Il procacciatore d'affari: aspetti contrattuali e fiscali

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Il procacciatore d'affari è una figura professionale per certi versi molto vicina a quella dell'agente, visto che entrambi si adoperano per favorire la conclusione di contratti in favore della propria impresa. Tuttavia ciò che caratterizza l'attività del procacciatore d'affari rispetto a quella dell'agente (leggi "Il contratto di agenzia") è la sua saltuarietà ed occasionalità oltre che l'assenza di subordinazione. Nel prosieguo cercheremo di approfondire taluni aspetti di questa particolare figura.

Procacciatore d'affari: chi è

Il "procacciatore d'affari" è colui che riceve da un’impresa, senza divenirne dipendente né subirne il potere di direzione, l’incarico di promuovere affari in suo nome. In altri termini l'attività di procacciatore d'affari consiste nel segnalare all’impresa preponente l’opportunità di stipulare contratti, acquisire ordini e più in generale di concludere affari, senza condurre direttamente le trattative. Tale attività viene esercitata senza alcun vincolo di stabilità.

Il procacciatore d’affari può svolgere la propria attività per conto di uno o più imprenditori, senza dunque essere sottoposto ad alcun vincolo di esclusiva, elemento questo che invece caratterizza il rapporto di agenzia. Inoltre il procacciatore d’affari, a differenze dell'agente, normalmente non svolge la sua attività in una determinata zona di riferimento.

Il procacciatore d'affari è retribuito a provvigione ma, diversamente dall’agente/rappresentante di commercio, non gli è dovuto alcun compenso per gli affari che non abbia procacciato direttamente.

Procacciatore d'affari: aspetti fiscali

Il procacciatore d'affari può svolgere il proprio lavoro sia in forma occasionale o continuativa. In quest'ultimo caso deve necessariamente munirsi di una partita IVA e attenersi a tutti gli obblighi previsti dalla normativa fiscale nei confronti di chi fattura annualmente più di 5.000 euro: tenuta della contabilità, assogettabilità dei poventi maturati all’IVA e così via. Dovrà altresì provvedere al versamento dei contributi previdenziali presso la gestione separata dell'Inps, con con contributi a carico del committente per 2/3 e per 1/3 a carico del procacciatore.

Al contrario con un'attività svolta in maniera occasionale, il procacciatore d'affari non hal'obbligo della partita iva, non è sottoposto agli studi di settore, può non ricorrere all'assistenza di un commercialista e soprattutto non è tenuto al versamento dei contributi previdenziali. Per le provvigioni maturate può limitarsi ad emettere delle semplici ricevute con ritenuta d'acconto del 23% sul 50% della provvigione (si applica una marca da bollo se l’importo è superiore a 77,47 €). Su Moduli.it è possibile scaricare gratuitamente un fac simile di ricevuta per procacciatore d'affari occasionale.

Dal fatturato prodotto, il procacciatore d'affati può dedurre tutte quelle spese sostenute per la gestione dell'attività: spese di cancelleria, spese per l'acquisto di un notebook, spese di telefonia, carburante, spese di rappresentanza, ecc.

Contratto di procacciatore d'affari

Il contratto di procacciamento d'affari è un contratto atipico, in quanto non espressamente previsto e disciplinato nell'ordinamento contenuto nel Codice Civile. Ti offriamo un fac-simile di contratto. Questo invece un fac simile di lettera d'incarico per procacciatore d'affari.

Al contratto di procacciamento d'affari non può essere applicata la normativa prevista in tema di agenzia che, come abbiamo detto, presuppone il carattere della stabilità del rapporto. Questo significa per esempio che le norme relative al preavviso e all’indennità in caso di cessazione del rapporto non trovano applicazione nel contratto di procacciamento d'affari. La non applicabilità di quelle norme previste a tutela dei diritti degli agenti, è il motivo per cui questa figura commerciale risulta particolarmente ricercata dalle imprese, che in questo modo possono fruire di non pochi risparmi in termini di costi ed adempimenti. Basta consultare un qualsiasi sito di annunci di lavoro per verificare come il procacciatore d'affari sia richiesto da azienda che operano nei settori più disparati: sistemi antifurto e videosorveglianza, telefonia, energia, informatica, prodotti alimentari, auto, ecc. Attenzione perchè i procacciatori d'affari non possono esercitare l'attività di mediazione immobiliare.

E' importante specificare sul contratto che il procacciatore d'affari non ha alcuna rappresentanza dell'azienda e che per questo motivo non può in alcun modo provvedere alla conclusione del contratto. L'unico suo compito è quello di segnalare i clienti e/o comunicare un eventuale ordinativo raccolto. Sarà poi l'azienda che avrà il compito di valutare ed eventualmente perfezionare l'accordo contrattuale con il cliente. Così come i prezzi e le condizioni di vendita sono stabiliti dall'azienda e il procacciatore d'affari non ha alcuna facoltà di concedere ad esempio sconti o dilazioni di pagamento.

Per quanto riguarda l'ambito territoriale l'attività non viene delimitata in funzione di una specifica area, con la conseguenza che il procacciatore d'affari potrà esercitare il proprio lavoro in tutte le zone e/o territori che riterrà opportuno. Inoltre nello svolgimento della propria attività il procacciatore d'affari gode di piena autonomia e può organizzarsi il lavoro nel modo che ritiene più opportuno, non essendo assoggettato ad alcun vincolo di dipendenza e/o di stabile collaborazione nei confronti della ditta per la quale lavora.

Altresì sul contratto deve essere riportato che non è riconosciuta alcuna esclusiva a favore del procacciatore, il quale potrà trattare e/o commerciare anche prodotti di altre imprese. Spesso però viene imposto al procacciatore un obbligo di non concorrenza, per effetto del quale si impegna a non svolgere attività per conto di aziende che trattano prodotti del tutto simili a quelli dell'azienda mandante.

Così come è importante indicare l'entità della provvigione riconosciuta al procacciatore d'affari. Si tratta di in una percentuale sul prezzo di vendita dei beni oggetto del contratto e normalmente varia in funzione del fatturato. Tale provvigione viene riconosciuta nel solo caso in cui l'azienda abbia concluso l'affare e il cliente abbia regolarmente pagato il corrispettivo riportato in fattura. La provvigione viene calcolata al netto di sconti e di ogni altro onere gravante sulla vendita.

Poichè il procacciatore d'affari svolge l'attività in maniera autonoma, è tenuto a far fronte personalmente a tutte le spese che essa comporta: dalle spese di acquisto e gestione dell'autoveicolo a quelle di vitto e alloggio, dai  costi di telefonia e comunicazione a quelli per pubblicità e promozione.

Estremamente importante è anche l'inserimento in contratto della clausola di riservatezza, per effetto della quale il procacciatore d'affari assume l'obbligo di mantenere riservata ogni notizia di cui dovesse venire in possesso: lista dei clienti e/o dei fornitori dell'azienda, le politiche di prezzo, le strategie commerciali, ecc.

Se il rapporto cessa per un qualunque motivo, il procacciatore d'affari ha l'obbligo di:
- restituire immediatamente all'azienda tutto il materiale promozionale e contrattuale in suo possesso, i prodotti in suo possesso, le eventuali somme di denaro anticipate dai clienti, ecc.
- collaborare con l'azienda per la conclusione di quelle trattative che lui stesso ha ancora in corso con clienti o potenziali clienti.

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16619 - luigi
29/03/2012
fatto bene, bravi....

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