Introduzione

Gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori. Ciascuno di noi ha determinati obiettivi (costruirsi un capitale futuro, avere una pensione integrativa, acquistare una casa, avviare alla professione i figli, far fronte agli imprevisti, ecc.), che si prefigge di raggiungere attraverso l'impiego del risparmio.

Ci sono diversi modi per investire i propri risparmi: case, obbligazioni, depositi bancari, azioni, quadri, titoli di stato, fondi comuni, ecc. Ogni forma di impiego del denaro ha caratteristiche particolari che vanno analizzate con cura prima di assumere qualsiasi decisione. Una cosa è certa, l'investimento ideale non esiste. Qualsiasi genere di investimento infatti implica un certo livello di rischio. Rischio e rendimento sono due elementi inseparabili quando si parla di risparmio: più basso è il rischio, minore è il rendimento che ci si deve aspettare. Al contrario, maggiore è il rischio, più alta è la possibilità di guadagno. Così depositi bancari e titoli di stato sono tra gli impieghi a minor rischio, mentre le azioni, specie nel breve periodo, sono titoli a maggior rischio visto che il loro valore è influenzato non solo dall'andamento dell'impresa di cui rappresentano il capitale, ma anche da quello del mercato borsistico in generale.

Dunque, la validità di una forma di investimento va misurata sulle esigenze di ognuno, perché non abbiamo tutti la stessa situazione patrimoniale, gli stessi obiettivi. Conta il livello di reddito, le risorse già accantonate, lo stile di vita, la capacità di risparmio. Conta l'età: giovani e anziani hanno esigenze indubbiamente diverse. Conta infine la propensione al rischio di ciascuno di noi. Uno degli elementi, infatti, che influenza maggiormente le nostre decisioni di investimento (oltre alla redditività, liquidabilità e incremento di valore del capitale) è certamente la propensione al rischio. Infatti il desiderio di sicurezza dell'investimento è indubbiamente la variabile più soggettiva.

Per trovare l'investimento più adatto, occorre prima di tutto domandarsi quali obiettivi finanziari si vorrebbero raggiungere e, subito dopo, quanto si è disposti a rischiare per ottenerli. In altre parole, occorre inquadrare il proprio profilo di rischio.

Una sola regola: diversificare. Proprio perché non c'è investimento senza rischio, una delle regole fondamentali è non impegnare tutto il denaro, poco o tanto che sia, in una sola forma di investimento. Meglio diversificare gli investimenti e dunque distribuire i risparmi su più strumenti, affinché l'eventuale andamento negativo di alcuni possa essere compensato dal buon andamento di altri.

Naturalmente per investire non è sufficiente aver chiarito le proprie esigenze e gli obbiettivi di investimento, ma è fondamentale anche essere ben informati sugli strumenti finanziari che si è intenzionati ad acquistare e sulle loro caratteristiche: tipologia dello strumento (azione, fondo comune, ecc.), emittente (stato, impresa, banca, ecc.), settore, mercato di quotazione e negoziazione, classe di rischio.