Danno da vacanza rovinata: come chiedere il risarcimento

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Un monolocale senza finestre invece di una terrazza sul mare? Rumori o situazioni igieniche intollerabili? Totale assenza di spettacoli e manifestazioni come invece riportato sul catalogo? Cibo di pessima qualità? Escursioni senza l'assistenza di una guida turistica? Una modesta pensione invece di un hotel a 5 stelle?

Diritto al risarcimento del danno

E' bene sapere che il D.Lgs. 79/2011, cosiddetto "Codice del Turismo", prevede una tutela specifica in favore del turista che non abbia potuto godere della vacanza a causa di disservizi imputabili all'organizzatore del viaggio (il tour operator) o al venditore dello stesso (l'agenzia di viaggi).

In particolare in questo articolo faremo espresso riferimento ai "pacchetti turistici" (art. 34), che hanno ad oggetto le vacanze tutto compreso, i viaggi itineranti, le crociere turistiche, risultanti cioè dalla combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario: trasporto, alloggio, servizi turistici non accessori a trasporto e alloggio.

In linea generale in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico rispetto agli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati, il tour operator o l’agenzia viaggi sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità (art. 43).

Il risarcimento è dovuto anche nel caso in cui la responsabilità è da attribuirsi ad uno dei soggetti prestatori dei singoli servizi compresi nel pacchetto (ad es. l’albergo, la compagnia aerea, ecc.). Naturalmente è nel diritto del tour operator o dell’agenzia viaggi rivalersi nei confronti dei terzi prestatori dei servizi responsabili dell’inadempimento che ha cagionato danni al turista.

Danno da vacanza rovinata

L'art. 47 del Codice del Turismo stabilisce anche che nel caso in cui l’inadempimento o l'inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza, il turista può chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al “tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta”.

Si tratta, in altri termini, del cosiddetto “danno da vacanza rovinata”, che si sostanzia nel disagio, nello stress e nella stanchezza subiti dal turista per non avere potuto godere pienamente della vacanza come occasione di svago e di riposo magari dopo un anno di intenso lavoro o di studio.

In buona sostanza nel danno da vacanza rovinata sono risarcibili due voci di danno:
- danno patrimoniale per tutti gli esborsi economici sostenuti;
- danno esistenziale o morale.

Tempi e modalità per presentare il reclamo e richiedere il risarcimento dei danni

E’ importante che il turista contesti immediatamente la mancata o l'inesatta esecuzione del contratto, anche nel corso del viaggio.

Se questa strada è stata percorsa senza risultato, il turista può sporgere reclamo, mediante l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, all'organizzatore o all'intermediario, entro 10 giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza. Questo il fac simile da utilizzare.

Si raccomanda di allegare ogni documentazione utile per dimostrare i disservizi subiti: testimonianze scritte, fotografie, filmati, certificati medici, copia del contratto, ricevute e scontrini per pagamenti extra, ecc.

Ricorso alla conciliazione e a Giudice di Pace

Se questa via si rivela inutile, il turista può tentare una risoluzione bonaria tramite la conciliazione paritetica, istituita tra alcune associazioni dei consumatori e quelle di categoria, oppure ricorrere all'arbitrato presso la Camera di Commercio della provincia in cui risiede.

In alternativa, può ricorrere al Giudice Pace se la pretesa risarcitoria non supera la somma di € 5.000,00. In caso contrario la competenza passa al giudice ordinario. Dal punto di vista della competenza territoriale, il Foro di competenza è quello di residenza del turista.

Il turista ha tempo un anno dal rientro dal viaggio (per danni diversi a quelli alla persona) e tre anni per danni alla persona, per intentare la causa per i danni derivanti dall’inadempimento o inesatta esecuzione della prestazione. Se però l’inadempimento attiene il servizio di trasporto, il termine di prescrizione è di 18 o 12 mesi a seconda se si tratta, rispettivamente, di danni alla persona o alle cose.

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15305 - anna
20/07/2009
Vorrei segnalare che l'anno scorso ho pagato alla agenzia Gattinoni di Cassina de' Pecchi un pacchetto vacanza a Kos, comprendeva pernottamento e prima colazione a buffet. Poichè io alcuni alimenti non li posso proprio mangiare mi sono fatta assicurare che la colazione fosse proprio a buffet e il Tour Operator Columbus ha confermato alla agenzia che era così: come del resto risultava sul loro catalogo (e risulta anche sul catalogo di quest'anno). Quando ho constatato che la colazione NON ERA A BUFET ho subito avvisato l'assistente locale che non ha potuto fare nulla poichè il titolare dell'albergo ha detto che da lui la prima colazione NON E'mai stata a buffet!!! Appena tornata dal viaggio ho fatto presente l'inconveniente alla Columbus con raccomandata. Non mi hanno mai risposto, hanno risposto all'agenzia dicendo che non intendevano rimborsare la cifra da me richiesta che copriva quanto da me speso per fare una colazione alternativa. L'agenzia mi ha scritto che non mi dovevo lamentare visto che è ancora meglio essere serviti al tavolo... Ho lasciato perdere perchè so che se non si ricorre ad un avvocato la controparte può NON presentarsi al Giudice di Pace e non gli succede nulla e di anticipare i soldi ad un avvicato non le lo posso permettere. Morale: fare pagare tutto prima di averne usufruito è una grande fregatura e non trovo giusto che l'agenzia a cui ho dato fisicamente i soldi dica che è solo intermediario e non può fare nulla.

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