Moratoria mutui per le imprese: tutto quello che c'è da sapere

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Per reagire alle incertezze legate al perdurare della crisi economica e alla crisi di liquidità in cui versano moltissime imprese, alle prese con crediti insoluti o crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e le associazioni imprenditoriali hanno pensato bene di rinnovare fino al 31 dicembre 2017 l'accordo per la moratoria dei mutui.

Sulla base degli ultimi dati duiffusi dall'ABI, tra ottobre 2013 e aprile 2016 sono state accolte ben 57.077 domande di sospensione per un controvalore complessivo di 19 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 2,3 miliardi di euro. Inoltre, sono state accolte 9.668 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 2,6 miliardi di euro di debito residuo..

Il settore ad aver maggiormente beneficiato dell'iniziativa è quello del “commercio e alberghiero” (25,5%). Seguono il settore dell'edilizia e opere pubbliche (18,7%), dell'industria (14,4%), dell'artigianato (8,7%) e dell'agricoltura (6,6%). Il restante 26,1% va agli “altri servizi”.

I contenuti dell’accordo

In particolare l’intesa tra ABI e associazioni imprenditoriali contempla tre distinte iniziative:

A. Imprese in Ripresa, in tema di sospensione e allungamento dei finanziamenti;

B. Imprese in Sviluppo, per il finanziamento dei progetti imprenditoriali di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese;

C. Imprese e PA, per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Vediamole nel dettaglio.

Imprese in Ripresa

Questa iniziativa prevede la possibilità per tutte le imprese di sospendere per 12 mesi la quota capitale delle rate di mutui e leasing immobiliari e mobiliari, anche agevolati o perfezionati con cambiali, e di allungare il piano di ammortamento dei mutui (3 anni per i mutui chirografari e di 4 anni per i mutui ipotecari), del credito a breve termine (fino a 270 giorni) e del credito agrario (fino a 120 giorni).

La sospensione dei mutui sarà concessa a quelle imprese che, al momento della presentazione della domanda, non abbiano posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni (imprese “in bonis”).

Sono ammissibili alla richiesta di sospensiva del pagamento le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario in relazione ai quali non sia stata richiesta la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti la data di presentazione della domanda di sospensione.

Come già precisato, la sospensione riguarda il pagamento della sola quota capitale relativa alla rata. Questo significa che alle scadenze pattuite nel contratto originario di mutuo, l’impresa si troverà a pagare rate costituite unicamente dagli interessi e calcolate sul debito residuo in essere alla data di sospensione. Al termine del periodo di sospensione, riparte il piano di ammortamento con una scadenza che sarà prorogata per un periodo corrispondente a quello di sospensione e alle condizioni originariamente pattuite.

Le banche si impegnano a fornire una risposta di norma entro 30 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda o dall’ottenimento delle informazioni aggiuntive eventualmente richieste dalla banca al cliente.

La modulistica

Per le operazioni di sospensione dei mutui e di allungamento delle scadenze del credito, le richieste di attivazione potranno essere presentate utilizzando i moduli predisposti dalle singole banche aderenti. Questo il modulo di richiesta che le imprese hanno utilizzato fino al 31 Marzo.

Imprese in sviluppo

Si tratta di un’iniziativa per il finanziamento dei progetti di investimento delle PMI in beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa.

La misura prevede, inoltre, la possibilità per le banche di incrementare il volume dei fondi disponibili delle imprese per sostenere gli investimenti realizzati o in corso di realizzazione, nonché per far fronte a nuovi ordinativi.

Possono essere oggetto di finanziamento anche gli investimenti avviati nei 6 mesi precedenti al momento di presentazione della domanda.

Sempre nell’ambito di questa misura, le banche aderenti si impegnano a concedere alle imprese costituite in forma di società di capitali (inclusa la forma cooperativa), un finanziamento di importo proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dalle stesse imprese, per finalità di sviluppo imprenditoriale.

Ai finanziamenti erogati nell’ambito di questa misura si applicherà un tasso d’interesse determinato sulla base di due elementi:
- il costo della provvista per la banca;
- uno spread funzione della qualità dell’impresa e del progetto di investimento.

La banca ha il dovere di comunicare all’impresa il tasso di interesse finito e le due componenti che lo determinano (ovvero il costo della provvista e lo spread).

Imprese e PA

L’obiettivo di questa misura è quello di agevolare le operazioni di smobilizzo bancario dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Le modalità sono le seguenti:

- sconto pro soluto, ovvero con garanzia della sola esistenza e validità del credito;
- anticipazione del credito, con cessione dello stesso (realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo, ovvero con la garanzia aggiuntiva della solvibilità del debitore ceduto);
- anticipazione del credito, senza cessione dello stesso.

La durata dell’anticipazione sarà coerente con la data di pagamento del credito e la sua misura non potrà in ogni caso essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito che l’impresa vanta nei confronti della PA.

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45374 - Redazione
30/04/2016
Massimo, se era sua intenzione ricorrere al Fondo di Solidarietà dobbiamo dirle che purtroppo la sua banca ha ragione: infatti per accedere a questo fondo è necessario aver cessato un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o determinato, oppure un rapporto di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia. In alternativa è necessario che sia intervenuta la morte del mutuatario o il riconoscimento di un grave handicap o un'invalidità civile non inferiore all'80%. Qui trova maggiori informazioni.

45350 - massimo gabriele
28/04/2016
Sono un ex lavoratore autonomo con ex ditta individuale autotrasportatore, nonostante abbia cessato l'attività il 31/03/2016 e iscritto regolarmnte presso il centro per l'impiego, ho presentato domanda di blocco del mutuo alla mia banca per 12 mesi. Nonostante al momento sia disoccupato mi è stato rifiutato perche' ex lavoratore autonomo. Volevo sapere se ci fosse possibilita' di un eventuale ricorso nei confronti della banca per farmi accettare il blocco. Ringrazio anticipatamente per una vostra risposta

44909 - Redazione
04/04/2016
Sabrina, provi a parlarne con il direttore, gli porti semmai la stampa di questa pagina tratta dal sito dell'ABI e gli dica se ne è a conoscenza. Chiaramente poi va fatta una verifica sui requisiti in possesso della sua azienda.

44891 - sabrina staffus
02/04/2016
Ho un azienda agricola zootecnica vorrei usufriuire della legge di stabilita' 2015 (articolo 1, comma 246), sospensione per 2 anni e mezzo delle rate di mutuo, come devo comportarmi con le banche. Ho chiesto informazioni a loro hanno detto che non ne sanno nulla. Come devo agire?

44238 - Giampaolo M.
18/02/2016
Sono vittima di un committente che non mi ha pagato perchè in concordato per circa 250.000,00 euro. Le banche mi chiedono un rientro sugli anticipi fatture. Che faccio?

42514 - Redazione
12/11/2015
Grazia, la misura in questione le consente di sospendere - a determinate condizioni - la quota capitale delle rate di mutui e leasing immobiliari e mobiliari e di allungare il piano di ammortamento. Di fatto non le consente di ristrutturare il suo debito. Potrebbe invece valutare l'opzione descritta in questo articolo.

42509 - grazia
12/11/2015
Buongiorno, sono la titolare di una ditta individuale che nel 2012 ha attraversato un anno critico dal punto di vista lavorativo. La conseguenza di questa criticità sono le segnalazioni alla crif e alla banca d'italia. Ora vorrei fare in pratica una ristrutturazione dei debiti per togliere le segnalazioni in crif e banca italia e per avere una rata unica. Per fare ciò la richiesta di accedere al fondo di garanzia è la strada giusta e come devo fare? In caso contrario c'è una soluzione al mio problema.

41445 - Romano
22/09/2015
Buongiorno, tra il dire e il fare. Avevo un mutuo a tasso variabile, sono arrivato ad avere un tasso del 1,75%. Ho chiesto la "moratoria" per un anno, per farmi respirare....risultato alla fine dell'anno sono passato da una rata di 3500€ ad una rata di 4500€...naturalmente insostenibile. La banca mi offre una rinegozazione,..risultato: allungamento di 5 anni rata di 2800€ e TASSO al 5,25%.......EVVIVAAAA... Viva l'Italia

38385 - Redazione
22/04/2015
Cristina, non c'è una regola fissa in proposito, dipende molto dal rapporto che ha con la sua banca e naturalmente dalla situazione economico-finanziaria della sua azienda, dalla finalità degli investimenti, dalle garanzie che è in grado di assicurare, ecc.

38384 - cristina
22/04/2015
Se l'azienda provvede alla sospensione del mutuo, le vengono impediti ulteriori finanziamenti per ulteriori investimenti?

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