Case popolari: come si ottengono e quando si può subentrare

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Le case popolari o alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P), sono abitazioni di proprietà pubblica che vengono concesse in affitto a canone agevolato a quelle famiglie che versano in condizioni economiche disagiate e che non sono in grado di reperire autonomamente un alloggio sul mercato libero. I criteri e le modalità con cui vengono assegnate le case popolari sono stabiliti da Leggi Regionali.

Come si ottiene una casa popolare

Per beneficiare di una casa popolare  occorre essere in possesso di determinati requisiti che variano da comune a comune: disporre di un reddito basso, essere senza fissa dimora, avere nel proprio nucleo familiare portatori di handicap, non essere proprietari di immobili, avere la residenza o svolgere l'attività lavorativa nel comune in cui si trovano le case popolari, ecc.

Le case popolari vengono assegnate mediante un bando pubblico predisposto dal Comune. Il bando viene affisso all'Albo Pretorio del Comune, pubblicato sul sito Internet ufficiale dell'amministrazione, oltre che sui vari organi di stampa locale.

Per partecipare al bando per l'assegnazione di case popolari è necessario compilare un'apposita domanda e consegnarla all'Ufficio Protocollo del Comune entro i termini indicati nel bando.

Scaduti i termini di presentazione delle domande, il Comune da avvio all'istruttoria, verificando la completezza e la regolarità delle singole domande pervenute. Contestualmente attribuisce a ciascuna domanda un punteggio provvisorio e al termine trasmette, nel termine massimo di 60 giorni dalla scadenza del bando, tutte le domande ad una speciale Commissione Consultiva per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica che procederà alla formazione di una graduatoria provvisoria.

Tale graduatoria sarà quindi pubblicata nell’Albo Pretorio del Comune, così da consentire anche a quelle famiglie che risultano escluse dall'assegnazione della casa popolare di presentare eventualmente ricorso alla Commissione.

Su Moduli.it è possibile scaricare il fac simile di ricorso avverso la graduatoria per l'assegnazione di alloggi popolari.

Nel momento in cui si conclude l'esame dei ricorsi, la Commissione pubblica la graduatoria definitiva. Naturalmente a ciascun cittadino, in relazione alla posizione raggiunta in graduatoria, viene assegnata una casa popolare che ha caratteristiche e metratura adatte alla composizione del proprio nucleo familiare.

A questo punto coloro che risultano beneficari della casa popolare, vengono convocati dall'amministrazione che ha il compito di verificare che quei requisiti previsti per l'assegnazione dell'alloggio e dichiarati sul modulo di domanda, siano effettivamente posseduti dal richiedente.

Gli esclusi dalla graduatoria permangono in lista d'attesa fino a che non si libererà una casa popolare o non se ne costruiranno delle altre.

Case popolari: quando si decade dalla graduatoria

Con il modulo di partecipazione al bando di assegnazione, il richiedente alloggio dichiara, sotto la propria personale responsabilità, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, che determinate condizioni abitative, familiari ed economiche rispondono a verità. Ad esempio dichiara che il suo nucleo familiare è composto da "x" persone, che il reddito familiare si colloca in una determinata fascia, che non risulta titolare di diritti di proprietà, usufrutto, uso ed abitazione su altri alloggi, che nel proprio nucleo familiare sono presenti portatori di handicap grave, che non ha occupato abusivamente case popolari negli anni antecedenti il bando, che vive una condizione di disagio abitativo (baracche, dormitori pubblici, ecc.) o che ha subito uno sfratto, ecc.

Per dimostrare di soddisfare tutti i requisiti dichiarati nel modulo di domanda, per i quali ha ottenuto un determinato punteggio, la persona interessata deve presentare tutti i documenti indicati nella lettera di convocazione. Qualora dovessero emergere dichiarazioni non corrispondenti al vero, il beneficiario oltre ad essere cancellato dalla graduatoria di assegnazione delle case popolari, subirebbe anche anche una segnalazione all’autorità Giudiziaria, visto che le dichiarazioni mendaci sono penalmente perseguite (art 46 e 47 DPR 445/00).

Subisce questa sorte colui che, ad esempio, ha dichiarato di non essere proprietario di alcuna abitazione, pur avendo ereditato una piccolissima porzione di una proprietà immobiliare, oppure colui che ha dichiarato di aver subito un pignoramento, ma l'abitazione non è ancora stata venduta all’asta giudiziaria.

Il consiglio, quindi, è si prestare sempre molta attenzione quando si compila un'autocertificazione. Se si nutrono dubbi rispetto a particolari situazioni, meglio acquisire ulteriori informazioni prima di sottoscrivere il modulo di domanda.

Case popolari: validità della graduatoria

La graduatoria resta valida fino alla pubblicazione di bandi di concorso integrativi, ai quali possono partecipare sia i nuovi aspiranti all'assegnazione di case popolari sia coloro che, già collocati in graduatoria, abbiano interesse a far valere condizioni più favorevoli, ad esempio perchè il reddito familiare si è ulteriormente ridotto, oppure la famiglia è diventata più numerosa e così via.

L’assegnatario di una casa popolare può naturalmente recedere in qualsiasi momento dal contratto di locazione, dandone avviso all'ente gestore almeno tre mesi prima della data di rilascio dell’alloggio (le singole leggi regionali possono prevedere termini diversi). Il recesso va comunicato per iscritto mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

Case popolari: quando è possibile subentrare

Con il decesso dell'assegnatario della casa popolare subentrano nel contratto di locazione tutti i componenti del nucleo familiare, secondo un ordine che viene definito dalla legge regionale: coniuge superstite, figli legittimi, naturali, riconosciuti ed adottivi, convivente more uxorio, ascendenti e così via. La condizione fondamentale però è che ognuno di essi possa vantare una convivenza con l’assegnatario fin dalla data di aggiudicazione della casa popolare. Da sottolineare che alcune leggi regionali prescrivono che la convivenza deve aver avuto inizio almeno due o tre anni prima della data del decesso dell’assegnatario. La convivenza deve essere dimostrata nelle forme di legge.

Per subentrare nel contratto di assegnazione di un alloggio popolare è necessario inoltrare una richiesta di voltura, ovvero una richiesta di intestazione a nome di un altro membro del nucleo familiare della concessione d'uso dell'alloggio popolare. Per richiedere la voltura del contratto di locazione è sufficiente compilare un apposito modulo. Qui trovate alcuni fac simile di richiesta subentro nell'assegnazione di una casa popolare. Questa invece la dichiarazione di decesso dell'assegnatario e di convivenza del richiedente.

La voltura del contratto di locazione per effetto del subentro nella casa popolare dei componenti del nucleo familiare, oltre che nel caso di decesso dell’assegnatario, è riconosciuto da talune leggi regionali anche in caso di abbandono della casa popolare da parte dell’assegnatario.

Case popolari: cosa accade in caso di separazione o divorzio

In caso di separazione o divorzio, l’ente gestore provvede all'eventuale voltura del contratto di locazione in favore di quel coniuge al quale il giudice ha assegnato con sentenza l’abitazione. In caso di separazione consensuale si tiene conto della volontà espressa dai due coniugi. E' importante che il coniuge assegnatario abiti stabilmente nella casa popolare.

In caso di cessazione della convivenza more uxorio, la casa popolare viene assegnata al genitore cui è stata giudizialmente affidata la prole. Dunque è lui che ha il diritto di ottenere dall'ente gestore la voltura del contratto di locazione.

Case popolari: quando è possibile un cambio

Può capitare che la casa popolare assegnata non risulti più adeguata alle attuali condizioni familiari o di salute dell'assegnatario. In questi casi è possibile richiedere un cambio dell'alloggio. Chiaramente devono sussitere valide motivazioni, come l'arrivo di un nuovo figlio, la necessità di trasferirsi per motivi di lavoro o per accudire un familiare alle prese con problemi di salute, ecc.

Il cambio di alloggio può aversi anche sulla base di un consenso reciproco tra due assegnatari di case popolari. Anche in questo caso è necessaria l'autorizzazione dell'ente gestore, che deve verificare in particolare se c'è corrispondenza tra la composizione dei nuclei familiari interessati al cambio e le caratteristiche e le dimensioni dei rispettivi alloggi.
Questo il fac simile di richiesta consensuale di scambio alloggio.

Acquisto casa popolare

Chi ottiene l'assegnazione di una casa popolare, ha la possibilità di acquisirne la proprietà dopo un certo numeri di anni di locazione. Per riscattare l'immobile occorre naturalmente rispettare le condizioni economiche previste dal bando o dalla convenzione che disciplina le locazioni delle case popolari.

E' necessario, inoltre, che nel frattempo l'assegnatario dll'alloggio non sia divenuto proprietario di altri immobili abitativi e che la casa popolare oggetto del riscatto non sia oggetto di rivendita a terzi negli anni immediatamente successivi (generalmente 5).

L'acquisto può concretizzarsi anche imputando una quota parte del canone di affitto versato mensilmente sul prezzo fissato per l'acquisto dell'alloggio, come se si trattasse di veri e propri anticipi.

Una seconda modalità di acquisto di una casa popolare è tramite un’asta, a cui chiaramente si può partecipare solo se si soddisfano i requisiti previsti per l'acquisto.

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47437 - Redazione
18/11/2016
Denise, quando dice "loro" si riferisce ai componenti della famiglia della prima moglie di suo padre presumiamo. Diciamo che avendo convissuto con vostro padre fino alla sua scomparsa, il subentro spetta senz'altro a lei. Per una conferma può rivolgersi all'ente gestore degli alloggi popolari.

47426 - Denise
18/11/2016
Salve vorrei chiedere un informazione. Vivo in una casa popolare, questa casa tempi indietro è stata assegnata a mio nonno, quando è deceduto se l'è intestata mio padre, anch'egli deceduto. Ora ce l'ha mia mamma. Mio padre ha avuto un precedente matrimonio ed è rimasto vedovo, si è quindi risposato con mia mamma. Però in questo alloggio ha convissuto solo con noi del secondo matrimonio. In caso di morte di mia mamma loro ne hanno diritto? Per cortesia aspett con ansia una vostra riposta.

47392 - Redazione
16/11/2016
Bruno, un componente del nucleo familiare può subentrare nel contratto di locazione di un alloggio popolare solo con la scomparsa dell'assegnatario.

47390 - Bruno
15/11/2016
Salve..abito in casa popolare con 2 figli oramai maggiorenni....oggi a 62 anni vorrei lasciarli x andare a convivere...premetto che son 30 anni che vivo in questa casa....la voltura e possibile? O si rischia? Grazie

47317 - Antonio
10/11/2016
Ma non riesco a prendere un appuntamento x una voltura x mia mamma deceduta.

47105 - Redazione
25/10/2016
Sauro, in caso di morte dell'assegnatario dell'alloggio, hanno diritto di subentrare nel contratto di locazione il coniuge, i figli e i parenti e i conviventi dell’assegnatario, che facciano parte del nucleo familiare originario fin dalla data di assegnazione.

47071 - Sauro S.
24/10/2016
Salve a maggio mia madre (assegnataria dell'alloggio) è deceduta, io e mio padre viviamo nella stessa casa da 18 anni (da quando ce l'hanno assegnata). Ora che mia madre e' venuta a mancare l'assegnatario della casa siamo tutti e due?

46439 - giovanna c.
31/08/2016
Buon giorno, io e mio marito siamo separati da un pò di anni, in comune ci è stata assegnata una casa popolare quando ancora si viveva assieme. Ora purtroppo ha un male incurabile e la diagnosi gli ha dato un mese di vita, posso fare la voltura dell'intestazione io ex moglie per rimanerci? Grazie.

46387 - Margherita
05/08/2016
Si può fare cambio casa da una regione all'altra

46230 - perrotta Gigliola
18/07/2016
Causa decesso della mamma ho fatto regolare domanda di voltura, accolta, durante la fase di istruttoria della pratica invece che pagare, come sempre, 41,00 euro l'istituto iacp di Salerno, inviava un importo di 139,00 euro. Io ho scorporato l'importo che pagavo 41 euro e mi hannno detto che andava bene cosi, ora mi arrivano i bollettini di luglio e agosto, luglio dovrei pagare 243.54 euro di cui 155,83 spese di istrttoria e 34,28 di IVA, il canone mensile sale da 41 Euro a 52,61 totale 243,54. Domanda: come fa l'istituto a non informare l'utente che ci sono spese aggiuntive per queste pratiche e come fanno a modificare il canone mensile sensa che ci sia un cambiamento nel reddito del 2015?

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