Sanità: come e dove presentare segnalazioni e reclami

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Se un cittadino si imbatte in ostacoli ed inefficienze che gli limitano o che gli impediscono di utilizzare al meglio l'assistenza sanitaria di cui necessita (malcomportamento di un medico o di un infermiere, interminabili liste d'attesa, sportelli chiusi, favoritismi a pazienti amici dei medici, ecc.), ha il diritto - dovere di effettuare la segnalazione all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) e/o alla direzione sanitaria della struttura. Se si desidera farlo per iscritto questo il fac simile che da utilizzare.

La segnalazione o il reclamo può riguardare diversi ambiti: sistema di prenotazione non idoneo, informazioni carenti o incomplete, carenze strutturali o di comfort, lunghi tempi di attesa per ottenere una prestazione, carenze nell’assistenza medica o infermieristica, comportamento scorretto del personale medico o del personale amministrativo, pagamento non dovuto o contestato, smarrimento radiografie o referti, diagnosi errata e contestata,  mancato rispetto della privacy, alimentazione degente inadeguata, negato accesso alla documentazione, medico non reperibile, mancato intervento chirurgico a paziente già preparato per intervento e così via.

Al cittadino dovrà essere fornita una risposta da parte dell'azienda sanitaria entro 30 giorni dalla data del ricevimento del reclamo. I reclami costituiscono per le strutture sanitarie sollecitazioni, stimoli e opportunità per il miglioramento dei servizi.

Per una maggiore efficacia dell’istruttoria, è necessario che il reclamo riporti la descrizione dell'episodio il più circostanziata possibile, ponendo chiaramente in evidenza la data e il luogo (reparto ospedaliero, unità operativa, servizio, sportello, ecc.) ove il fatto si è verificato, il personale coinvolto (medici, infermieri, segretari ...), cosa è successo esattamente e perchè, ecc.

Se il reclamo riguarda eventi riferiti o riferibili ad una terza persona, occorre che il reclamante produca anche una delega completa del consenso dell’interessato al trattamento dei propri dati personali, corredata da copia di un valido documento di identità.

Naturalmente il cittadino può anche esprimere un elogio, un ringraziamento per la qualità del servizio ricevuto sia di tipo sanitario che di tipo tecnico-amministrativo.

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47169 - F. Francesco
31/10/2016
Hò da tanto tempo la prostata ingrossata, avendo l'impegnativa del medico da mesi cerco una prenotazione decente agli ospedali, alle cliniche convenzionate. Mi rispondono minimo 6 mesi, però se a pagamento sono subito disponibili. Non credo che sia corretto, ho 67 anni, mia moglie 65 anni con esenzione E02. Anche mia moglie è malata e sono stato costretto a farla curare a pagamento con una stenosi epatica. Inoltre devo fare ancora una ecografia ecocolor-doppler più un test cardiovascolare da sforzo in pedana, ma in questo modo come posso curarmi se mi danno questi tempi? Io sono invalido civile 80% e si stanno mangiando le nostre pensioni di vecchiaia, possibile che non ci possiamo difendere?

47157 - ernesto c.
28/10/2016
Sono giorni che provo tramite CUP a prenotare una visita reumatologica con impegnativa al policlinico di tor vergata. La risposta è sempre la stessa "non ci sono liste aperte". Oggi 28/10/2016 ho chiamato la segreteria del reparto mi hanno risposto che c'è la possibilità di effettuare la visita ma a pagamento costo 300 euro. Mi chiedo perchè trovano il tempo per fare la visita a pagamento ma non lo trovano per farla con l'impegnativa? Quanta tristezza......

46979 - Stefania
18/10/2016
Buongiorno, dopo una settimana di antibiotici prescritti dal medico di base accusavo ancora un fortissimo male ad un orecchio, quindi un sabato sera mi sono recata in pronto soccorso a causa del dolore. Dopo 5 ore di attesa finalmente arriva il mio turno ed una dottoressa molto scocciata a mala pena mi guarda l'orecchio e mi congeda dopo un minuto prescrivendomi del cortisone e nemmeno una visita specialistica... in più mi fa passare come codice bianco e quindi pagare il ticket di 25€, dopo altri 6 giorni di dolore ritorno dal mio medico di base che finalmente mi prescrive una visita specialistica.. così finalmente mi diagnosticano un polipo e inizio così la cura...la domanda è "posso reclamare e non pagare il ticket?" è una questione di principio a questo punto

46547 - Redazione
08/09/2016
Jessica, le consigliamo di delegare un parente o un'amica.

46536 - Jessica
08/09/2016
Salve devo fare una visita urgente diabetologia (sono incita e mancano 13 giorni alla data presunta) mi serve l'impegnativa per l'appuntamento, ma il mio medico di base è in ferie e i sostituti mi rispondono che hanno troppi pazienti e di riprovare il giorno dopo. Cosa posso fare? Non mi sembra che per un pezzo di carta serva tutto il giorno, possibile che nelle mie condizioni non abbiano 2 minuti per un'impegnativa?

45174 - Redazione
15/04/2016
Nadia, l'ingolfamento del pronto soccorso purtroppo è un problema che affligge il 90% dei nostri ospedali. Carenza di personale e mancanza di sale appositamente attrezzate sono le principali cause. Potremmo suggerirle di presentare un reclamo alla direzione dell'Ospedale, ma con quali effetti?

45171 - Nadia B.
15/04/2016
Mi chiamo Nadia B. mi trovo dalle 11 di stamane al pronto soccorso dell'ospedale di Mondovì con codice verde. Non incolpo il personale che suo malgrado ha fatto il possibile, ma sono le 18 e so per certo che due medici forse non bastano dato il numero di pazienti e mi chiedo cosa devo fare? Non è possibile una cosa del genere. C'è qualcosa che non funziona!

40726 - Camilla
25/07/2015
Sanita' in Sicilia!! senza parole !! Si parla di prevenzione e la sanita' non ci da memmeno l'esenzione ticket, io e mio marito siamo entrambi disoccupati uno dal 2007 e l'altro dal 2009 e dicono che non ci spetta. Ma allora io mi chiedo: chi ne ha diritto! Abbiamo solo il diritto di pagare le tasse. Ma dove siamo arrivati?

40683 - Redazione
24/07/2015
Antonio, è un diritto di ciascuno di noi poter contare su un efficiente sistema sanitario, in grado di assicurare una diagnosi in tempi ragionevoli, senza dunque generare disagi e aggravamenti tra i pazienti in ordine alle patologie sofferte. Purtroppo in Italia questo diritto è sistematicamente violato. Si possono attendere 50 giorni prima di effettuare un esame, ma attenderne altrettanti per un responso ci sembra davvero incomprensibile. Provi ad esporre un reclamo alla direzione della struttura chiedendo il rimborso della tariffa pagata per l'esame.

40680 - antonio
23/07/2015
Salve, volevo sapere se qualcuno mi può aiutare. Mio padre ha fatto una gastroscopia e ci dissero che ci volevano dieci giorni, ne sono passati quasi 50 e non sono ancora pronte; ora per me le risposte non sono attendibili, cosa posso fare?

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