Richiesta di anticipo del TFR: un’opportunità da cogliere

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Sei un lavoratore dipendente in cerca di un finanziamento perché devi far fronte a spese impreviste molto importanti? Prima di chiedere un prestito a banche e finanziarie con relativi e salati interessi, rifletti sull’opportunità di attingere in anticipo alla tua liquidazione nota come TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Si tratta della somma che il tuo datore di lavoro ha accantonato per te di anno in anno e che ti spetta al termine del rapporto di lavoro, qualunque sia la causa che ne determina la cessazione (licenziamento individuale e collettivo, dimissioni, ecc.).

Il TFR, quindi, è un accantonamento contabile, pari a circa una mensilità di stipendio all'anno. Gli importi sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat.

Dal 2007 la richiesta di anticipo del TFR non è più a discrezione del datore di lavoro poiché è la legge 297/82 che stabilisce con precisione i requisiti. Andiamo a vedere quali sono.

Quando si può ottenere l'anticipo del TFR

La richiesta di anticipo del TFR può essere fatta una volta sola dai lavoratori dipendenti del settore privato, dopo 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. La somma alla quale si può accedere non può superare il 70% di quanto è stato maturato al momento della richiesta. Di sicuro, non puoi richiedere un anticipo per pagare una crociera ai Caraibi a te e a tutta la famiglia, tuttavia puoi farlo per tanti altri validi ed utili motivi.

Per legge, la richiesta è valida solo nei casi in cui l’anticipo ti serve a coprire:

  • le spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche (non devi presentare preventivi o fatture);
  • l’acquisto della prima casa di abitazione per se o per i propri figli. Puoi richiedere l’anticipazione anche per la ristrutturazione, ma a condizione che faccia riferimento a spese urgenti e necessarie per consentire l'abitabilità di un edificio da adibire ad abitazione principale. Generalmente è più facile ottenere l’anticipazione per le spese di ristrutturazione nel caso in cui il Tfr sia stato destinato ad un fondo pensione;
  • la decurtazione o estinzione del mutuo ipotecario (a condizione che il mutuo sia stato contratto per l'acquisto della prima casa di abitazione per sé e per i figli e che per l'acquisto originario non si sia ottenuta l'anticipazione del TFR);
  • le spese relative a congedi per astensione facoltativa dei genitori parentali o per malattia del bambino;
  • le spese sostenute in caso di congedo facoltativo per maternità;
  • la fruizione dei congedi per la formazione del lavoratore (conseguimento dei titoli di studio o partecipazione ad attività formative extra-aziendali).

Oltre che nelle ipotesi di cui all'articolo 2120 del Codice Civile, gli statuti delle forme pensionistiche complementari o i contratti collettivi, stipulati a livello nazionale o aziendale, possono prevedere l’anticipazione anche per le spese funerarie (coniuge, parenti entro il 2° grado, altri parenti od affini purché conviventi), le spese legali relative ad una controversia che veda come parte il dipendente oppure in caso di sfratti esecutivi non per morosità, ecc.

Anche la liquidazione viene tassata

Per l'anticipo sul TFR destinato alla previdenza complementare la tassazione funziona così:

  • per l’acquisto della casa e le altre spese l’aliquota è del 23%;
  • per le spese sanitarie l’aliquota è del 15% che si riduce dello 0,3% per ogni anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari che vanno oltre il 15esimo anno e fino ad un’aliquota del 9%.

Quando non si può ottenere l'anticipo del TFR

Non puoi ottenere l’anticipo se sei un dipendente di un’azienda dichiarata in crisi o un dipendente statale e pubblico.

Il datore di lavoro, inoltre, può legittimamente negare la tua richiesta se il numero dei lavoratori che hanno chiesto l’anticipo del TFR supera il 4% della forza lavoro o il 10% del totale dei dipendenti che ne hanno titolo.

Non si può chiedere, altresì, quando si ha una cessione del quinto in busta paga. In questo caso, infatti, il TFR è vincolato alla cessione del quinto per tutta la durata del contratto dal momento che funge da garanzia. Questo significa che la finanziaria ha facoltà di rifarsi sul TFR in caso di licenziamento e quindi di mancato pagamento della cessione del quinto.

Come fare la richiesta di anticipo TFR

La richiesta va fatta per iscritto al datore di lavoro. Questo il fac simile da utilizzare. Questo invece il modello di dichiarazione liberatoria che il datore può far sottoscrivere al lavoratore dipendente al momento della liquidazione del saldo.

In caso di decesso del lavoratore, il TFR accantonato è liquidato al coniuge, ai figli e, se erano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo. In mancanza di tali eredi, le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima.

Quale documentazione produrre

Nel caso in cui si richieda l’anticipo del Tfr per l’acquisto della prima casa di abitazione, benché l’art. 2120 del Codice Civile stabilisca tutt’altro, il lavoratore non è obbligato a documentare l’acquisto tramite l’atto notarile, ma è sufficiente che dimostri che l’operazione di acquisto è in corso di perfezionamento, ad esempio allegando il contratto preliminare di vendita o la concessione edilizia per la costruzione dell’edificio, oppure dimostrando la propria partecipazione ad una cooperativa edilizia.

Nel caso di ristrutturazione è necessario produrre un preventivo di spesa relativo agli interventi da effettuare, unitamente ai relativi permessi (se richiesti) e alla copia dell’atto attestante la proprietà dell’immobile da ristrutturare. In caso di anticipazione richiesta per interventi di ristrutturazione sulla prima abitazione dei figli dovrà essere allegato, inoltre, copia del certificato di stato di famiglia, rilasciato dal comune di residenza, attestante il rapporto di parentela.

Quanto alle spese mediche, è necessario che una struttura sanitaria pubblica rilasci un’attestazione con cui riconosca che la terapia o l’intervento sono necessari, ed accerti l’importanza e la delicatezza, da un punto di vista sanitario ed economico. È invece indifferente che il trattamento sanitario sia praticato presso una struttura pubblica a privata. Inoltre, non è necessario che il lavoratore abbia già provveduto al pagamento delle cure o che presenti fatture o preventivi.

È chiaro che, a seguito della erogazione dell'anticipo del TFR, il lavoratore dovrà consegnare al proprio datore di lavoro copia delle fatture o ricevute fiscali attestanti le spese sostenute e/o delle ricevute dei bonifici bancari attraverso i quali è stato disposto il pagamento. Dalla ricevuta deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale dell’aderente e il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Nei casi in cui la spesa per la quale è stata concessa l’anticipazione non sia più stata sostenuta o sia stata sostenuta solo in parte, oppure non sia documentata da fatture o ricevute, l’intero importo percepito, o quanto percepito in eccesso, dovrà essere restituito.

Anticipo del Tfr in busta paga

Concludiamo ricordando che da Aprile 2015 i lavoratori dipendenti del settore privato con almeno 6 mesi di anzianità possono richiedere al proprio datore di lavoro l'anticipo del Tfr direttamente in busta paga. Per maggiori informnaliamo l'articolo "Anticipo TFR in busta paga: come funziona, chi può fare domanda e come".

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