Il Piano Individuale Pensionistico (Pip)

Il Pip è una forma pensionistica individuale realizzata attraverso la sottoscrizione di contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale (art. 13 DL 5 dicembre 2005, n. 252). Uno strumento, quindi, che consente di accumulare un capitale sufficiente ad erogare una rendita vitalizia al raggiungimento dell'età pensionabile e che si aggiunge alle prestazioni del sistema pensionistico obbligatorio (Inps, Inpdap, ecc.).

Il diritto alla prestazione pensionistica si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alla pensione pubblica stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, con un minimo di cinque anni di partecipazione alla forma pensionistica.

A scadenza il Pip offre la possibilità di optare per una delle seguenti tipologie di rendita:
- rendita vitalizia, erogata al beneficiario vita natural durante;
- rendita vitalizia reversibile, erogata al beneficiario o, in caso di decesso, al soggetto da lui indicato;
- rendita certa e successivamente vitalizia, assicura in ogni caso il pagamento al beneficiario, o al soggetto designato, per un determinato numero di anni (cinque o dieci) indipendentemente dall'esistenza in vita dello stesso.

Trascorso il periodo indicato (cinque o dieci anni) la rendita continua ad essere erogata solo se è soddisfatta la condizione di esistenza in vita del beneficiario medesimo.

Sempre a scadenza il beneficiario ha la facoltà di riscuotere, sotto forma di capitale, una percentuale massima pari al 50% del capitale maturato. E' possibile richiedere a scadenza la prestazione interamente sotto forma di capitale nel caso in cui l'importo della rendita, derivante dalla conversione del 70% del montante finale, risulti essere inferiore al 50% dell'assegno sociale.

Si possono chiedere anticipazioni nel caso in cui si debbano ad esempio sostenere spese sanitarie o acquistare/ristrutturare l’abitazione principale o quella di propri figli. I requisiti richiesti sono differenti in relazione alle motivazioni che stanno alla base della richiesta. Così mentre nel primo caso si può richiedere da subito una anticipazione pari al 75% del montante maturato, nel secondo caso l’anticipazione (sempre pari al 75%) può essere chiesta solo dopo 8 anni di partecipazione al fondo. Le anticipazioni possono essere chieste più volte e reintegrate in qualsiasi momento.

Si può chiedere il riscatto anticipato pari al 100% del montante maturato nei casi di: inoccupazione per un periodo superiore ai 48 mesi , invalidità permanente, decesso dell'aderente, perdita dei requisiti di partecipazione alla forma di previdenza complementare. Nel caso di inoccupazione  per un periodo non inferiore a 12 mesi e non superiore ai 48 mesi l’importo riscattabile è pari al 50% del montante maturato.

Le regole che disciplinano il rapporto con l’iscritto sono contenute, oltre che nella polizza assicurativa, in un apposito regolamento, redatto in base alle direttive della COVIP e dalla stessa autorizzato al fine di garantire all’aderente gli stessi diritti e prerogative delle altre forme pensionistiche complementari.

Su Moduli.it trovate lo Schema di Regolamento del PIP a cura della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione).

Il Pip è autogestito dal contraente, quindi, rispetto a quanto accade ad es. con la classica polizza vita, può decidere di aumentare, ridurre, interrompere, riprendere i versamenti oppure variarne la periodicità, trasferire la propria posizione previdenziale ad altre forme di previdenza complementare decorsi 2 anni dall'iscrizione.

Se la polizza vita tradizionale dal 2000 non offre più alcun vantaggio fiscale, il Pip consente di fruire della deducibilità fiscale come previsto dalla riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 252/2005, per un importo massimo di € 5.164,57. La deducibilità si traduce in un risparmio fiscale pari all'aliquota marginale Irpef.

Esempio: Reddito € 35.000,00 Versamento € 3.000,00 Risparmio fiscale (aliquota marginale 38%) € 1.140,00 Spesa effettiva € 1.860,00 al netto del risparmio fiscale

Sono deducibili dal reddito del capofamiglia anche i versamenti effettuati a favore di familiari fiscalmente a carico. Va sottolineato, tuttavia, che un domani sulla pensione che si percepirà si dovranno pagare le tasse, per cui la deducibilità fiscale ha lo scopo più che altro di evitare una doppia tassazione. Una caratteristica che accomuna questa soluzione di previdenza alla più comune polizza vita è il fatto che tutte e due sono impignorabili e insequestrabili.

I lavoratori dipendenti possono contribuire versando il flusso di TFR. In questo caso il versamento avviene per il tramite dei datori di lavoro.

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43832 - Redazione
25/01/2016
Renzo, a tutte le forme pensionistiche (Fondi Pensione Aperti e PIP) si applica ai proventi maturati un’imposta sostitutiva dell'11.50%. Nella fase di erogazione della rendita, i rendimenti saranno invece soggetti alla nuova aliquota del 26%.

43817 - Renzo
24/01/2016
Sono un pensionato inps, ho 65 anni, ho sottoscritto un piano pip con poste vita nel 2015, della durata di 5 anni, chiedo: alla scadenza posso riscattare tutto, e quanto devo pagare di tasse.

37950 - marco
07/04/2015
Salve, ho sottoscritto l'apertura di un pip nel dicembre 2011 continuando ad alimentarla nei due anni successivi (dicembre 2012 e dicembre 2013) Ho scelto di non continuare e a dicembre 2014 non ho pagato. Il mio quesito e' il seguente: per ottenere il riscatto anticipato, devo esibire un'attestazione rilasciatami dal centro per l'impiego che attesti il mio stato di disoccupazione per 4 anni consecutivi? Io sono in possesso di una certificazione relativa all'anno 2013...nel 2014, pur non avendo lavorato, non mi sono recato al centro per l'impiego per ottenere la relativa certificazione . .questo vuol dire che non posso provare diversamente il mio secondo anno di inattività'? A inizio 2015 ho ripreso a farmi rilasciare lo stato di disoccupazione sempre dal centro per l' impiego? Quando potrò' finalmente ottenere il riscatto? Grazie.

29360 - Redazione
21/03/2014
Peppuccio, purtroppo l'Agenzia delle Entrate ha ragione.

29342 - peppuccio
20/03/2014
Ho una polizza pip con Generali, accesa nel 2009! Sono gia' un pensionato Inps, e l'Agenzia delle entrate mi informava che non posso piu' portare in detrazione fiscale l'importo di 1550 euro annuali che io pago. Proprio perche' e' deducibile solo se io avessi continuato a lavorare come autonomo. E' vero tutto questo?

27957 - Redazione
12/12/2013
Teresio, si è disoccupato o inoccupato quando si è iscritti al centro per l'impiego e non si è attivi nel mondo del lavoro e comunque colui che ha un reddito al di sotto dei 4800 € annui lordi, nel caso di lavoro autonomo.

27938 - Teresio
11/12/2013
Salve, mia moglie ha sottoscritto un pip nel 2008 e non ha mai potuto portarlo in deduzione perché disiccupata dal 2007. A novembre 2012 ha aperto un'attività in proprio in quanto, come tanti 50enni, non trovava lavoro. A distanza di 1 anno ha deciso di chiudere l'attività perché poco remunerativa. La mia domanda è questa: visto che il regolamento parla di 48 mesi di inoccupazione, l'anno di attività in proprio è da considerare come periodo di occupazione? Grazie in anticipo per la risposta

27028 - Redazione
21/10/2013
Emanuele, non conoscendo le condizioni del contratto che ha sottoscritto non possiamo fornirle alcuna informazione in merito. Per la delicatezza della questione le consigliamo di richiedere l'assistenza del suo consulente assicurativo o bancario.

27019 - emanuele
21/10/2013
Ho sottoscritto un fip nel 2005 versando per i primi 3 anni 4500. ora vorrei tasferire il fip su un pip di un'altra compagnia. Come posso fare? Poi avendo un familiare gravemente malato quanto posso ricevere come anticipazione dalla compagnia?

25223 - Redazione
15/07/2013
Giovanni, il consulente o l’istituto al quale si è affidato dovrebbe riportarle l’ISC, l'Indice Sintetico dei Costi che tiene conto dei costi (eventuali) di caricamento (2-3% dell’importo investito, ma possono essere previste anche delle spese in misura fissa) e dei costi di gestione (2-3% annuo). Possono essere previste anche delle spese relative alla fase di erogazione delle rendite. L’ISC è molto importante se si stanno confrontando prodotti diversi: più basso è questo valore e maggiore è la convenienza del prodotto. Naturalmente non è l’unico elemento di valutazione: vanno richieste informazioni infatti sui rischi connessi all'investimento, sulle prestazioni, sui rendimenti degli ultimi 5 anni, ecc.

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