La lettera di diffida ad adempiere

diffida ad edempire, lettera di diffida ad adempiere

Avete consegnato il vostro cellulare per la riparazione e nonostante i ripetuti solleciti è trascorso quasi un mese senza che abbiate ricevuto alcuna indicazione sui tempi di riconsegna del telefonino? Avete comprato la cucina per la nuova casa, dovevano consegnarlo dopo 15 giorni, ma sono trascorsi due mesi e della cucina neppure l'ombra? Avete richiesto la disdetta del vostro contratto per la fornitura dell'adsl da diverse settimane ormai, al call center vi dicono che stanno provvedendo, ma per un problema tecnico o amministrativo rinviano sempre l'operazione?

Malgrado i contratti stabiliscano scadenze precise per l'adempimento di certi impegni, accade spesso che i termini non vengano rispettati per ritardi imputabili alla controparte. In questi casi gli strumenti a cui è possibile far ricorso sono: la costituzione in mora ex. art. 1219 c.c. (per il quale vi rimandiamo alla lettura dell'articolo "La lettera di messa in mora") e la diffida ad adempiere ex. art. 1454 c.c.

Che cos'è la diffida ad adempiere

La diffida ad adempiere è una dichiarazione scritta attraverso la quale la parte non inadempiente intima alla parte inadempiente di eseguire la prestazione entro un congruo termine (non inferiore a 15 giorni) e contestualmente la avverte che decorso inutilmente detto termine, il contratto s'intenderà senz'altro risolto, così com'è disposto dall'art. 1454 primo comma c.c

Di seguito si riportano alcuni modelli che, opportunamente adattati alle singole situazioni e specifiche esigenze, possono aiutarvi a predisporre una lettera di diffida ad adempiere.

Si raccomanda sempre di inviare la diffida tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

Gravità dell'inadempimento

Naturalmente non è possibile attivare la diffida per qualsiasi condotta inadempiente, pur di scarsa entità. Per questo motivo si consiglia di ricorrere alla diffida solo quando l'inadempimento è grave, ossia è tale da rendere il prodotto o il servizio acquistato del tutto inservibile o comunque fortemente limitato nell'uso.

In caso contrario l'altro contraente potrebbe far dichiarare giudizialmente il difetto del presupposto dell'inadempimento ed eventualmente richiedere il risarcimento dei danni.

In caso di risoluzione del contratto ci si potrà comunque rivolgere all'autorità competente per ottenere l'eventuale risarcimento del danno dovuto all'inadempimento.

Quale differenza con la messa in mora

Rispetto a quanto accade con la costituzione in mora, dove abbiamo visto che il contratto rimane in essere, con il ricorso alla diffida, trascorso il tempo concesso senza che la controparte abbia provveduto ad adempiere la propria prestazione, il contratto può essere sciolto unilateralmente dalla parte non inadempiente senza che intervenga la sentenza di un giudice.

Dunque la lettera di diffida ad adempiere va utilizzata in sostituzione della messa in mora quando vi è l'interesse a sciogliere il contratto, nell'ipotesi in cui la controparte non adempia ai suoi impegni.

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43357 - Redazione
29/12/2015 10:18
Eleonora, il preventivo-contratto che ha sottoscritto riconosce la facoltà ai contraenti di liberarsi dal contratto? Lo stesso prevede un termine per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico? Se il contratto non dovesse prevedere nulla a riguardo, consideri che lei può comunque chiedere il suo scioglimento per mancato adempimento da parte della ditta, inoltrando appunto una lettera di diffida. Naturalmente deve trattarsi di un inadempimento rilevante, grave e a nostro parare questo lo è. La diffida ad adempiere, regolata dall'art. 1454 del codice civile, prevede un termine minimo non inferiore ai 15 giorni decorsi i quali il contratto s’intende risolto di diritto. Chiaramente la ditta potrebbe appellarsi ad un giudice, sostenendo che le prescrizioni della Soprintendenza hanno determinato dei ritardi, che le è stata proposta una soluzione alternativa e via discorrendo.

43353 - Eleonora
28/12/2015 16:36
Buongiorno, quasi 2 anni fa ho firmato un preventivo-contratto con una ditta per avere un impianto fotovoltaico, a dicembre del 2014 abbiamo avuto l'autorizzazione della soprintendenza ad eseguire il tutto ma con delle prescrizioni sui materiali, presentiamo domanda di variante e a fine maggio 2015 tutto e' a posto, con nuova autorizzazione e quindi l'impianto può essere posato; da questo momento in poi la ditta continua a tirarmi matta dicendo che verranno il tal giorno, poi un altro e un altro ancora, poi mi dicono che non trovano la ditta disposta a fare la posa così come richiesto dalla soprintendenza, mi propongono altro materiale che però dovrebbe essere sottoposto di nuovo al parere della soprintendenza, arriviamo ai primi di dicembre e io dopo quasi 2 anni dalla firma del contratto non ho l'impianto fotovoltaico, non sono riusciti in un anno ad organizzarsi per trovare una ditta che gli facesse il lavoro, stanca di tutto ho mandato una diffida ad adempiere a cui loro non hanno minimamente risposto. Io posso considerarmi libera dal preventivo-contratto che ho firmato con loro? Devo fare altro?

41903 - Redazione
12/10/2015 16:09
Rita, una lettera di diffida va benissimo.

41888 - Rita
10/10/2015 13:02
Buongiorno.. Nel 2009 ho acquistato un appartamento con una cantina, nella quale secondo il capitolato allegato al contratto, la cantina doveva essere dotata di un punto luce, un rubinetto per l'acqua e lo scarico fognario. Per quanto riguarda lo scarico fognario mi è stato chiesto dove ubicarlo pertanto nella cantina c'è una botola. Il rubinetto non è stato predisposto in quanto in quel momento la cantina doveva essere utilizzata come magazzino. Lo scorso anno, nel momento in cui, ho liberato la cantina per poterla poi riadattare come lavanderia, si è scoperto che lo scarico fognario non è relativo al mio appartamento e che non sono state predisposte tubature dell'acqua. Avendo parlato col proprietario ho chiesto di trovare una soluzione, in quanto, secondo l'idraulico, che ha effettuato i lavori, è possibile rimediare ottenendo quindi la possibilità di installare un rubinetto facendo passare dei tubi direttamente dal contatore esterno e poi collegarli allo scaricarlo. Il proprietario dell'immobile continua a tergiversare e nonostante i diversi solleciti verbali per risolvermi il problema della mancata disponibilità dell'acqua in cantina. Dice che è un problema ma che ne parlerà con l'idraulico. Preciso che abitiamo tutti e tre nello stesso condominio. A tutt'oggi l'idraulico non ha ricevuto nessuna richiesta da parte del titolare e io nessuna risposta. L'ultima richiesta risale alla settimana scorsa ma il "ti farò sapere".... non ha portato ancora a nulla. Come mi devo comportare? Vorrei fargli una raccomandata dandogli tempo 30 giorni per adempiere, pena rivolgermi ad un avvocato. Devo fare una costituzione in mora o una diffida ad adempiere? Grazie in anticipo. Saluti Rita

41739 - Redazione
03/10/2015 20:05
Chiara, ma contestualmente al versamento dell'acconto non le è stata rilasciata una ricevuta? Non v'è dubbio che la proprietaria si è comportata scorrettamente nei suoi confronti, ma la sua pretesa alla restituzione dell'acconto non è così scontata visto che è stata lei a rinunciare alla locazione ("Acconto, caparra e penale: quali differenze?"). Ciò detto il consiglio è di inviare comunque una lettera di diffida.

41732 - Chiara
03/10/2015 12:29
Salve, il 4 agosto ho pagato una caparra per bloccare una stanza per studenti che si libera dal 1 novembre, dopo 10 giorni ho comunicato alla proprietaria che non sarei più potuta andare. Lei mi ha detto che mi avrebbe restituito la caparra qualora avesse affittato ad un'altra inquilina e che mi avrebbe avvisata, nel frattempo avevamo concordato che l'avrei aiutata inserendo annunci (ne ho gestiti almeno 20, spendendo il mio tempo). L'altro giorno la contatto per avere novità e mi dice che ha affittato e che non è tenuta a restituirmi la caparra, quando io non sono mai entrata in casa, ho comunicato in tempi brevissimi che non potevo più andare e non avevamo fatto ancora contratto. Dovrei procedere con la lettera?

39541 - Redazione
01/06/2015 18:03
Michela, se la lettera di diffida la scrive lei evidentemente non costa nulla. Diversamente dovrà rivolgersi ad un professionista e in questo caso le parcelle possono variare da caso a caso.

39467 - Michela
30/05/2015 00:54
Quanto costa de fare una diffida ad una persona che mi disturba e perseguita

38465 - massimo
23/04/2015 12:50
sempre tutto molto utile

38179 - Redazione
14/04/2015 18:20
Gabriele, non abbiamo in archivio un modello di questo tipo, ma a nostro avviso anche inviandolo non la cautelerebbe di fronte ad un eventuale furto.

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