Divieto di fumo: cartelli e moduli

Con la Legge 3/2003 (art. 51: "tutela della salute dei non fumatori"), entrata in vigore nel Gennaio 2005, l'Italia è stato il primo paese in Europa ad introdurre il divieto di fumare nei locali chiusi, sia pubblici che privati (scuole, ospedali, uffici della Pubblica Amministrazione, taxi, metropolitane , treni, sale di attesa di aeroporti, stazioni ferroviarie, ristoranti, bar, pizzerie, discoteche, sale giochi, alberghi, palestre, parrucchieri, banche, studi professionali, supermercati, ecc.). Le uniche eccezioni riguardano le residenze private e i locali idonei per i fumatori.

Ai fini dell'osservanza del divieto devono essere esposti cartelli recanti la scritta «VIETATO FUMARE», integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cui compete accertare le infrazioni.

Nelle strutture con più locali, oltre al cartello citato, da situare nei luoghi di accesso o comunque di particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la sola scritta «VIETATO FUMARE». Come detto il cartello deve essere affisso sia negli uffici pubblici che nei locali e strutture private.

Nel caso degli uffici pubblici il soggetto cui spetta la vigilanza viene individuato formalmente dal dirigente della struttura e a lui compete l'accertamento e la contestazione dell'infrazione, oltre che alle autorità competenti.

Nelle strutture private il soggetto cui spetta la vigilanza è il conduttore del locale o un suo delegato. In questo caso però l'accertamento e la contestazione dell'infrazione spetta unicamente a Polizia amministrativa, Guardie giurate, se previsto da contratto, Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Questo invece il fac simile con cui si delega una persona ad esercitare le funzioni di addetto alla vigilanza sull’osservanza dell'applicazione del divieto di fumare. 

In caso di violazione del divieto di fumo la sanzione amministrativa va da un minimo di euro 27,50 ad un massimo di euro 275,00. La suddetta sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna incinta, di lattanti o di bambini fino a 12 anni.

Questo il fac simile del verbale di accertamento.

I soggetti incaricati di far rispettare l'osservanza del divieto, che non ottemperino ai loro doveri, sono soggetti al pagamento di una somma da euro 220 a euro 2.200; tale somma viene aumentata della metà nelle ipotesi che gli impianti di condizionamento non siano funzionanti o non siano condotti in maniera idonea o non siano perfettamente efficienti.

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