Risparmio e investimenti: come tutelarsi

Le turbolenze sulle piazze finanziarie di mezzo mondo fanno preoccupare non poco i risparmiatori, che nelle ultime settimane hanno assistito passivamente ad una drastica contrazione dei capitali investiti. Poi c'è la vicenda legata alle quattro banche salvate dal governo grazie ad un apposito decreto, per effetto del quale gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati hanno praticamente subito un azzeramento dei risparmi di una vita.

E come se non bastasse dal 2016 in base alla direttiva europea 2014/59, troverà applicazione il tanto famigerato "Bail-in", una procedura che autorizza le banche a rivolgersi direttamente ai propri clienti in caso di dissesto finanziario, in particolare azionisti, obbligazionisti e correntisti. Questi ultimi non verranno chiamati in causa, nel salvataggio del proprio istituto, solo se i depositi e i conti correnti saranno inferiori a 100.000 euro. Un principio tutto sommato condivisibile, ma a patto che il risparmiatore sia stato correttamente informato sui rischi dell’investimento e sullo stato di salute della banca, così da poter prendere decisioni consapevoli sull’impiego dei propri capitali.

Ma come può un risparmiatore che decidere di investire i propri risparmi scoraggiare o neutralizzare un possibile comportamento scorretto o poco trasparente da parte della banca o dell'intermediario finanziario?

Investimenti: una corretta informazione

Una delle prime cosa da fare nel momento in cui ci si accinge a sottoscrivere un contratto di investimento è verificare che chi lo propone sia un soggetto autorizzato dalla legge. Un aspetto questo che assume una particolare rilevanza quando ad esempio si riceve a casa o nel proprio ufficio un promotore finanziario.

E’ importante poi che tu riceva dall'intermediario finanziario informazioni complete, chiare e non fuorvianti su ciò che ti viene proposto, ciò ti aiuterà a prendere decisioni consapevoli. A tal proposito devi sapere che i prodotti o servizi che ti vengono offerti devono non solo tener conto non dei tuoi obiettivi e delle tue esigenze, ma essere anche adeguati e appropriati al tuo profilo di investitore. Così se sei poco incline al rischio o se la tua esigenza è di smobilizzare a breve il capitale, la tua banca non dovrebbe mai proporti un investimento di tipo azionario.

Ricorda, inoltre, di farti rilasciare una copia del contratto sottoscritto e di ogni altra documentazione relativa all’investimento effettuato.

Recesso da un contratto di investimento

Per i contratti stipulati "fuori sede", per esempio nella tua abitazione o nel tuo ufficio, hai 7 giorni per annullare il contratto senza che ti venga addebitato alcun costo. Per le polizza vita il diritto di ripensamento viene esteso fino a 30 giorni. Per ulteriori approfondimenti puoi leggere l’articolo "Come annullare un investimento finanziario".

Come reclamare verso la banca o l'intermediario finanziario

Cosa fare nel caso in cui si dovesse subire una perdita economica derivante da operazioni di investimento (azioni, fondi comuni, polizze, gestioni patrimoniali, obbligazioni, ecc.) effettuate per il tramite della propria banca?

E’ buona norma ricordare che ogni forma di impiego dei propri risparmi ha caratteristiche particolari che vanno analizzate con cura prima di concludere un contratto di investimento. In generale devi sapere che la "redditività" di un investimento nel tempo dipende dal rischio associato all'investimento stesso, dove per rischio si intende non solo quello di non ottenere quanto preventivato, ma anche l’eventualità di poter perdere l'intero capitale investito. Più basso è il rischio, minore è il rendimento che ci si deve aspettare. Al contrario, maggiore è il rischio, più alta è la possibilità di guadagno.

Proprio perché non c’è investimento senza rischio, una delle regole fondamentali da tener presente è quella di non impegnare tutto il denaro, poco o tanto che sia, in una sola forma di investimento, ma diversificare, ossia distribuire i risparmi su più strumenti finanziari.

Ciò premesso, se hai subito una perdita del tuo capitale investito e di questo ritieni responsabile proprio la banca o l’intermediario finanziario cui hai affidato i tuoi risparmi, perché ad esempio ti è stata sottaciuta la componente rischiosa relativa al tipo di investimento proposto, puoi chiedere l’annullamento del contratto di investimento e contestualmente il rimborso di tutte le somme versate oltre il risarcimento dei danni subiti. Questo il fac simile che puoi utilizzare.

E’ bene in questi casi disporre di tutta la documentazione contrattuale e non, relativa all’investimento effettuato. Se qualcosa è andato perso o non ti è stato consegnato a suo tempo, sappi che puoi farne richiesta, anche a posteriori, inviando all’intermediario questo fac simile. Leggi in proposito "Come richiedere copia dei documenti relativi agli investimenti".

La banca avrà tempo 90 giorni per rispondere alla tua lettera. Se la risposta non arriva oppure non ti soddisfa, puoi tentare una risoluzione in via stragiudiziale della controversia rivolgendoti:

  • alla Camera di conciliazione e di arbitrato istituita presso la Consob;
  • all’Ombudsman-Giurì bancario operante presso il Conciliatore Bancario Finanziario.

Ricorso alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato presso la Consob

In questo caso per presentare l’istanza occorre prima registrarsi al sito della Camera, quindi inserire una “nuova istanza” riportando i tuoi dati personali, i dati dell’intermediario e una descrizione della controversia. Puoi anche allegare dei documenti. Al termine della procedura di inserimento e di invio dell’istanza, il sistema genererà un modulo che dovrà essere stampato, datato, sottoscritto e inviato attraverso una delle seguenti modalità:
- via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: camera@camera-consob.legalmail.it;
- via posta elettronica semplice (e-mail) all’indirizzo: camera@camera-consob.legalmail.it;
- via raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a: Camera di Conciliazione ed Arbitrato presso la CONSOB - Via G. B. Martini, 3 - 00198 Roma.

Ricorda di allegare:
- il reclamo presentato all’intermediario;
- la documentazione attestante la presentazione del reclamo;
- la risposta dell’intermediario al reclamo, se pervenuta. In assenza di risposta potrai presentare l’istanza solo se sono decorsi 90 giorni dalla presentazione del reclamo;
- la ricevuta di pagamento relativa alle spese di avvio della procedura; l’importo è di 30 euro e va versato tramite bonifico bancario intestato a: “Consob - Bonifici Altre Entrate, Via G. B. Martini 3, 00198 Roma”, presso Banca Popolare di Sondrio, Viale Parioli 39/B, 00197, Roma (Italia). IBAN: IT 88 F 05696 03225 000060000X02 - Codice BIC Swift POSOIT22;
- copia di un tuo documento di identità in corso di validità, debitamente datato e sottoscritto; ciò solo nel caso in cui tu scelga di trasmettere il tutto tramite posta elettronica semplice.

Per qualunque informazione puoi contattare il numero di telefono: 06 - 84 77 909 (attivo nell’orario: 14.30-16.30, dal lunedì al venerdì).

Ricorso all'Ombudsman-Giurì bancario

L'Ombudsman-Giurì bancario opera presso il Conciliatore Bancario Finanziario, un’Associazione senza finalità di lucro specializzata nelle controversie in materia bancaria finanziaria e societaria. Per presentare ricorso all’Ombudsman - che ricordiamo è totalmente gratuito - occorre compilare questo modello di domanda ed inviarlo mediante raccomandata con avviso di ricevimento al seguente indirizzo: Ombudsman - Giurì Bancario Via delle Botteghe Oscure, 54 00186 Roma.

Ti ricordiamo che anche in questo caso prima di ricorrere all’Ombudsman-Giurì bancario è necessario che tu abbia presentato un reclamo alla tua banca o all’intermediario finanziario e non sia rimasto soddisfatto della risposta o non abbia ricevuto risposta nei termini previsti. Hai tempo un anno dal reclamo per ricorrere.

All’Ombudsman possono essere inoltrate richieste di risarcimento danni per importi non superiori a € 100.000, anche se l’investimento effettuato può avere un valore superiore a detta cifra.

L’Ombudsman decide entro 90 giorni dalla ricezione della domanda, termine che può essere prolungato nel caso in cui si renda opportuno acquisire ulteriore documentazione.

La decisione dell’Ombudsman-Giurì bancario, mentre non vincola il cliente, è vincolante per la banca e per l’intermediario finanziario.

Ricorso alle vie legali

Se neppure il ricorso all’organismo di conciliazione ti ha soddisfatto, non resta che intraprendere la via legale. Chiaramente in questo caso occorre mettere in preventivo delle spese (processuali e legali) e sapere soprattutto che i tempi per un primo grado di giudizio non saranno brevi.

L’aspetto importante da sottolineare è che la legge prevede la cd. inversione dell’onere della prova, ossia spetta alla banca o all’intermediario finanziario dimostrare di aver agito correttamente nei confronti del cliente, di aver rispettato tutti gli obblighi che la normativa di settore pone a suo carico e di aver agito con la necessaria diligenza professionale.

Si rende infine necessaria una denuncia - querela alla Procura nel caso in cui dovessi trovarti di fronte ad un raggiro o ad una truffa perpetrata ai tuoi danni (leggi “La querela: quando e come presentarla”).

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