Trasferimento credito residuo in caso di portabilità del numero mobile

Fino a pochi mesi fa gli utenti che decidevano di cambiare gestore telefonico potevano, attraverso questo fac-simile, ottenere la restituzione del credito residuo su altra SIM dello stesso operatore, oppure tramite assegno o bonifico, inviando un'apposita raccomandata.  Non potevano, invece, trasferire tale credito presso il nuovo operatore.

Da qualche mese, grazie all’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, i consumatori possono, in sede di richiesta al nuovo gestore della portabilità del numero, specificare anche l'opzione di TCR (Trasferimento Credito Residuo), così manifestando la volontà di trasferire non solo il numero ma anche il credito.

Una volta barrata questa opzione, la procedura di trasferimento sarà integralmente gestita dal nuovo gestore e l'utente non dovrà fare altro che aspettare di ricevere l'accredito. I soldi, al netto di bonus e promozioni, dovranno essere accreditati sulla nuova sim entro tre giorni dall’avvenuto passaggio sulla nuova rete. In caso di ritardi, occorre chiedere chiarimenti al call center del nuovo operatore. Ma se il problema persiste, è meglio procedere direttamente con una comunicazione di messa diffida.

Se tale richiesta non dovesse sortire gli effetti sperati, gli utenti prima di ricorrere al giudice di pace o in tribunale, devono promuovere un tentativo di conciliazione dinanzi al Co.Re.Com. (Comitati Regionali per le Comunicazioni) della propria regione. Ad oggi i Co.Re.Com. abilitati sono quelli dell'Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Val d'Aosta, Veneto, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano.

Nell'istanza, che può essere inoltrata al Co.Re.Com mediante la compilazione del Formulario UG, devono essere indicati a pena di inammissibilità:
- nome e cognome, residenza o domicilio dell'utente;
- numero dell'utenza in caso di servizi telefonici;
- denominazione e sede dell'operatore;
- gli eventuali tentativi già esperiti per la composizione della controversia;
- le richieste dell’istante;
- i documenti che si allegano.

Dal momento della proposizione di tale istanza i termini per agire in giudizio sono sospesi, e riprendono a decorrere dalla scadenza del termine di conclusione del procedimento, che è pari a 30 giorni dalla data di proposizione dell'istanza.

Decorso il predetto termine le parti sono libere di adire l'Autorità giudiziaria. Se la conciliazione ha esito positivo è redatto un verbale di conciliazione costituente titolo esecutivo, in cui si prende atto dell'accordo. Se, viceversa, in udienza non si raggiunge l'accordo su tutti o su parte dei punti controversi, qualora per il medesimo oggetto e tra le stesse parti non sia stata già adita l'Autorità Giudiziaria, le parti congiuntamente, o anche il solo utente, possono chiedere all'Autorità Garante per le Comunicazioni una risoluzione in via extragiudiziale della controversia (art. 84 del Codice delle comunicazioni elettroniche).

L'istanza (Formulario GU14) deve essere inoltrata alla Direzione tutela dei consumatori tramite consegna a mano contro rilascio di ricevuta ovvero inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo sotto indicato, a mezzo fax al n. 0817507828 o tramite posta elettronica certificata e deve essere corredata degli stessi elementi richiesti per l'esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi ai Co.Re.Com.

La Direzione tutela dei consumatori, verificata l'ammissibilità dell'istanza, entro dieci giorni dal ricevimento della stessa invita le parti a comparire all'udienza fissata per la discussione della controversia, per la cui definizione è previsto un termine di 90 giorni dal ricevimento della richiesta. Fino a cinque giorni prima dell'udienza, le parti hanno facoltà di presentare memorie e documenti oltre che di prendere visione ed estrarre copia degli atti, con le procedure stabilite dai regolamenti dell'Autorità.

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