Rottamazione cartelle: quali benefici e modalità di adesione

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Per i contribuenti italiani finalmente una buona notizia che arriva dal fisco. Infatti grazie alla Legge 193 del 2016, per molti di loro ci sarà l'opportunità di conseguire un risparmio non trascurabile con la rottamazione cartelle emesse da Equitalia. Si tratta di una vera e propria sanatoria voluta dal Governo, che consentirà a cittadini, professionisti ed imprese di estinguere il debito maturato con il fisco evitando di pagare sanzioni e interessi di mora.

Chiaramente la manovra produrrà degli effetti positivi anche per le casse dello Stato: secondo alcune stime si parla di circa 300 milioni nel 2017 e addirittura 1.100 milioni nel 2018. Del resto la decisione di azzerare le pendenze con i contribuenti e dar vita ad un nuovo rapporto era in qualche modo una decisione attesa da parte del Governo, visto che una percentuale importante delle cartelle emesse da Equitalia, per un controvalore di 841 miliardi di euro, oggi risulta di difficile riscossione perchè i debitori sono nullatenenti, falliti o addirittura morti.

Quello della rottamazione cartelle è da collocare nel quadro di un intervento più ampio voluto dal Governo e che vede l'affidamento dell'attività di riscossione dei tributi da Equitalia a Equientrate, un nuovo istituto controllato direttamente dall'Agenzia delle Entrate e sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

In questo articolo vedremo nello specifico quali cartelle esattoriali rientrano nel provvedimento e soprattutto come fare per aderire in concreto alla rottamazione cartelle.

Rottamazione cartelle: in cosa consiste

La prima cosa da dire è che la rottamazione riguarda tutti i ruoli affidati a Equitalia, le cui cartelle risultano notificate tra il 2000 e il 2016. Questo significa che chi ha ricevuto o riceverà un “avviso bonario”, ad esempio dall’Agenzia delle Entrate, non potrà beneficiare della rottamazione cartelle, per il semplice fatto che quel debito non risulta ancora iscritto a ruolo e come tale la sua riscossione non è stata ancora affidata a Equitalia.

Potranno beneficiare della rottamazione cartelle anche quegli enti locali che non si affidano ad Equitalia per la riscossione delle somme non pagate dai contribuenti.

Deve essere chiaro che il contribuente che ha ricevuto una cartella esattoriale per non aver versato l’Irpef oppure i contributi previdenziali o il canone Rai e che decide di aderire alla sanatoria, non si vedrà annullare il debito maturato con il fisco, ma avrà la possibilità di pagare l’importo residuo delle somme inizialmente richieste da Equitalia senza corrispondere sanzioni e interessi di mora. Un risparmio che è tanto più consistente quanto più vecchia è la cartella; addirittura per ruoli emessi nel 2002 il risparmio potrebbe superare il 50% dell’importo dovuto.

Sarà, invece, dovuto il pagamento di tutte le altre spese e cioè l'aggio, le spese di notifica della cartella, gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo e le spese per le procedure esecutive.

Anche per le multe stradali non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

L’importo ridotto delle sanzioni e degli interessi potrà essere pagato in un’unica soluzione oppure in forma dilazionata fino ad un massimo di cinque rate, rispettando le date di scadenza riportate sulla comunicazione inviata da Equitalia e sui relativi bollettini di pagamento. Il 70% dell’importo dovuto dovrà essere pagato entro il 2017, mentre il restante 30% dovrà essere corrisposto entro l'anno 2018. Questo è un aspetto da non trascurare, in quanto per debiti particolarmente consistenti potrebbe risultare particolarmente gravoso assicurare il versamento del 70% dell'importo in un solo anno e comunque in 5 rate complessive. Come dire, se già era un'impresa difficile pagare in 48 o 72 rate, adesso si è sicuri di riuscirci in 2, 3 o 5?

Può chiedere la rottamazione cartelle anche chi ha già in corso un piano di rateizzazione con Equitalia, a patto di pagare integralmente le rate in scadenza fino al 31 dicembre 2016. Le sanzioni e gli interessi già pagati naturalmente non potranno essere recuperati.

Perfino chi ha un contenzioso in corso con Equitalia può chiedere la rottamazione cartelle, ma anche in questo caso ad una condizione: che dichiari di rinunciare ad eventuali contenziosi relativi alle cartelle interessate dalla rottamazione.

Rottamazione cartelle: come aderire

Per chiedere la rottamazione cartelle occorre servirsi di un apposito modulo predisposto da Equitalia: la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, disponibile sul nostro sito, su quello ufficiale di Equitalia e presso tutti gli sportelli dell’Agenzia di riscossione.

Il modulo, debitamente compilato in ogni sua parte, può essere consegnato ad uno degli sportelli Equitalia presenti sul territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia), oppure inviato alla casella e-mail o PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione SpA di riferimento. L’elenco delle e-mail/PEC è pubblicato a pagina 4 del modulo della dichiarazione di adesione. Si rammenta che in caso di invio della richiesta tramite e-mail/PEC è necessario allegare anche una copia del documento di identità. Attenzione perché si tratta di email/PEC esclusivamente dedicate alla ricezione delle dichiarazioni di adesione alla definizione agevolata, per cui si raccomanda di non inoltrare a questi indirizzi richieste di chiarimenti o altro genere di domande.

Qualunque sia la modalità di consegna scelta è importante che la domanda venga presentata entro e non oltre il 31 Marzo 2017.

Ricevuta la domanda da parte del contribuente, Equitalia comunicherà - entro il 31 Maggio 2017 - l’importo delle somme dovute e la scadenza delle eventuali rate, inviando i relativi bollettini di pagamento.

Una volta che la richiesta di adesione alla sanatoria è stata approvata e che il contribuente ha ricevuto i bollettini di pagamento, è quanto mai importante rispettare le scadenze e pagare per intero gli importi fissati da Equitalia. Chi non lo fa perde i benefici previsti dal decreto per la rottamazione cartelle. Gli eventuali versamenti effettuati dal contribuente saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.

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47388 - Redazione
15/11/2016
Fabrizio, si riferisce alla rottamazione? Se si, la risposta è affermativa, ma rispetto alla multa deve aver ricevuto una cartella da Equitalia o da un altro ente delegato dal comune alla riscossione; il semplice verbale di per se non è sufficiente ai fini della rottamazione.

47378 - Fabrizio
15/11/2016
Buongiorno, per un avviso di pagamento su una multa stradale emesso dal comune di Milano valgono le stesse regole che sono in vigore per le cartelle di Equitalia? Grazie Fabrizio Casadei

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