L'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario

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Che cos’è

Abbiamo visto come nel caso in cui l’eredità risulti particolarmente gravata da debiti, può essere conveniente per l’erede valutare l’ipotesi di una rinuncia all’eredità (leggi “Quando e come rinunciare all'eredità”).

Ma c’è un’altra soluzione che l'erede potrebbe prendere in considerazione in una situazione di questo tipo, ed è quella dell’accettazione con beneficio di inventario.

Si tratta di una soluzione che consente di distinguere il patrimonio del defunto da quello dell’erede, cosicché l’erede risponderà di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato, dunque senza intaccare il proprio.

In pratica attraverso il ricorso al beneficio d’inventario, l’erede ha modo di verificare l’esatta situazione patrimoniale del defunto ed è ragionevole presumere che accetterà l'eredità solo se i crediti supereranno i debiti.

Con il ricorso al beneficio d’inventario, i creditori dell'eredità potranno soddisfarsi sul patrimonio ereditario in via preferenziale rispetto ai creditori dell'erede.

Quando è obbligatoria

L'accettazione con beneficio di inventario non è facoltativa ma obbligatoria per i minori o gli interdetti, i minori emancipati o gli inabilitati e per le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse le società commerciali.

Come si fa

L’interessato deve presentare un’apposita dichiarazione, redatta in carta semplice, alla cancelleria del Tribunale civile del luogo dell’ultimo domicilio del deceduto. In alternativa si può rivolgere ad un notaio che poi trasmetterà l’atto al Tribunale.

La dichiarazione viene quindi inserita nel Registro delle successioni conservato nello stesso Tribunale ed entro il mese successivo il Cancelliere provvede alla trascrizione presso il Catasto (Ufficio dei Registri Immobiliari).

Unitamente alla dichiarazione, l’interessato deve munirsi dei seguenti documenti:
- certificato di morte in carta semplice (il coniuge, gli ascendenti e i discendenti possono anche avvalersi della dichiarazione sostitutiva di certificazione);
- certificato ultima residenza del defunto;
- copia del codice fiscale dell’accettante e del defunto;
- copia del documento d’identità dell’accettante e del defunto;
- autorizzazione del Giudice Tutelare (per gli eredi minorenni, interdetti e inabilitati).

Prima o dopo aver reso la dichiarazione al cancelliere, l’interessato dovrà presentare anche istanza per la redazione dell’inventario.

L’inventario è necessario per accertare la consistenza dell’eredità. Una volta redatto il verbale d’inventario, questo va depositato a cura dell’erede nel Registro delle successioni.

L’interessato deve quindi fissare un appuntamento con la cancelleria del Tribunale. Nel giorno stabilito per la stesura del verbale di accettazione con beneficio d’inventario da parte del cancelliere, occorre presentare (anche se più persone effettuano l’atto contemporaneamente):
- una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto;
- la ricevuta del versamento bancario di € 262,00 effettuato il giorno dell’appuntamento attraverso il modello F23 [€ 168,00 imposta ipotecaria - € 59,00 bolli forfetizzati e € 35,00 tassa ipotecaria].

La modulistica

- Ricorso per autorizzazione ad accettare l’eredità con beneficio di inventario per conto di minore;
- Istanza per la nomina dell'ufficiale per la redazione dell'inventario;
- Comunicazione di versamento del contributo unificato di iscrizione a ruolo;
- Modello F23.

Quali sono i termini

L’inventario, necessario per accertare la consistenza dell’eredità, va redatto nel rispetto dei seguenti termini:
- se l’erede è in possesso dei beni ereditati (alcuni o tutti) e intende accettare l’eredità con beneficio d’inventario, deve fare l’inventario entro tre mesi dalla data della morte o della notizia della devoluta eredità. Se non lo fa, l’erede decade dal beneficio e viene considerato erede puro e semplice con la conseguenza che dovrà farsi carico di tutti gli eventuali debiti del defunto. Così come decade se compiuto l'inventario, entro i 40 giorni successivi non dichiara se accetta o rinuncia all'eredità;

- se l’erede non è in possesso di beni appartenenti al defunto, può fare la dichiarazione di accettazione nel termine di prescrizione del diritto di accettare (10 anni); fatta la dichiarazione, l’inventario va fatto entro tre mesi (salvo proroga) altrimenti il chiamato viene considerato erede puro e semplice. Se, invece, viene fatto prima l’inventario, la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario va fatta entro 40 giorni dal compimento dell’inventario: in mancanza il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità.

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44280 - Redazione
19/02/2016
Salvatore, la legge riserva ad alcuni parenti stretti, nel caso specifico ai figli visto che il coniuge non c'è più, una quota del patrimonio del defunto (la c.d. legittima). Questa quota, varia a seconda delle persone designate all’eredità. In questo caso i suoi due figli avranno diritto ad una quota di 1/3 del suo patrimonio, con la conseguenza che lei potrà disporre, con testamento o donazione, liberamente del residuo terzo del suo patrimonio. Dunque prima di redigere il testamento olografo sarebbe opportuno esporre la sua situazione familiare al suo notaio di fiducia che potrà valutare con lei la soluzione più efficace.

44276 - salvatore
19/02/2016
Sono vedovo dal 14/01/2013 e ho due figli non conviventi con me. Ho una villetta a schiera e alcuni beni in danaro, convivo con una donna che non possiede nulla "anzi per una sua malattia è invalida 100% al lavoro e percepisce una sommetta sociale di invalidità di € 300,00. Questa ragazza abita nella mia stessa abitazione da oltre nove anni "quando mia moglie era ammalata di Alzheimer" e mi ha aiutato a prendersi cura anche di mia moglie. Morta mia moglie è rimasta con me e conviviamo insieme aiutandoci reciprocamente su tutto. Siccome io ho 69 anni e lei 47 anni vorrei fare un testamento ologafo in cui vorrei disporre che a mia morte l'abitazione venga concessa alla mia convivente ad usufrutto e i miei beni in soldi vadano a lei. A morte della mia convivente il patrimonio immobiliare dovrà andare a mio nipote all'età maggiorenne" figlio di mia figlia che attualmente ha anni 2,5) Vorrei anche stabilire che se i miei due figli vorranno appropriarsi della mia villetta attuale, dovranno provvedere a proprie spese all'acquisto di un bilocale "con il consenso di accettazione della mia compagna" ma dovranno pagare tutte le spese di mantenimento compreso luce e gas. Se accettassero questa ipotesi uno di loro dovrà essere il tutore di mio nipote ma sarà obbligato a depositare su un conto corrente tutti i soldi che ne deriveranno da affitto o altro a nome di mio nipote. Se non accettano ciò la mia convivente resterà nell'attuale casa, ma dovranno corrispondere tutti i costi di manutenzione necessari compreso spese acqua, gas e luce. Faccio presente che attualmente ho effettuato un investimento di installazione di pannelli solari per produzione di energia elettrica e di acqua calda da 4500 KW Secondo voi quanto scritto sopra sorgerebbero conflitti di interessi dei miei figli!!!!! oppure datemi un consiglio in merito. Vi ringrazio anticipatamente Cerino Salvatore.

44109 - Redazione
09/02/2016
Pierluigi, l'inventario viene eseguito dal cancelliere del Tribunale oppure da un notaio designato dal defunto con testamento o nominato dall'autorità giudiziaria. Naturalmente nel redigere l'inventario il pubblico ufficiale non può limitarsi a prendere in considerazione le dichiarazioni degli eredi, ma deve accertarsi personalmente della consistenza dell'asse ereditario, specificandone tutti gli elementi attivi e passivi. Tanto che da risponderne in prima persona nel caso in cui l'inventario risulti parziale o lacunoso.

44107 - Pierluigi
09/02/2016
Come e da chi viene redatto l'inventario? Che garanzie ci sono per evitare che in futuro compaiano creditori che prima per qualche motivo non erano ricompresi nell'inventario?

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