Voucher baby sitter, solo con procedura telematica

voucher baby sitter

Conciliare il ruolo di madre e quello di lavoratrice, si sa, non è facile, ecco perché anche nel 2016 sarà possibile richiedere gratuitamente i voucher baby sitter o quelli per l’iscrizione ad un asilo nido pubblico o privato accreditato. L’erogazione di questo contributo dura al massimo 6 mesi. Può essere richiesto solo dalle madri lavoratrici, dipendenti o parasubordinate, a patto che nel momento in cui presentano la domanda si trovino ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità e non abbiano ancora fruito di tutto il periodo di congedo parentale.

Nell’articolo: “Voucher baby sitting e asili nido: ecco come richiederli”, ci sono tutte le informazioni necessarie alle madri interessate, mentre a chi non conosce le potenzialità e la modalità di utilizzo dei voucher, consigliamo di leggere l’articolo “Voucher lavoro: cosa sono e come funzionano”.

Voucher baby sitter Inps: in cosa consiste la nuova procedura

Nel mese di Agosto 2015 l’Inps ha dichiarato che non sarebbe più stato possibile erogare ed utilizzare i buoni cartacei, che sono stati velocemente rimpiazzati dai voucher telematici, in virtù di una migliore gestione del sistema e una riduzione delle irregolarità registrate negli anni precedenti.

La procedura introdotta dall’Inps nella circolare n.75 del 6 maggio 2016 è dunque di tipo telematico e può essere intrapresa dalle mamme lavoratrici in possesso di un computer, una connessione ad internet e del Pin Inps, che consente l’accesso ai servizi erogati dall’Inps. Chi non possiede il Pin Inps (occorre disporre del Pin dispositivo) e ha necessità di richiederlo può leggere l’articolo: “Come richiedere ed utilizzare il PIN Inps”.

Diversamente ci si può autenticare tramite CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). SPID è il nuovo sistema che consente a cittadini e imprese di accedere con un unico login, dunque con un unico codice di accesso, a tutti i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti.

Se la lavoratrice madre non vuole o non è in grado di utilizzare la piattaforma web dell'Inps, può rivolgersi ad un Caf o ad un Patronato.

Voucher baby sitter 2016: ecco come richiederli online

Al contrario di quanto si possa pensare, pagare baby sitter con voucher telematici non è affatto difficile. Dopo aver effettuato l’accesso con il Pin Inps alla propria area riservata, la madre lavoratrice non deve far altro che selezionare dal menu delle funzionalità del lavoro accessorio la voce Committente/datore di lavoro.

L’Inps, infatti, configura la richiedente come un qualsiasi datore di lavoro, dato che la richiesta ha per oggetto l’assegnazione di un buono lavoro per il pagamento di una baby sitter o di un asilo nido. Una volta aperta la pagina dedicata al committente, si deve selezionare la voce "Appropriazione Bonus", di modo che l’importo per il pagamento della tata o della struttura per l’infanzia venga predisposto e reso disponibile.

In seguito la richiedente dovrà inserire alcuni dati per consentire l’avvio della pratica, ovvero:
- il codice fiscale della mamma;
- il codice fiscale del bambino;
- il numero di domanda;
- l'anno di riferimento della domanda.

Una volta terminata la procedura bisogna attendere l’invio della ricevuta che testimonia l’accoglimento della richiesta. Dal giorno in cui riceve tale ricevuta, la madre ha 120 giorni per appropriarsi del bonus. Qualora scada il termine di 120 giorni, l’Inps tradurrà la mancata appropriazione in rinuncia: la procedura verrà così bloccata e sarà necessario intraprenderla dall’inizio.

Voucher baby sitter e asilo nido: restituzione dei buoni non utilizzati

La prestazione assistenziale che consente il pagamento di baby sitter e asili nido pubblici o privati convenzionati, ha una durata massima di 6 mesi, ma non è detto che si debba usufruire del bonus per tutto il suddetto periodo. Tuttavia se la prestazione di lavoro occasionale retribuita con i voucher baby sitter dura meno di 6 mesi, la madre lavoratrice è tenuta a restituire all’Inps tutte le mensilità che non ha utilizzato entro i 24 mesi successivi.

Anche la procedura di restituzione bonus è telematica: basta accedere alla propria area riservata e selezionare la voce Committente/datore di lavoro sul menù delle funzionalità del lavoro accessorio, poi cliccare su "!Restituzione Bonus" e compilare il form con il codice fiscale della mamma, il codice fiscale del bambino, il numero di domanda e l’anno di riferimento.

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28601 - francesco mazzotta 45
28/01/2014
moduli fac simile per contratti vari

20695 - Redazione
19/01/2013
Jonathan, non sbaglia affatto, il suo meccanico avrebbe dovuto informarla del trasporto dell'autovettura presso un'altra officina. Non solo, avrebbe dovuto ricevere anche un preventivo di spesa a riguardo. Ritiri pure l'auto e si rifiuti di pagare.

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