Quando e come chiudere il proprio conto corrente

Il decreto n. 223/2006, conosciuto meglio come decreto Bersani, convertito con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006, prevede all'art. 10, che qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili, con preavviso minimo di 30 giorni.

In passato succedeva che un aumento delle spese del conto corrente produceva i suoi effettivi dopo 15 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Oggi il correntista ha a disposizione 60 giorni dal ricevimento dalla comunicazione scritta inviata dalla banca per accettare o meno le variazioni proposte. Nel caso in cui le nuove condizioni siano a lui sfavorevoli può recedere senza penalità e senza spese di chiusura e ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

Moduli.it vi mette a disposizione il modulo per operare il recesso.

Sempre in tema di modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, il decreto Bersani impone che le modifiche che introducono le c.d. clausole vessatorie (art. 1341, comma 2, del Codice Civile), a carico dei correntisti, devono essere da questi ultimi approvate specificamente per iscritto. Le clausole vessatorie sono quelle che stabiliscono condizioni sfavorevoli per uno dei contraenti, solitamente quello più debole, nel caso specifico, i correntisti delle banche.

Naturalmente, a prescindere da qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, il correntista ha sempre la possibilità di chiudere, senza spese di chiusura, il proprio conto; anche in questo caso Moduli.it vi propone un paio di modelli: [fac simile "a"], [fac simile "b"].

Attenzione!  Alcune banche chiedono un rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'operazione di chiusura, che però devono essere documentate ed evidenziate nel foglio informativo. Può altresì accadere che la banca addebiti comunque delle spese al correntista, ciò per il fatto che alcune tipologie di conti forfettizzano, con una periodicità solitamente trimestrale, le spese di gestione (costo per singola scrittura, libretto degli assegni, spese per l'invio dell'estratto conto), che dunque saranno addebitate al cliente all'atto della chiusura del conto.

Un'ultima novità contenuta nel decreto Bersani impone che le variazioni dei tassi di interesse, in seguito a modifiche del tasso di riferimento della Banca Centrale Europea, riguardino contestualmente i tassi attivi (ovvero quelli favorevoli ai correntisti) e quelli passivi (quelli a favore delle banche) così da "non creare pregiudizio per il cliente".

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