La richiesta di risarcimento danni per prodotti difettosi

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Nell'articolo "Prodotti difettosi: come far valere i propri diritti" abbiamo affrontato il tema della "garanzia legale di conformità" che tutela il consumatore in caso acquisto di prodotti difettosi, che funzionano male o che non rispondono all'uso dichiarato dal venditore o per il quale è stato acquistato.

Si è detto che in presenza di un vizio di conformità, il consumatore ha diritto, a seconda dei casi, alla riparazione o sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza che gli sia addebitata alcuna spesa; se queste non sono possibili ha comunque diritto al rimborso del prezzo pagato (o quantomeno di una parte di esso) a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.

In un altro articolo, invece, abbiamo raccolto le domande più ricorrenti che i nostri utenti hanno inoltrato alla nostra redazione e alle quali naturalmente abbiamo fornito una risposta ("La garanzia legale sui prodotti difettosi. Ecco le risposte ai vostri quesiti").

Risarcimento per danni da prodotto difettoso

Forse non tutti sanno che il consumatore che ha sofferto un danno causato dal difetto di un prodotto acquistato ha diritto anche al risarcimento.

Un prodotto difettoso infatti può provocare morte o lesioni personali in chi ne fa uso (si pensi allo scoppio di una pentola a pressione ad esempio) oppure danni su altri prodotti (ad es. l'applicazione di uno smalto protettivo che danneggia il decoro effettuato su una parete).

A chi e come chiedere il risarcimento

L'art. 114 del D.Lgs 206/05 individua nel produttore il responsabile del danno cagionato dai difetti del suo prodotto. Il produttore non può escludere o limitare la sua responsabilità attraverso clausole contrattuali: esse sono considerate nulle dalla legge.

Quando il produttore o importatore non è stato individuato, il consumatore deve richiedere per iscritto al venditore di conoscere l’identità e il domicilio del produttore o di chi gli ha fornito il prodotto; se il venditore non comunica questi dati entro tre mesi, egli viene considerato responsabile del danno.

Questo il fac simile di richiesta di risarcimento per danni da prodotto difettoso che si può utilizzare.

Il consumatore ha tempo 3 anni dal momento in cui è venuto a conoscenza del danno, del difetto del prodotto e dell’identità del responsabile per avanzare richiesta di risarcimento; in ogni caso il suo diritto si estingue dopo 10 anni dal giorno in cui il prodotto difettoso è stato commercializzato.

L'onere della prova

L'onere della prova spetta al consumatore danneggiato, che deve provare

1) il danno
Per essere risarcibile, esso deve riguardare:
- la morte o lesioni personali
- la distruzione o il deterioramento di una cosa diversa dal prodotto difettoso, purché destinato all’uso privato del consumatore. Il danno a cose è risarcibile solo nella misura che ecceda la somma di € 387,00 (trecentottantasette).

2) il difetto del prodotto
Un prodotto si considera difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente aspettare tenuto conto di tutte le circostanze, quali presentazione, caratteristiche, avvertenze, destinazione, momento della commercializzazione, sicurezza offerta da altri esemplari del medesimo bene. Il solo fatto che venga immesso in commercio un bene più perfezionato non rende difettoso un prodotto.

3) la relazione causale fra difetto e danno.

Esclusione di responsabilità

Una volta che il consumatore ha provato i tre elementi ricordati, spetta al produttore dimostrare di non essere responsabile. Egli può farlo se ricade in una delle ipotesi previste dalla legge:
- non ha messo in circolazione il prodotto;
- il difetto che ha causato il danno probabilmente non esisteva al momento della commercializzazione del bene. A questo proposito si ricorda che per la normativa vigente sulla sicurezza generale dei prodotti, un prodotto si considera sicuro quando conforme alle norme tecniche nazionali che recepiscono norme tecniche europee;
- il prodotto non era destinato alla vendita;
- il difetto è dovuto alla conformità del prodotto ad una legge o ad un provvedimento vincolante;
- le conoscenze tecnico-scientifiche al momento della commercializzazione non permettevano di considerare difettoso il prodotto.

Il risarcimento non è dovuto quando il danneggiato sia stato consapevole del difetto del prodotto e del pericolo che ne derivava e nondimeno vi si sia volontariamente esposto.

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47436 - Redazione
18/11/2016
Rossana, facendo leva sulla garanzia ciò che potrebbe pretendere - alla luce dei tanti interventi a cui è stata sottoposta - è la sostituzione della moto con una nuova. E' poco realistico invece che il produttore si riprenda indietro la moto e le restituisca il prezzo pagato.

47415 - Rossana
17/11/2016
Buona sera abbiamo comprato una Mash seventyfive 125 a fine luglio. Da quel giorno la moto è entrata ed uscita dal meccanico del concessionario (essendo la nostra moto ancora in garanzia) per problemi quali parafango posteriore, parte del manubrio, forcella posteriore, é saltato uno degli ammortizzatori posteriori mentre camminavamo con la moto, il faro anteriore, il blocco accensione e parte del sistema elettrico è fuso. Tutti questi problemi sono stati risolti con tempistiche scandalose, si passa da periodi di una settimana (per il faro) a un mese e mezzo (per il parafango, manubrio e forcella). L'ultimo problema ci è costato quasi due settimane di permanenza della moto in officina, aspettando il pezzo di ricambio, e quest'ultimo è arrivato errato. Questa moto ha meno di 5 mesi e già ha passato più di due mesi ferma in officina. Senza contare le spese sostenute per i mezzi di trasporto e il pericolo per la vita del conducente e del passeggero. Siamo molto irritati dalla poca serietà e dalla forte incompetenza dimostrata da tutto il sistema mash, infatti pensiamo di disfarci di questo prodotto... come procedere? Intanto ho mandato questa stessa mail alla ditta produttrice esortando a trovare un modo per uscire da questa situazione incresciosa.

46508 - Redazione
06/09/2016
Bruno, da quello che ci scrive non sembrano esserci dubbi sullla responsabilità dell'officina. In questo articolo trova maggiori informazioni a riguardo e soprattutto il fac simile da poter utilizzare.

46506 - Bruno
06/09/2016
Per una riparazione / sostituzione di frizione auto fatta non a "regola d'arte" sono rimasto fermo con la frizione 5 mesi dopo. Per rimediare è stato necessario rismontare tutta la frizione e il cambio con 6 ore di manodopera e, visto che ero in viaggio in vacanza, ho dovuto prendere un'auto a noleggio per proseguire. Posso chiedere la restituzione di quanto speso compreso il noleggio? Grazie

46025 - Redazione
23/06/2016
Nicola, se il problema può risolversi attraverso una sostituzione di modesta entità rispetto al valore del mezzo, pretendere la sostituzione completa del mezzo non sarebbe proporzionato. Se la sua azienda ha subito un danno per l'indisponibilità del mezzo, può naturalmente chiedere un risarcimento, ma deve essere in grado di quantificare esattamente il danno subito: attraverso documenti, testimonianze o presunzioni (provare che in quel periodo si sarebbe potuto produrre "x" tonnellate di .... invece di ....).

46009 - nicola
21/06/2016
Salve sono un autotrasportatore e a marzo di quest'anno ho acquistato un trattore stradale nuovo... già dal primo viaggio mi sono accorto che qualcosa non andava infatti alla fine della serata le calotte che coprono le ruote si erano rotte ma ho pensato che fosse stato un mio errore.... le ho sostituite ma dopo pochi giorni è successo di nuovo... ho portato il camion in officina e hanno riscontrato che ha un difetto di fabbrica... in pratica mi è stato consegnato con il telaio storto.. la concessionaria che me lo ha venduto dice che me lo aggiusterà in garanzia ma vorrei sapere se posso chiedere la sostituzione del mezzo o almeno un risarcimento danni visto che stiamo parlando di un bene del valore di 106.000,00 euro + iva

45932 - Calogero
11/06/2016
Salve. Ho comprato un frigo da incasso Electrolux da Trony. Il trasporto e il montaggio l'ho effettuato io personalmente. Completato il montaggio mi accorgo che il frigo non raffredda e l'indomani chiamo il negozio Trony. Mi dicono di riportare il frigo in sede per verificare il problema. Dopo due giorni richiamano e riferiscono che il compressore non va e che la sostituzione non è possibile perché durante il montaggio (frigo da incasso) si è graffiato un po lateralmente. Lo manderanno in assistenza e dovrò stare almeno 10 giorni senza. frigo. Cosa posso fare per tutelarmi ed eventualmente chiedere un risarcimento danni per questo periodo che mi lasceranno senza l'elettrodomestico?

44200 - Redazione
16/02/2016
Raffaele, con la garanzia scaduta ogni spesa purtroppo sarà a suo carico, dunque valuti con estrema attenzione la possibilità di inviare la stufa nuovamente in riparazione. La richiesta di risarcimento danni è assolutamente legittima, ma dimostrare l'installazione di un "software taroccato" sarà non solo difficile ma anche costoso visto che dovrà richiedere la perizia di un esperto.

44188 - Raffaele Picone
15/02/2016
Salve. Io ho comprato una stufa a pellet che ad un certo punto si è guastata ed è stata riprogrammata la scheda elettronica. Da allora non si riesce a riparare. Addirittura non capendo il difetto la casa costruttrice ha proposto una soluzione che disabilita certe funzioni di sicurezza. Premetto che la stufa è andata da qualche mese fuori garanzia. La mia domanda è: pur volendo sostenere i costi della riparazione in quanto fuori garanzia, se l'azienda produttrice non riesce a riparare la stufa perchè non ne viene a capo, posso rivalermi legalmente contro di loro? Oppure la devo buttare e basta. La mia impressione è che in presenza di un difetto di produzione sia stato montato un software taroccato in fase di produzione che ha retto fino a quando non è stata riprogrammata.

32716 - Redazione
21/10/2014
Stefano, potrebbe chiedere il rimborso delle spese relative a quegli interventi in qualche modo connessi alla sostituzione del top. Tra queste tenderemmo ad escludere quelle legate alla sua giornata lavorativa.

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