Rincari sui conti correnti: come difendersi

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Secondo uno studio condotto dall'Università Bocconi per il Corriere Economia, negli ultimi 12 mesi il costo complessivo del conto corrente è salito ancora. Pensate che per saldare la bolletta telefonica occorrono in media 3 euro, con un rialzo del 20% rispetto al 2012.

E’ cresciuto il costo relativo al pagamento della rata del prestito, passato mediamente in un anno da 1,5 a 1,75 euro (+17%), mentre la commissione per prelevare contanti allo sportello è aumentata del 33%, da 1,5 a 2 euro.

Cresciuti anche i costi dei bonifici, passando dai 3,5 euro del dicembre 2013 ai 4 euro di oggi. Perfino prelevare soldi da un Bancomat di una banca che non è la nostra costa di più: 2,10 euro, mentre un anno fa era 2 euro (+5%).

In definitiva in soli 12 mesi, il costo complessivo del conto corrente è salito in media del 5%.

Ma come ci si può difendere da questo rincaro generalizzato dei servizi bancari? L'unica possibilità è confrontare tra loro le condizioni offerte dai diversi istituti e scegliere il conto migliore, anche se ciò dovesse comportare la decisione di cambiare banca.

A tal proposito ricordiamo che la legge n. 248 del 2006 (“Bersani”) riconosce al correntista il diritto di cambiare conto corrente senza penalità e senza spese di estinzione nel caso in cui la banca modifichi unilateralmente tassi, prezzi e altre condizioni del conto in senso a lui sfavorevoli. Ma deve farlo entro 60 giorni dalla comunicazione da parte della banca. Questo il fac simile.

Naturalmente, a prescindere da qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, il correntista ha sempre la possibilità di chiudere, senza spese di chiusura, il proprio conto; anche in questo caso Moduli.it vi propone un paio di modelli:

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