Ecobonus caldaie: in cosa consiste e come benecifiarne

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Si avvicina l’inverno e presto dovremo riaccendere i riscaldamenti, meglio dunque non farsi cogliere impreparati e provvedere per tempo alla manutenzione ordinaria della caldaia. Se la tua risale ormai a molti anni fa, potresti valutare l’ipotesi di una sua sostituzione con una caldaia più innovativa e dalla resa migliore, come ad esempio quella a condensazione, che consente di risparmiare energia, abbattere il costo della bolletta e salvaguardare l’ambiente. Tra l’altro l’installazione di caldaie di questo tipo è fortemente incentivata dallo stato italiano attraverso la concessione di forti detrazioni fiscali da far valere in sede di dichiarazione dei redditi (leggi "Le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica"). Ma vediamo in particolare in che cosa consiste l'ecobonus caldaie.

Ecobonus caldaie 2016

Se hai deciso di sostituire la caldaia o l'impianto di climatizzazione invernale della tua abitazione ti consigliamo di approfittare di questo momento: fino al 31 Dicembre 20176, infatti, potrai usufruire della detrazione fiscale del 65% sulle spese sostenute con un valore massimo della detrazione pari a 30.000 euro (tetto massimo di spesa pari a 46.153 euro).

Dal 1° gennaio 2018, a meno di interventi del Governo nel corso del prossimo anno, l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie (36%). Leggi in proposito l’articolo “Ristrutturazioni edilizie: come fruire delle agevolazioni”.

Attenzione: per beneficiare della detrazione del 65% vale il principio di cassa, ovvero fa fede non la data della sostituzione della caldaia, tantomeno quella della fattura bensì la data del bonifico. Questo significa che i pagamenti dovranno essere effettuati tutti entro e non oltre il 31.12.2016.

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società), da ripartire in dieci rate annuali di pari importo.

Chiaramente è possibile fruire dell’agevolazione nel limite dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In altri termini se l’importo della detrazione supera l’ammontare dell’imposta, la differenza non può essere chiesta a rimborso.

Ecobonus caldaie: per quali impianti

L’Agenzia delle Entrate e l’Enea hanno ampliato la platea degli impianti detraibili. In pratica puoi beneficiare dell'ecobonus caldaie e quindi della detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, in caso di sostituzione di un impianto esistente con i seguenti:

  • caldaia a condensazione (con termoregolazione del calore);
  • caldaia a biomassa (stufa a pellet, cippato o legna);
  • impianto di riscaldamento con sistema a pompa di calore ad alta efficienza;
  • apparecchio di riscaldamento localizzato a energia radiante (solo se stabile e di potenza nominale superiore ai 10 kW): stufe catalitiche o elettriche radianti.

Non rientrano, dunque, nell’agevolazione del 65% le caldaie tradizionali, per le quali si può beneficiare della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie (50%). Maggiori dettagli sugli impianti ammessi sono reperibili sul sito dell’Enea (www.enea.it).

Va detto che tra le spese detraibili è possibile considerare non solo l'acquisto dell'impianto, ma anche la sua posa in opera, lo smontaggio e la dismissione della vecchia caldaia e perfino le opere idrauliche e murarie necessarie.

Attenzione, si parla di sostituzione, integrale o parziale, di un impianto di climatizzazione invernale esistente, il che significa che non è agevolabile l’installazione di un sistema di climatizzazione invernale in un edificio che ne era sprovvisto.

Ecobonus caldaie su edifici esistenti

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che la sostituzione dell’impianto sia eseguita su un edificio esistente, di qualunque categoria catastale, inclusi quelli utilizzati per l’attività d’impresa o professionale. La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita dalla sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’Imu, se dovuta. Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

Qualora si provvedesse all’installazione di un nuovo impianto centralizzato di climatizzazione invernale in un edificio in cui non tutti gli appartamenti hanno il riscaldamento, la detrazione non sarebbe riconosciuta sull’intera spesa bensì pro-quota sulla parte di spesa imputabile alle unità nelle quali tale impianto era presente.

Ecobonus caldaie: chi può usufruirne

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento. In particolare, sono ammessi all’agevolazione: persone fisiche, esercenti arti e professioni, società, associazioni tra professionisti, ecc..

I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione solo se i fabbricati sono utilizzati per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.

Ecobonus caldaie: adempimenti necessari

Va detto che per le caldaie a condensazione (e per le pompe di calore) di potenza inferiore a 100 kW non è necessaria l'asseverazione di un tecnico, visto che è sufficiente conservare il certificato del produttore della caldaia. Così come non è più richiesta (dal 15 agosto 2009 ) la presentazione dell’attestato di qualificazione energetica.

Occorre invece trasmettere telematicamente all'ENEA (questo l’indirizzo) il cosiddetto "Allegato E", una scheda descrittiva relativa all'intervento effettuato. Tale invio telematico va effettuato entro 90 giorni dalla data di fine lavori.

Per fruire dell’agevolazione fiscale, inoltre, non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, del comune o della Asl.

A sostituzione avvenuta occorre innanzitutto farsi rilasciare la fattura che deve essere intestata al soggetto che fruisce della detrazione. Il bonifico va fatto utilizzando un apposito modello reperibile in ogni banca; sul nostro portale trovate a titolo esemplificativo un modello di bonifico bancario per ristrutturazioni edilizie. In particolare nel modulo di bonifico devono risultare:
- causale del versamento “Intervento di risparmio energetico - detrazione 65% ai sensi dell'art. 1, comma 347 Legge 296/2006";
- codice fiscale del soggetto che paga;
- codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
- dati relativi alla fattura.

Al momento del pagamento (bonifico), da parte del contribuente che intende avvalersi della detrazione, le banche e le Poste Italiane devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Dal 1° gennaio 2015 la ritenuta è pari all’8%.

Tutta la documentazione dovrà essere conservata con cura perché potrebbe essere richiesta dagli uffici finanziari che controllano le dichiarazioni dei redditi.

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46941 - andrea p.
17/10/2016
Buongiorno se io acquisto una stufa a pellet per mia madre che abita presso un'altra abitazione posso recuperare in sede di dichiarazione dei redditi la detrazione decennale del 65%?

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