Il TFR in busta paga è un flop: tutta colpa delle imposte

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La Legge di Stabilità 2015 ha permesso, dallo scorso 3 Aprile e fino al 30 giugno 2018, di ritirare il TFR direttamente in busta paga. Questa manovra, concepita per rispondere al bisogno di liquidità dei lavoratori italiani durante il periodo di crisi economica, si è rivelato però un vero flop per via della tassazione ordinaria prevista per i lavoratori, che dimostrano di preferire di gran lunga il ritiro del TFR già maturato.

Il TRF in busta paga: le adesioni

Su un campione di 1 milione di lavoratori, solo lo 0,83% ha scelto di ricevere il TFR anticipato nel medesimo periodo. Per sapere come effettuare la domanda può essere utile leggere: “Anticipo TFR in busta paga: come funziona, chi può fare domanda e come”.

Il motivo principale riguarda il prelievo fiscale a tassazione ordinaria previsto per le quote del Trattamento di Fine Rapporto aggiunte alla busta paga. Questo tipo di tassazione è stata, infatti, considerata da una larghissima maggioranza di italiani troppo alta e penalizzante. Uniche eccezioni i lavoratori con un reddito inferiore ai 15.000,00 €: entro questa cifra, infatti, le tasse non raggiungono dei valori troppo alti.

In Italia dal mese di Aprile hanno ricevuto l'anticipo del TFR in busta paga solo 8.420 italiani: il 75% di essi sono residenti nel centro e nel nord della penisola, il restante 25% delle richieste vengono dalle regioni meridionali.

Anticipo del TFR già maturato

Se l’anticipo del Tfr in busta paga di fatto non è mai decollato, nei primi 8 mesi del 2015 è aumentato del 26,6% il numero delle richieste di anticipo del TFR già maturato, passando da 202.140 a 256.044.

Questa particolare richiesta, possibile solo dopo gli 8 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda, viene concessa a tassazione separata, risultando quindi ben più vantaggiosa per i lavoratori italiani.

È possibile richiedere al datore di lavoro l’anticipo fino al 70% del TFR già maturato, ma solo in presenza di specifiche situazioni: se il lavoratore deve acquistare casa, per sé o per i figli, per spese di ristrutturazione straordinaria, se si trova a dover pagare delle spese mediche per terapie ed interventi straordinari o se intende fruire di congedi per maternità o formazione.

In realtà il lavoratore potrebbe fruire dell’anticipazione anche per motivi diversi da quelli sopra elencati, ma è necessario che le condizioni siano previste dai contratti nazionali o da accordi tra lavoratore e datore.

E’ importante, infine, che le richieste di anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto non abbiano già raggiunto
•    il 10% dei dipendenti con almeno 8 anni di servizio ed
•    il 4% del numero complessivo di dipendenti assunti a tempo indeterminato al 1° gennaio di ogni anno.

Ulteriori informazioni in materia sono disponibili nell’articolo: “Richiesta di anticipo del Tfr: quando e come farla” mentre qui è possibile scaricare il fac simile del “Modello per richiesta anticipazione TFR”.

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