Cerchi lavoro? Occhio alle email truffa

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Stando alle condizioni sociali ed economiche attuali, trovare lavoro è un’operazione alquanto complessa, un argomento che ci sta a cuore e al quale abbiamo dedicato l’articolo “Dove e come trovare lavoro”. Sappiamo che il mezzo che ti aiuta maggiormente nella ricerca e nella selezione degli annunci di lavoro è la rete, grazie in particolare ai social network e ai portali dedicati al matching tra domande e offerte di lavoro. Attenzione però: se da una parte rispondere alle offerte di lavoro online è estremamente comodo, dall’altra può anche essere rischioso. Ad ogni modo non allarmarti, non è sempre così per fortuna, ma può capitare di rispondere a delle email truffa, che nascondono veri e propri tentativi di furto d’identità dietro ad annunci di lavoro apparentemente “normali”. In questo articolo cercheremo di illustrarti come riconoscere gli annunci di lavoro poco seri, focalizzando l’attenzione sui tentativi di truffa tramite email.

Email truffaldine: come riconoscerle

Riconoscere le email truffa non è difficile come sembra, occorre solo fare attenzione ai particolari. Le prime cose a cui fare caso sono l’indirizzo del tuo interlocutore e il nome dell’azienda, dell’agenzia o della società citata nell’annuncio. Se in rete è presente un’azienda col nome molto simile, che magari differisce per una o due lettere, controlla i contatti: qualora non coincidessero con l’indirizzo dal quale sei stato contattato, sospendi la conversazione, potrebbe trattarsi di un’email truffa.

Non inviare loro alcun documento, neanche una banalissima fotocopia, in quanto potrebbero farne un uso illecito. Diffida altresì da quegli annunci in cui ti si chiede di fornire la scansione del documento d’identità e il casellario giudiziale, ovvero la certificazione rilasciata dal Tribunale, che attesta eventuali condanne penali definitive o provvedimenti in materia penale, civile e amministrativa a carico di un determinato soggetto. Richiedere il certificato ha un costo abbastanza elevato (circa venti euro tra diritti di certificato e marca da bollo), per questo il mittente dell’email di lavoro truffa ti chiederà il consenso di richiederla personalmente a nome tuo. Non accettare: questa è solo una scusa per spillarti la copia del codice fiscale o della carta d’identità.

Nel caso in cui ti trovassi di fronte ad una situazione simile, sappi che è molto probabile che, dopo aver fornito i tuoi documenti e l’autorizzazione, tu non riceva più alcuna risposta in merito all’annuncio di lavoro. Questo perché l’organizzazione criminale che sta dietro questo tipo di messaggio usa gli annunci di lavoro come esche per trarre in inganno i tanti e tanti soggetti che stanno cercando un impiego e pur di trovarlo non fanno caso ai particolari che, come abbiamo detto, fanno la differenza.

In generale, è buona norma non fornire alcun documento o certificato prima di svolgere il colloquio di lavoro, dunque conoscere di persona l’addetto alle risorse umane e “toccare con mano” la realtà aziendale.

Email truffa: cosa fare

Un malintenzionato ha sfruttato la tua buona fede ed ora possiede una copia del tuo documento d’identità: cosa fare in questi casi?

In primo luogo mantieni la calma, poiché non conosci le intenzioni del truffatore, quindi se da una parte potrebbe usare i tuoi dati per compiere un furto d’identità, attivando abbonamenti o stipulando contratti di varia natura, come ad esempio intestarti una carta di credito revolving (ci auguriamo di no), dall’altra potrebbe anche non riuscire nel suo intento, essere già segnalato oppure avere scopi non necessariamente pericolosi. Certo, resta il fatto che ha messo in piedi un annuncio di lavoro truffaldino per ottenere i tuoi dati, dunque non puoi soprassedere.

In secondo luogo ti consigliamo di inviare all’indirizzo email da cui hai ricevuto la richiesta, una diffida dall’uso dei dati personali trasmessi in precedenza. Questo un fac simile di diffida da cui puoi prendere spunto e se non bastasse ti consigliamo di proporre un ricorso al Garante per la Privacy. Se l’indirizzo email venisse disattivato, riceveresti la Mail Delivery Subsystem; mentre nel fortunato caso in cui sia ancora attivo, potrai sperare in una risposta positiva da parte del tuo interlocutore.

In entrambi i casi, la cosa più furba da fare è salvare sul pc ogni singolo messaggio di quella conversazione, poiché nel caso in cui il tuo nominativo venisse utilizzato per commettere illeciti, potresti denunciare quanto accaduto e difendere la tua integrità a discapito dei truffatori.

Email truffa: a chi segnalare

Purtroppo non è possibile denunciare l’artefice del falso annuncio di lavoro e delle email truffa, in quanto il reato non è ancora stato commesso e le Forze dell’Ordine non autorizzano denunce in via preventiva; tuttavia puoi provare a segnalare quanto è accaduto alla Polizia Postale, presentando un esposto. Puoi redigere il testo basandoti su questo modello di esposto generico all’Autorità di Pubblica Sicurezza, scaricandolo gratuitamente da questo portale.

Se temi per l'utilizzo del numero del tuo documento di identità e vuoi metterti al sicuro, puoi richiedere un nuovo documento denunciandone prima lo smarrimento. A tal proposito puoi utilizzare questo modulo di denuncia smarrimento carta d’identità. Il tuo comune di residenza potrebbe essere già autorizzato al rilascio della nuova Carta d’identità elettronica, puoi verificarne l’attivazione a questo indirizzo.

Annunci di lavoro: come riconoscere i bluff

Se stai cercando un impiego da molto tempo, sicuramente avrai imparato a riconoscere quali sono gli annunci “seri” a dispetto di altri poco chiari, che spesso fungono da “specchietto per allodole” richiamando l’attenzione dei lettori con facili promesse, senza poter offrire niente di concreto. Certo è che bisogna imparare a destreggiarsi bene tra le offerte, individuando quali sono i campanelli d’allarme che identificano gli annunci di lavoro ingannevoli e viziosi. Moduli.it te ne propone 5, tienili sempre a mente la prossima volta che aprirai la pagina degli annunci lavorativi o cliccherai su un sito di marching.

1- Le aziende che pubblicano annunci di lavoro senza avere intenzione di fornire agli interessati la partita iva probabilmente hanno qualcosa da nascondere. Il candidato interessato all’offerta, che ha intenzione di inviare il curriculum vitae, deve anche poter controllare se l’azienda esiste davvero, cercandone il nominativo nel Registro Imprese della Camera di Commercio. Se non ottieni dati certi, cerca di appurare la serietà dell’azienda googlando il nome o direttamente il testo dell’annuncio: se si tratta di un lavoro-farsa sicuramente troverai qualche commento a riguardo.

2- Se il tuo papabile datore di lavoro ti chiede di anticipare soldi o di pagarti il corso di formazione congedati gentilmente e declina l’offerta: le aziende serie si occupano personalmente di preparare i loro dipendenti e i costi sono ovviamente a suo carico.

3- Non compilare moduli, non fornire credenziali o codici di accesso, non inviare scansioni o copie di documenti, certificati, attestati e così via. Il materiale potrà essere visionato dall’azienda in sede di colloquio, non prima: questo per evitare di attivare procedure illecite che hanno come fine ultimo la frode, non di certo una posizione lavorativa.

4- Presta attenzione al testo dell’annuncio: c’è una spiegazione dettagliata dell’incarico lavorativo che offre? Se mancano i riferimenti all’offerta di lavoro e non viene richiesta alcuna competenza particolare al candidato, se non la buona volontà o lo spirito di squadra, cestina pure l’annuncio poiché non ti porterà a nulla di concreto.

5- Se hai inviato la candidatura ad un’azienda, la quale ti chiede di acquistare kit dimostrativi e quant’altro, inizia a dubitare della loro serietà: come abbiamo detto anche nel punto 2 non è il lavoratore a doversi autofinanziare, bensì è l’azienda che deve equipaggiarlo adeguatamente. Qualora ciò non avvenga, è possibile che l’obiettivo primario del tuo datore di lavoro è incassare i proventi della vendita iniziale, che solitamente per il lavoratore è anche abbastanza onerosa.

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