il suo datore di lavoro. A meno che non ricorra una giusta causa: mancata osservanza delle norme di sicurezza, mancato o ritardato pagamento dello stipendio o dei contributi, comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro, ecc. Maggiori informazioni le trova in questo articolo.


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