Obbligazioni

L'obbligazione o bond è un titolo di credito emesso da uno stato, un governo, un'organizzazione internazionale o una società privata che attribuisce al possessore il diritto al rimborso del capitale più un interesse, che può essere fisso o variabile, pagabile normalmente con una cedola avente periodicità trimestrale, semestrale, o annuale.

L'obiettivo è quello di raccogliere liquidità da investire (es. finanziare lavori pubblici o l'espansione di un'impresa) rivolgendosi direttamente ai risparmiatori invece che a banche o ad istituti di credito specializzati.

Il mercato offre diverse tipologie di obbligazioni:

  • titoli di Stato, immessi sul mercato dal Governo;
  • obbligazioni societarie o corporate bonds, emesse da società e aziende private;
  • supranational bonds, emessi da organizzazioni ed enti internazionali come la Banca Centrale Europea o il Fondo Monetario Internazionale;
  • altri titoli, come quelli emessi da governi o società private localizzati nei "Paesi emergenti", cioé paesi con tassi di crescita particolarmente elevati.

Ciascuna di queste obbligazioni presenta un differente livello di rischio e dunque un diverso rendimento. C'è innanzitutto un rischio legato all'emittente. Ogni emittente infatti promette la restituzione del capitale e il pagamento degli interessi, ma questa promessa è a rischio a seconda della solidità finanziaria dell'emittente: se una società o uno stato (è il caso dei bond argentini ad es.) dichiara bancarotta (default) i creditori possono di fatto cercare di rifarsi delle perdite solo partecipando alle procedure di liquidazione.
Per garantire i sottoscrittori dal rischio di insolvenza dell'emittente, l'emissione di obbligazioni può essere accompagnata da garanzie. La agenzie di rating (Moody's, Standard & Poor's, ecc.) danno voti sull'affidabilità degli emittenti, ma è bene sempre non fondare le nostre scelte d'investimento unicamente sul rating.

Poi c'è un rischio legato al tasso di interesse. Il prezzo di una obbligazione infatti è legato all'andamento dei tassi d'interesse del mercato di riferimento. Se per ipotesi il tasso di inflazione cresce, devono adeguarsi all'insù anche i tassi di interesse delle obbligazioni di nuova emissione. Ma cosa succede ai vecchi titoli? Se hanno cedole fisse il loro prezzo diminuisce, in ragione della sua inferiore remunerazione rispetto al mercato. Per cui chi si trova nella necessità di liquidare le proprie obbligazioni prima della scadenza subisce una perdita sul capitale, perché deve venderlo ad un prezzo inferiore a quello di sottoscrizione. Al contrario in un ipotesi di tassi al ribasso, i vecchi titoli si rivalutano, perché offrono cedole più ricche: chi li vende anzitempo può incassare un capital gain. Il rischio legato ai tassi è tanto più elevato quanto più lunga è la durata di vita di un titolo.

Infine se un bond è emesso in una valuta diversa da quella di chi lo sottoscrive, si aggiunge anche il rischio di cambio.

Gli elementi da prendere in considerazione nel calcolare il rendimento di una obbligazione sono fondamentalmente due: la differenza tra prezzo di acquisto e di rimborso del titolo e il flusso delle cedole. Le cedole possono essere fisse o variabili, nel qual caso sono indicizzate ad un parametro definito (per i Cct i rendimenti del Bot ad es.). Così si distingue tra rendimento immediato (la cedola in corso rapportata al prezzo del titolo) e rendimento effettivo immediato, che è la somma del capital gain (differenza tra prezzo di acquisto e di rimborso del titolo) e delle cedole incassate e reinvestite allo stesso tasso corrente.

Tradizionalmente si è soliti individuare la presenza di alcune specifiche categorie di obbligazioni, tra le quali:

  • obbligazioni senza cedola o zero coupon: gli interessi vengono pagati tutti in una volta alla scadenza del titolo e sono costituiti dalla differenza fra prezzo di emissione e prezzo di rimborso;
  • obbligazioni a tasso fisso: prevedono il pagamento di una cedola fissa semestrale o annuale per tutta la durata del titolo e, alla scadenza del titolo, il rimborso alla pari del capitale.
  • obbligazioni a tasso variabile: prevedono il pagamento di cedole il cui importo varia a seconda dell'andamento di specifici indicatori legati al mercato finanziario, monetario, valutario o dei beni reali. Ai suddetti parametri può essere aggiunto dall'emittente anche uno "spread".
  • obbligazioni convertibili: sono titoli a reddito fisso, che consentono al loro sottoscrittore di rimanere creditore della società emittente fino alla scadenza del titolo, ovvero, di convertire, parzialmente o totalmente, entro determinati periodi di tempo ed in base a rapporti di cambio prefissati, le obbligazioni in azioni della società emittente o di altra società assumendo così la posizione di azionista
  • obbligazioni con warrant: oltre a garantire il diritto al remunerazione periodica del capitale investito ed il rimborso a termine dello stesso, danno al loro possessore il diritto di sottoscrivere, in epoche e secondo modalità prefissate, un certo numero di azioni della società emittente o di altra società, rimanendo sempre titolari delle obbligazioni originarie
  • obbligazioni strutturate: sono obbligazioni (con o senza cedola) che il cui rendimento è in parte fisso (inferiore tuttavia a quello di mercato) e in parte variabile, collegato cioè all'andamento di indici di borsa (index linked), di azioni o panieri di azioni (equity linked), tassi di cambio (forex linked), fondi comuni (unit-linked) o altro ancora. Se il prodotto finanziario sottostante realizza buone performance si ottiene un premio commisurato al suo andamento e dunque un rendimento complessivo più elevato rispetto a quello normale di mercato. Sono prodotti costosi, non sempre facili da comprendere e che presentano un maggior grado di rischiosità generalmente associato ad una scarsa liquidità.