Come affrontare un colloquio di lavoro

colloquio di lavoro, colloquio di lavoro di gruppo

Trovare lavoro è diventata una piccola e grande impresa, soprattutto da quando, per via della crisi economica, l’ambiente lavorativo e tutti i soggetti ad esso correlati sono diventati molto più selettivi e competitivi. Ai candidati non si richiede di essere dei semplici lavoratori, bensì di essere quelli giusti, perfetti per la posizione vacante ed in sintonia con i valori aziendali. Come saprai, per trovare il candidato giusto non è sufficiente sfogliare curricula, occorre anche un incontro conoscitivo durante il quale approfondire la conoscenza ed eliminare qualsiasi dubbio: il colloquio di lavoro.

Rendere il colloquio di lavoro efficace

Partiamo da un presupposto: ottenere un colloquio di lavoro è già di per sé una vittoria, in quanto sei stato selezionato tra dieci, venti, cento o mille candidature, perché l’azienda ti ritiene interessante e vuole approfondire la tua conoscenza. Sfrutta il colloquio di lavoro e le opportunità che ti offre vivendo questa esperienza con entusiasmo e positività; non vederti come un mendicante in cerca di elemosina, piuttosto come una persona che ha molto da offrire, in cambio ovviamente di uno stipendio. Se avrai fiducia nelle tue capacità apparirai più sicuro e disinvolto, rivelando i lati migliori del tuo carattere, cosa a cui i selezionatori prestano molta attenzione.

Per sostenere il colloquio di lavoro e renderlo efficace è importante prepararsi al meglio. A questo proposito ti consigliamo la lettura dell’articolo: “Curriculum vitae e colloquio: è tutta questione di marketing”.

Colloquio di lavoro: tipologie e differenze

Esistono due tipi di colloquio: quello individuale e quello di gruppo. Il colloquio di lavoro individuale è spesso definito un’intervista con due protagonisti, uno sei tu e rivesti i panni del candidato e l’altro è il selezionatore o recruiter che fa parte dell’azienda o lavora per essa. Il colloquio individuale è di tipo conoscitivo, serve cioè a conoscere meglio il candidato, ampliando le informazioni contenute nel curriculum vitae oppure mettendole alla prova, con appositi quiz e test. È molto importante inserire nel curriculum solo elementi veritieri, senza gonfiare le proprie doti o addirittura mentire su di esse: in primis non serve a niente perché prima o poi quello che sei verrà fuori, in secundis perché in sede di colloquio potresti rischiare di fare una misera figura e perdere la possibilità di ottenere il posto di lavoro. Agli errori più frequenti nei CV abbiamo dedicato l’articolo “Curriculum vitae: gli errori da evitare”.

Il colloquio di lavoro di gruppo viene convocato solitamente da grandi aziende, che devono far fronte ad un numero molto alto di candidati, quindi devono fare una scrematura fra essi sottoponendoli ad attività di gruppo per valutarne le capacità. Ricorda, quando vieni convocato per un colloquio di gruppo non devi essere nient’altro di quello che sei: vestire i panni del leader non sempre aiuta, anzi può essere addirittura dannoso. Limita l’aggressività e fai in modo di essere collaborativo, ricordandoti sempre di mettere in mostra le tue doti migliori.

Prima del colloquio vero e proprio, sia esso individuale o di gruppo, ci può essere una lettera scritta di convocazione oppure una semplice chiamata di convocazione, alla quale può seguire una seconda chiamata, una sorta di “colloquio telefonico” che alcune aziende usano per raccogliere informazioni mancanti nel curriculum - leggi “Come scrivere un curriculum vitae europeo” - oppure per valutare le tue capacità discorsive e lessicali.

Se il colloquio conoscitivo va bene, ad esso può seguirne un altro e poi un altro ancora: non spaventarti, nelle grandi aziende viene richiesto anche il parere dei dirigenti del settore nel quale hai inviato a candidatura. Ovviamente colloquio dopo colloquio sta a te capire quali sono i punti di forza e le doti a cui l’azienda è interessata: lavora su queste e mantieni la concentrazione.

Ottenere un colloquio di lavoro grazie al curriculum vitae

Per ottenere un colloquio di lavoro è essenziale presentarsi bene ai recruiters, inviando loro un curriculum vitae vincente. Sei alle prime armi e non hai mai redatto un curriculum vitae? Niente paura, nell’articolo “Come scrivere un curriculum” Moduli.it ti illustra le regole principali e ti propone diversi formati tra cui scegliere quello più adatto a te.

Per far sì che la tua candidatura non passi inosservata, cerca di immedesimarti nel soggetto che offre lavoro e cerca di capire quale tipo di persona sta cercando. A tal fine ti consigliamo di leggere “Il curriculum letto dal selezionatore”.

In allegato al curriculum deve sempre esserci la lettera di presentazione nella quale esprimere entusiasmo e propensione alla mansione per la quale ti sei candidato. Ecco come scrivere una lettera di presentazione.

Colloquio di lavoro: come affrontarlo al meglio

Il colloquio di lavoro è come un esame da superare. Il programma da preparare è la tua vita, divisa in tre macro aree: le esperienze formative, quelle lavorative e le competenze personali. Esattamente come qualsiasi altro esame, deve essere preparato al meglio, ecco quindi 10 semplici regole che ti aiuteranno a fare un’ottima figura agli occhi del selezionatore o papabile datore di lavoro. Leggile con attenzione e mettile in pratica: il risultato è assicurato.

1- Una buona presentazione. Il curriculum e la lettera di presentazione sono il tuo biglietto da visita e dicono di te molto più di quanto immagini. Esistono infatti 10 termini da evitare e 10 punti di debolezza che dovrebbero essere cancellati da tutti i curricula. Dedica del tempo alle correzioni, non te ne pentirai.

2- Conoscere il soggetto che offre lavoro. Che tipo di società è? Di cosa si occupa? È presente sul web? Cosa ha pubblicato di recente? Farsi un’idea dell’azienda nella quale andrai a lavorare è molto importante, raccogli informazioni tramite Google o i social network e usale durante il colloquio di lavoro: dimostrerai di essere davvero interessato all’impiego offerto.

3- Colloquio di lavoro = abbigliamento formale. È un binomio che non tutti riescono a comprendere, più che altro si fa difficoltà a capire che l’abbigliamento formale non è elegante, né tantomeno casual. Alle donne si sconsiglia di indossare minigonne, scollature eccessive, spacchi e tacchi vertiginosi. No al make-up pesante e provocante. Per gli uomini dipende molto dal tipo di impiego: se l’azienda è una multinazionale si consiglia un completo, anche se la cravatta non sempre è necessaria, mentre se si tratta di una realtà medio-piccola e legata al territorio ci si può presentare anche con pantalone e camicia. L’importante è avere cura di sé stessi, essere ordinati e puliti.

4- Prepara una cartella contenente il tuo cv, tutti i documenti richiesti e una copia degli attestati che hai preso nel tempo: corsi e certificazioni in lingua straniera, attestati di partecipazione a corsi specifici, come quello sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e così via. Anche precedenti progetti di lavoro, articoli scritti, campagne pubblicitarie e simili possono aiutarti ad avvalorare la tesi che esponi e faranno colpo sul tuo intervistatore.

5- Precisione e puntualità. Due elementi che non è possibile trascurare. Inizia facendo molta attenzione all’ora e al luogo dell’appuntamento, calcola il percorso e le tempistiche per raggiungerlo, soprattutto se abiti in una grande città o devi percorrere parecchia strada per giungere a destinazione. Al colloquio di lavoro si arriva sempre 10 minuti prima dell’orario che ti hanno comunicato: arrivare in anticipo è importante, denota il tuo interesse per l’incontro. Attenzione però: arrivare più di dieci minuti prima denota ansia e preoccupazione, due fattori che ti svantaggiano in partenza. Qualora dovessi rimandare il colloquio di lavoro, manda una mail qualche giorno prima oppure fai una telefonata e chiedi se è possibile posticipare l’incontro.

6- Arrivo nella sala d’attesa. Sei arrivato in anticipo e ti fanno accomodare per qualche minuto, questo non vuol dire che non hai gli occhi puntati addosso, anzi. Approfitta del momento per fare una buona impressione: sii gentile e leggi qualcosa di impegnato, come Focus, Panorama, L’Espresso, Il Sole 24 Ore o i quotidiani che mettono a disposizione. Se ci sono piccoli dossier inerenti all’azienda, prediligi quelli ed approfitta per studiare ancora un po’. Prenditi del tempo per te, cerca di scacciare l’ansia e pensa positivo. Bada bene: devi essere solo, amici e parenti non devono accompagnarti: pregiudicherebbero la tua maturità e professionalità.

7- Il colloquio vero e proprio. Quanta preparazione per arrivare a questo momento, il tuo momento, quello in cui devi dare il massimo. Sorridi e stringi la mano a chi ti sta di fronte, salutandolo con garbo e professionalità. Mantieni un tono di voce medio e siediti composto. Cerca di essere sciolto ma non eccessivamente disinvolto, come? Guarda negli occhi chi ti sta parlando e non interromperlo. Quando ti verrà posta una domanda, prepara con cura la risposta e cerca di esporti al meglio. Rispondi senza fretta, l’importante è non essere prolissi ma neanche monosillabici. Se ti viene chiesto qualcosa di inerente al tuo curriculum rispondi con chiarezza e se il tuo interlocutore non ne è provvisto, porgigliene una copia o amplia la tua risposta consegnandogli un dossier specifico o degli attestati particolari. Studia le espressioni di chi ti sta di fronte e cerca di capire a cosa è interessato, proietta l’interesse sulla tua figura professionale e trova i punti di forza che possono aiutarti ad ottenere un secondo colloquio. Se stai facendo un colloquio per cambiare lavoro ricorda di non criticare mai colleghi e datore, spiega la motivazione generale che ti spinge a voler lasciare la tua posizione attuale senza lasciar trasparire i sentimenti, specie se negativi. In più cerca di fornire indicazioni dettagliate sulla tempistica entro la quale saresti disponibile e pronto a cambiare materialmente impiego.

8- Il selezionatore antipatico. Questa è una figura sempre meno rara nel panorama lavorativo attuale. Spesso e volentieri è solo una sensazione personale, anche se a volte le aziende usano l’avversione come arma per conoscere le capacità del candidato in situazioni di stress e disagio. Rimani calmo e sorridi, questo atteggiamento può fare la differenza. Se ti viene posta una domanda alla quale non sai rispondere, evita di fare giri di parole e ammetti di non sapere, mentre se ti viene posta una domanda personale hai due possibilità: o scegli di essere vero e sincero, o scegli di dire quello che l’azienda vuole sentirsi dire da te. Questo è mentire? Non per forza, nella vita solo gli sciocchi non cambiano mai idea.

9- Aspettare una risposta. Dopo un colloquio di lavoro è normale ricevere una risposta dall’azienda, sia positiva che negativa. Alla fine dell’incontro chiedi quanto tempo l’azienda impiegherà ad inviarti un feedback. Qualora non vengano rispettate le tempistiche azzarda una telefonata, ricorda di non temere le risposte negative, anzi, fatti spiegare perché il tuo profilo non è stato scelto: da queste informazioni potrai trarre vantaggio nei prossimi colloqui. Qui puoi trovare alcuni fac simile di lettera di assunzione a seguito di un colloquio.

10- Apri più porte contemporaneamente. Se stai cercando lavoro, cerca di inviare curricula a più aziende nello stesso momento: questo ti aiuterà ad ampliare la tua esperienza e ti permetterà di correggere in breve tempo gli errori commessi in precedenza. Più esperienze farai e più acquisirai sicurezza in te stesso e padronanza delle situazioni, inoltre l’attesa del feedback da parte dell’azienda sarà più sopportabile e le eventuali delusioni graveranno meno sul tuo umore.

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